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ACHERONTE "Son Of No God" (Recensione)


Full-length, GrimmDistribution
(2018)


Secondo full-length per i marchigiani Acheronte, band che si ispira alla mitologia greca e romana, e che propone un black metal che potrebbe ricordare, guardando all'Italia, qualcosa degli Handful Of Hate, mentre sul versante estero non sono poche le similitudini coi primi Marduk. Tutto questo fa pensare ad una proposta senza troppi fronzoli ed orpelli, ed è proprio così che si presenta "Son Of No God", ovvero come un prodotto di brutale black metal, feroce e maligno.

Baciato da una produzione molto buona che permette di distinguere molto bene l'operato di tutti i musicisti, questi sei brani vi avvolgeranno in un clima di odio che non lascia prigionieri. Sei tracce dalla durata media abbastanza consistente, che infatti si spalmano su circa quarantacinque minuti di musica, che mettono in mostra i chiari intenti distruttivi dei Nostri. Implacabile e lanciatissima la batteria di Bestia, che a quanto pare ama molto il blast-beat e  le rullate fulminee, ed offre una prova che valorizza i riff del chitarrista Phobos, mentre la voce di Lord Baal è efferata come non mai. Un po' penalizzato appare il basso, in tutto questo olocausto sonoro, ma in fondo è una cosa abbastanza usuale in un genere tirato come quello proposto dagli Acheronte, quindi ci può anche stare.

Tutto questo però non deve far pensare ad una proposta solamente monolitica e monotona, perchè la band sa quando mettere le giuste ripartenze dopo stacchi improvvisi e repentini. Ciò viene ripercorso ma anche messo parzialmente in discussione nell'ultimo episodio del platter, "Fall of Perfection", che si esprime in dodici minuti circa di riff circolari e accelerazioni incredibili. Aleggia anche lo spettro di certi Mayhem in questa canzone, oscura e più ripetitiva delle altre, ma sarebbe meglio dire ipnotica, per via dei suoi tempi più cadenzati, ben supportati dal drumming fantasioso di Bestia. 
Ogni blackster più oltranzista dovrebbe dare una possibilità a questa band, che si propone agguerrita, convinta e ben preparata. Non vi è traccia di innovazione in questo lavoro, ma ciò che viene proposto è dannatamente convincente.

Recensione di Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Heralds of Antichrist
2. Four Beasts
3. Babylon Unholy Hammer
4. Trascendental Will
5. Son of No God
6. Fall of Perfection

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