HARROWED "The Eternal Hunger" (Recensione)
Full-length, Dying Victim Productions
(2026)
L’esordio degli Harrowed con “The Eternal Hunger” è ben congegnato, scritto da due veterani della scena svedese come Tobias Alpadie (chitarra e basso) e Adam Lindmark (voce e batteria) già sodali nei Dead Lord, e presenti, il primo nei Tribulation ed il secondo nei Morbus Chron, quindi musicisti non improvvisati, ma che conoscono molto bene la materia metal. Questo ha fatto sì che la musica proposta parte dal classico swedish death metal, ricalcandone nelle parti più tese e feroci gli stilemi, ma aggiungendo sezioni alternative con rallentamenti e tocchi che guardano anche oltreoceano (“Bayonet”).
Quello che ne viene fuori è una musica articolata il giusto, molto personale e che riesce a sfuggire dal classico approccio del death metal svedese (“The Cold Of A Thousand Snows”), che se preso alla lettera non ha molto da offrire rispetto ai classici che ne hanno fatto la storia. Il duo è molto ispirato scrivendo brani di grande caratura come “Ultra Terrene Phantasmagoria” in cui si intrecciano riff veloci dall’animo punk al feroce attacco death. La voce di Lindmark è cattiva e rauca. Nella lunga e cupa “The Haunter” dimostrano di avere diverse cartucce a propria disposizione e ne fanno un uso intelligente, tra arpeggi e un ritmo che rallenta creando un’atmosfera malsana e tenebrosa con un convincente riff sabbattiano nel lungo finale.
Certo poi non mancano scudisciate di puro distillato svedese, diretto, feroce, annichilente come la prima parte di “Blood Covenant” per poi rallentare, diventando dissonante e stordente. Certo non tutto è oro che luccica e qualche caduta di tono si avverte nella seconda parte del disco, in brani meno ispirati e più di mestiere come nell’anonima “The Reins”. Gli Harrowed si concedono momenti più lenti come in “Formaldehyde Dreaming” senza però offrire particolari spunti di interesse. Di sicuro interesse è invece la finale “The Eternal Hunger” dai toni malefici, tra arpeggi, una voce malvagia e una musica articolata che non rinuncia alla velocità, alternandola a ritmi più lenti e atmosferici.
Questo esordio degli Harrowed è un ottimo esempio di come il death metal svedese può svilupparsi, restando dentro certi suoni, ma allo stesso tempo aprendosi a soluzioni che lo rendono di sicuro interesse.
Recensione a cura di John Preck
Voto: 77/100
Tracklist:
1. Bayonet
2. The Cold of a Thousand Snows
3. Ultra-Terrene Phantasmagoria
4. The Haunter
5. Blood Covenant
6. The Reins
7. Formaldehyde Dreaming
8. The Eternal Hunger
Line-up:
Tobias Alpadie - Guitars, Bass
Adam Lindmark - Vocals, Drums

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