Intervista: TEZZA F.
Si intitola "Echoes From The Winter Silence" il quarto e ottimo album del progetto solista del polistrumentista Filippo Tezza. Un disco che ci riporta indietro di una trentina d'anni, quando il power metal di stampo soprattutto europeo spopolava e offriva le sue uscite più seminali. Abbiamo parlato con Filippo, il quale si è dimostrato interlocutore affabile e dalle risposte per nulla striminzite. Buona lettura!
1) Ciao Filippo e benvenuto su Heavymetalmaniac! Iniziamo subito parlando del tuo nuovo album!
Ciao a tutti e grazie per questo spazio! Il nuovo album è “Echoes from the Winter Silence”, rilasciato nuovamente da Elevate Records in collaborazione con Broken Bones, ed esce a poco più di un anno di distanza dal precedente “Key to Your Kingdom”, un album che ha avuto un discreto interesse e ha finalmente portato un minimo di attenzione in più a questo progetto. Questi due album sono nati praticamente assieme, ho iniziato a lavorare ad entrambi in un’unica sessione a partire dall’estate del 2022, completando per entrambi tutte le parti strumentali. Ho inciso poi le voci ed eseguito il mixaggio e mastering di “Key to Your Kingdom” per primo, che è uscito nel maggio 2024, per poi riprendere ad incidere le ultime voci e mixaggio per “Echoes from the Winter Silence”, uscito infine a settembre 2025. Diciamo che per la loro natura e per come sono stati pensati questi due album, li considero come una “parte A” e una “parte B” di uno stesso grande progetto, che finalmente ora è stato concluso. Si chiude idealmente un cerchio, insomma.
2) “Echoes From The Winter Silence” è il tuo quarto album, puoi dirci se ci sono differenze sostanziali rispetto ai precedenti album, e quali?
Tutti gli album che finora ho realizzato li considero abbastanza differenti tra di loro, anche se, come detto, per la loro particolare natura, “Key to Your Kingdom” e il nuovo album tendo a considerarli come piuttosto affini. Non penso siano troppo simili perché comunque ritengo che KTYK sia più immediato e EFTWS sia invece ancora più strutturato e ricco negli arrangiamenti, tuttavia ascoltandoli insieme potrebbero essere quasi intesi come l’uno la continuazione dell’altro: se ci fai caso, per esempio, hanno entrambi 8 brani, hanno tutti e due una ballad più o meno verso fine disco, ed una lunga suite finale (di 14 minuti per entrambi, tra l’altro, ma questo è un caso) divisa in quattro parti, nonché sono entrambi costituiti soprattutto da vecchie idee e canzoni che avevo registrato nei primi due demo (2006 e 2008). Ho ripreso queste vecchie idee, le ho completamente ri-scritte e ri-arrangiate da zero secondo il mio gusto ed esperienza attuali, aggiungendoci parti nuove e anche brani completamente nuovi. Quindi per questi motivi, si possono sentire delle somiglianze tra questi ultimi due album recenti, anche nel sound, essendo stati registrati e mixati assieme. Questi ultimi due album comunque si differenziano piuttosto marcatamente dai primi due, dove la componente “prog” era più marcata rispetto ad ora (soprattutto su “A Shelter from Existence”).
4) Quali sono attualmente le tue influenze musicali e che peso hanno sulla tua proposta artistica?
Come forse alcuni già sapranno, gestisco anche altri progetti di cui uno atmospheric black metal, e un altro progetto death metal che in realtà ho chiuso nel 2019 (Goliardeath) e che non ho mai promosso particolarmente. Questo per dire che le mie influenze non sono radicate solo nel metal più melodico ma anche in quello più estremo: alcuni brani anche dello stesso progetto Tezza F (pur essendo un progetto power) contengono evidenti influenze di thrash/death/black metal (per esempio canzoni come “Demons”, “Fourth”, “Timeless Illusion”, “Of Life and Death Opera”...ecc.). Allo stesso modo, il mio progetto black Silence Oath risente certamente di influenze epic e power in diversi brani. Sono quindi questi i miei due mondi, che spesso e volentieri si interconnettono e si adocchiano a vicenda; è una cosa che ho sviluppato in modo naturale e senza alcuna particolare premeditazione, e penso abbia un po’ caratterizzato la mia personalità musicale e il mio stile in questi vent’anni di attività . Se parliamo comunque di influenze per questo progetto in particolare, la mia devozione nel metal melodico è cominciata verso Iron Maiden e Metallica (come tanti) quando ero molto piccolo; poi da quando ho scoperto il power metal ormai quasi 25 anni, mi sono sempre nutrito a suon di Blind Guardian, Stratovarius, Dream Theater, Edguy, Avantasia, Gamma Ray, Children of Bodom, Rhapsody… ecc, ecc… Tutti grandissimi nomi che sono sicuramente nel mio olimpo, e che sono stati fonte di ispirazione e mi hanno spinto a comporre musica sin da giovanissimo.
5) Chi si è occupato dell'artwork di copertina e che cosa rappresenta?
Ho realizzato io stesso anche questo artwork, come quasi tutti del resto (ad eccezione di quello di “A Shelter from Existence” e dell’EP “The Guardian Rises I”). Un po’ per ragioni economiche ed un po’ perché comunque mi è sempre piaciuto smanettare con Photoshop e con la fotocomposizione, la realizzazione dell’artwork è sempre un bel processo che mi stimola al raggiungimento di un’idea che ho in mente. A volte riesco ad arrivare bene o male al risultato che mi ero prefissato, altre volte invece da cosa nasce cosa ed alla fine mi ritrovo ad aver sviluppato un’idea differente da quella di partenza. Insomma è una cosa che ritengo parte di tutto il processo creativo inerente l’album che sto realizzando in quel momento, e mi piace comunque che sia io ad occuparmene. Nel caso di “Echoes from the Winter Silence”, l’idea di partenza era quella di dare un’immagine consona all’atmosfera triste e malinconica in particolare di alcuni specifici testi dell’album che parlano di guerra dal punto di vista di un soldato. Quindi è stato inevitabile inserire proprio un soldato nell’artwork, circondandolo con un paesaggio freddo, notturno e desolato, al pari della musica. La figura femminile che appare nel cielo è ovviamente un simbolo di famiglia, della donna amata, ovvero insomma simbolicamente rappresenta tutti gli affetti che attendono il ritorno del soldato a casa, stremato dalla distanza e dagli orrori di una guerra senza senso. Nel caso dell’artwork di questo album, sono riuscito quindi, fortunatamente, a rendere perfettamente l’idea che avevo in mente già in partenza.
6) Da dove nasce il tuo amore per il power metal più classico e cosa ti ha spinto a riprendere in mano questo progetto con più continuità negli ultimi anni?
Come già accennato prima, ascolto power metal da ormai quasi 25 anni, anche se devo ammettere che negli ultimi anni questo genere l’ho un pochino ridimensionato in termini di ascolto. I miei ascolti ora vertono maggiormente sul black metal atmosferico e sonorità oscure affini. Tuttavia, come si dice, il primo amore non si scorda mai, quindi è comunque un genere che ancora seguo e che è parte integrante del mio mondo musicale... del resto, sono stato parte dei Chronosfear per ben 10 anni (2015-2025), e il mio progetto Tezza F è ancora operativo, quindi come vedi è un genere che tengo “attivo” e che mi piace ancora parecchio da comporre ed arrangiare. Il mio amore per esso comunque è cominciato un giorno di maggio 2001 quando mi regalarono una copia (masterizzata) di “Nightfall in Middle-Earth” dei Blind Guardian… una band e un genere musicale del tutto nuovo all’epoca per me. Tant’è che quel disco è diventato il mio disco metal preferito in assoluto, e ancora lo è oggi. Conservo ancora quella copia duplicata per ricordo... anche se ovviamente negli anni mi sono preso anche la mia copia originale. Diciamo che il mio progetto Tezza F è sempre stato attivo, non l’ho mai chiuso, solo che durante gli ultimi 10 anni appunto sono stato molto impegnato con i Chronosfear, verso i quali ho indirizzato tutte le mie “energie” compositive, pertanto il progetto era semplicemente stato messo in stand-by per dare priorità alla band. Visto che questa band poi, negli ultimi anni, dopo il disastro del Covid, si è fermata (e ne sono uscito definitivamente ad inizio di quest’anno), ho avuto il tempo, il modo, e le energie per riprendere finalmente in mano il discorso solista.
7) Attualmente oltre a Tezza F stai lavorando ad altri progetti?
Si, sono sempre a lavoro con qualcosa, diciamo. Non ho mai fretta di pianificare alcuna uscita, e cerco di prendere il tutto “come viene”, senza rincorrere scadenze e senza stress, in base al tempo libero che ho a disposizione (cioè poco, purtroppo). Anche se magari sto lavorando a un nuovo album specifico, spesso nel frattempo scrivo ed accumulo nuovo materiale anche per altri progetti o altri album, come sta avvenendo in questi mesi: piano piano sto registrando Andrea, il nuovo cantante del mio progetto black metal Silence Oath, e con calma stiamo andando avanti ad incidere le sue parti vocali di quello che sarà il prossimo nuovo album del progetto; nel frattempo però ho già buttato giù altri 5 brani che sono già ad un buon 70-80% di completezza... Mi piace sempre scrivere, comporre, mettermi a creare qualcosa; oltre che un hobby, è qualcosa che mi ha sempre fatto sentire bene con me stesso, e finché sento questa “urgenza” artistica, continuo a farlo. In più sto già iniziando a sistemare il progetto per il prossimo futuro disco di Tezza F (saranno tutti brani che avevo scritto negli ultimi anni per la seconda parte del concept dei Chronosfear), e da tempo ho scritto la musica per un altro album che sarà una cosa un po’ diversa dal solito... non propriamente metal, ma ne parlerò più avanti, quando il lavoro vedrà un po’ di luce in fondo al tunnel. Sono inoltre stato coinvolto in un nuovissimo progetto dalle sonorità doom e oscure, con alcuni volti già da tempo presenti nella scena metal italiana; anche in questo caso ne parleremo a tempo debito, intanto stiamo lavorando con calma al primo album.
8) Di cosa parlano i tuoi testi e in particolare quelli di questo nuovo album?
I testi del nuovo album trattano vari temi. In generale, tematicamente l’album segue un mood più oscuro e malinconico dell’album precedente, di pari passo con il sound. Il più delle volte sono temi slegati tra loro, tuttavia ci sono alcuni testi in qualche modo collegati da un filo conduttore comune; non si tratta di concept ma parlano semplicemente del medesimo argomento. Come ho già anticipato in una domanda precedente, infatti, sto parlando di “Darkness”, “Sacred Fire” e “Winter of Souls” (e concettualmente anche “Tides of War”, almeno nel titolo, essendo un brano strumentale…): questi 3-4 brani affrontano il tema della guerra e della alienazione a cui essa conduce, come già spiegato, e sono piuttosto cupi, crepuscolari, introspettivi, ma hanno anche una loro poesia di fondo. Altri esempi sono “For a New Hope” che parla del futuro del nostro mondo, non in termini esattamente positivi, ma lasciando filtrare un barlume di speranza, o “The Journey Begins”, ballad il cui testo tratta di domande esistenziali, di ricerca interiore del significato della propria vita.
9) Che feedback hai ricevuto dai tuoi ultimi dischi? Sei soddisfatto e pensi siano stati apprezzati a dovere?
Ad essere onesti, è stato il disco dell’anno scorso “Key to Your Kingdom” ad accendere finalmente un minimo di interesse attorno al progetto Tezza F. Il buon lavoro dell’agenzia Broken Bones a cui mi sono affidato, unitamente alla nomea storica di Elevate Records, credo abbiano dato i loro frutti portando un piccolo progetto underground come questo, che aveva si e no 10-11 ascoltatori mensili su Spotify, fino a raggiungere picchi di oltre 2000, in certi periodi. Numeri ovviamente piccoli, diciamo insignificanti nel mondo musicale di oggi, ma che sono un buon segnale se rapportati a quanto prima di questo disco il progetto fosse totalmente ignorato e sconosciuto. Questi numeri non mi cambieranno di certo la vita, ma semplicemente mi fanno capire che il progetto ha del potenziale e qualcuno è interessato ad esso, quindi va bene così. Quindi, diciamo che negli ultimi due anni i feedback hanno iniziato ad essere quelli giusti, e spero che questa piccola luce che si è accesa sul progetto, porti la gente ad ascoltare e valorizzare anche il materiale più datato (come l’album “A Shelter from Existence”, che ritengo molto valido ancora oggi dopo 7-8 anni dalla sua uscita).
10) C'è stata qualche critica alla tua musica che ritieni ingiusta?
Critiche e opinioni di vario tipo ce ne sono sempre state, dalla stampa e dalle webzines, e se costruttive, penso aiutino a crescere e a migliorare, a limare nei limiti del possibile quei dettagli che possono fare la differenza. Quindi, in genere, ho un atteggiamento aperto nei confronti di chi muove una critica costruttiva espressa nel giusto modo e in modo rispettoso. Per rispondere alla tua domanda, si, ho ricevuto ovviamente anche critiche che non ritengo assolutamente meritate e a volte espresse anche in modo poco rispettoso, ma in tal caso preferisco sinceramente ignorarle ed andare oltre.
11) A te le ultime parole. Un saluto!
Grazie mille per lo spazio concessomi e a chiunque abbia letto queste righe! Spero che gradirete il mio nuovo album e che questo progetto possa avere le carte per crescere sempre di più in futuro. Se vi piace tutto ciò che gravita attorno al power metal, dategli una possibilità . Grazie e a presto!!
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