AZAGHAL "Nekrohelios" (Recensione)


Full-length, Immortal Frost Productions
(2026)

Se dovessi usare una sola parola per descrivere gli Azaghal sarebbe coerenza. Sì, perché non si può usare altra parola per raccontare la carriera di questa band attiva dal '98 e il cui unico membro originario rimasto è Narqath. Una carriera che ha visto la pubblicazione di 14 full length (incluso questo) e una quantità infinita di split, EP e compilation. Una carriera che, pur senza mai portarli ai livelli di notorietà di Sargeist e Satanic Warmaster, li ha visti sfornare sempre lavori di alto livello, con almeno un paio di dischi che non dovrebbero mancare in nessuna collezione ("Mustamaa" e "Helvetin yhdeksän piiriä"). Ventotto anni di attività e mai una concessione alla modernità o alla musica di facile ascolto, come sembra essere sempre più diffusa oggi.

Ventotto anni a predicare Satana, senza aperture a tematiche "romantiche", come certi gruppi ridicoli odierni... Per questo dico che la parola più adatta per gli Azaghal sia coerenza. E questa quattordicesima fatica non fa eccezione. La breve title track - intro ci trasporta subito in "Elävän Kuoleman Tuhannet Kasvot", che presenta il tipico riffing a marchio Azaghal: un mix di riff giocati su accordi aperti, tremolo picking e parti più vicine al thrash. Su tutto svetta poi la voce di Thirteen, che presenta uno screaming abbastanza intellegibile (per quanto possa esserlo il finlandese), ma estremamente efficace. A seguire troviamo "Elysium", brano in cui fa bella mostra di sé nelle clean vocals lo stesso Narqath, in uno dei momenti migliori del lavoro, grazie a un'atmosfera che, a tratti, mi ha ricordato certe sonorità depressive.

"Vihan Ruoska" presenta nuovamente le caratteristiche tipiche degli Azaghal: un assalto brutale unito a un gusto melodico particolare. Un tipo di melodia che non vuole essere ruffiana né accessibile ai più, ma che serve solamente da veicolo per diffondere meglio il loro messaggio intriso di odio (e oggigiorno non è una cosa scontata). "Haava" è uno dei brani migliori del disco e, ne sono sicuro, dal vivo farà diverse vittime nel pogo. "Rottien Valtakunta" sono tre minuti di calci in bocca, senza concessione alcuna. Ma il pezzo migliore arriva con "Saatana, Olen Miekkasi", introdotto da un coro da chiesa su cui interviene la voce di Thirteen, regalandoci un ritornello a base di "Saatana", la tematica preferita dai finnici. E chi se ne frega se è un argomento abusato all'inverosimile e da alcuni visto come superato. Arrivate verso la fine del brano e ditemi se siete riusciti a non urlare "Satana" anche voi.

"Yö Katoaa Taakse Kuolevan Kuun" presenta uno dei riff "melodici" più efficaci del lavoro. "Juuret" e "Olen Unohtanut Isäni Kasvot", forse, sono i brani che mi hanno convinto meno. Formalmente non hanno nulla che non vada, però non sono riusciti a catturarmi come gli altri. "Noitalasia" riporta il disco sui giusti binari, grazie anche alla comparsa di alcune chitarre acustiche. Ovviamente, a un tale assalto sonoro fa da contraltare una produzione lontana anni luce da quelle moderne, pulite e perfette. Qui il suono è rozzo, marcio, putrido: è black metal come dovrebbe essere sempre. Ci troviamo di fronte a un capolavoro? No, direi di no. Per quelli bisogna tornare ai primi due full length. Ma siamo di fronte a un disco che, nella sua canonicità e semplicità, spazza via buona parte delle produzioni spacciate oggi per black metal, ma che del genere spesso hanno soltanto il nome.

Recensione a cura di Marco "Wolf" Lauro
Voto: 75/100


Tracklist:
1. Nekrohelios 
2. Elävän kuoleman tuhannet kasvot 
3. Elysium 
4. Vihan ruoska 
5. Haava 
6. Rottien valtakunta 
7. Saatana, olen miekkasi
8. Yö katoaa taakse kuolevan kuun
9. Juuret
10. Olen unohtanut isäni kasvot
11. Noitalasia

Line-up:
Narqath - Guitars, Bass, Keyboards, Vocals (clean), Lyrics
Lima - Drums
Thirteen - Vocals, Lyrics

Web:
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