12/07/17

MANUEL BELLONE "Split Pot" (Recensione)

Full-length, Autoprodotto
(2017)
Il cantautore Manuel Bellone di origini siciliane crea un sound folk e country americano con base rock'n'roll. La sua prima uscita risale al 2013 con l'ep "Lost every night alone" con influenze di Ryan Adams, Neil Young e Gram Parson, passando per le opere di Alfons Maria Mucha, giungendo sino alla musica tradizionale americana, al rock inglese e inserendo suoni della sua terra d'origine:  la Sicilia. Nel 2015 rilascia il suo primo album dal titolo "Light from the grave" che lo porta in giro per tutta Italia ed Europa.
Questo album gli permette di prendere parte a svariati festival, tra cui: l'internazionale Live and Heart ad Obreno (SWE); il Jazz&Blues festival a motala (SWE) e l'Urban Eco festival a Pistoia e altri. 
Nel 2016 fa uscire "You need a plan B to stay alive", ep che anticipa l'album "Split pot". "Split pot" racconta la vita e le esperienze accumulate in questi ultimi dieci anni con incontri e luoghi in cui ha errato Manuel. Il disco conta di ben 13 tracce che andrò qui di seguito ad analizzare in maniera molto molto emozionale. La prima è "No money" un blues che si addentra in pianure ricche di vita e brulicanti di gioia e spensieratezza, seguito da "It's too late" lenta e pensierosa per dare modo alla mente di riposare lungo le sponde del fiume che scorre a fianco. La mente si riposa lungo viali alberati ove un fresco vento delinea il sentiero da seguire. "Don't release me" approda ad una sosta carica di dolcezza e fa da culla della vita con amorevoli melodie intessute di felicità ed echi di calma. Ottimo."Just another Irish song" un country western dalle tinte da film che conduce il pensiero in vecchie locande di sperduti paesi del west. L'arpeggio di "Thinking of you" cesella il tempo e dona serenità all'ambiente mentre fuori dalla porta impazza il frenetico mondo del 2017. 
True western style in "Ain't it right" che scorazza in praterie ove mandrie di bestiame errano solitarie verso l'orizzonte delineato dal tempo."Pippanta" scivola dolcemente sul corpo come ghiaccio che scioglie lentamente il suo essere su di un altro. Si avanza ancora nel west con " Caroline" adatta a balli country ad una festa di paese, mentre l'amaca prende il ritmo del vento con " Victorian hotel" per addolcire il caldo pomeriggio delle vaste praterie americane."Rosalind" traccia solchi tenui nella terra bagnata dalla pioggia caduta la sera prima. La festa inizia al calar del sole con "I don't know how" riscaldando l'atmosfera, mentre " Lies" accelera il ritmo iniziale per distendirsi serenamente su ritmiche da fine serata estiva con zanzare e caldo ad accompagnare i corpi sudati dei danzanti. 
Chiude il cerchio di questo percorso "La La La", song dal ritmo scontato ma giusta per chiudere in modo tenue questo disco dal sapore blues, rock folk americani. 
Buon disco di Manuel Bellone che sa tracciare nell'immaginario dell'ascoltatore panorami da incorniciare e venerare sia col pensiero che col suono. 
Recensione a cura di: Giorgio Gibellini
Voto: 75/100

Tracklist:

1. No Money 2:50
2. It's Too Late 3:13
3. Don't Release Me 3:37
4. Just Another Irish Song 3:38
5. Thinking Of You 3:56
6. Ain't It Right 2:37
7. Pippanta 3:03
8. Caroline 2:19
9. Victorian Hotel 4:22
10. Rosalind 3:06
11. I Don't Know How 1:51
12. Lies 3:38
13. La La La 3:35



MANUEL BELLONE - Facebook

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...