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STRAY GODS "Olympus" (Recensione)


Full-length, Rock of Angels Records
(2023)

Bob Katsionis è un chitarrista greco molto attivo: numerosi sono i progetti per cui il nostro ha prestato le sue doti esecutive o compositive; non mi aveva convinto in quel poco che avevo sentito dei Firewind, mentre ritengo sia da applausi quanto portato avanti nei Warrior Path; questi Stray Gods non sono solo un suo progetto del tutto personale, ma colpiscono il vostro umile recensore sul suo punto debole, il suo tallone d’Achille: la passione per gli Iron Maiden e la voglia di rievocarne lo stile.

Si sfonda una porta aperta, dunque: largo a melodie che rimandano ai fasti della NWOBHM, con un cantante che ricorda perfino la timbrica di Bruce Dickinson! Quest’ultimo lavoro segue le coordinate del precedente debut del 2022, che poi sono quelle tracciate sulla mappa consegnata da Steve Harris a tanti musicisti, fra cui anche il sottoscritto, ultimo arrivato nella nidiata dei cuccioli della Vergine di Ferro. Devo fare uno sforzo non indifferente per mantenere un briciolo di oggettività: non tutti i brani sono allo stesso livello, quindi qualche riempitivo lo si trova ogni tanto, ma è un problema che ha da sempre afflitto anche gli Iron Maiden stessi, perfino quelli dell’epoca d’oro: si allunga un po’ il brodo con brani privi di spunti melodici interessanti, però almeno gli Stray Gods hanno il buon gusto di far durare gli album il giusto, e visto come i loro (nostri) numi ispiratori si stanno muovendo ultimamente, non è cosa da poco!

Ammetto di star facendo girare molto, molto di più i due dischi di questi Stray Gods rispetto a molte, recenti produzioni degli Iron Maiden: è brutto a dirsi, e fare dei paragoni fra delle leggende viventi contro coloro che ne stanno raccogliendo l’eredità, può risultare fuori luogo. Però qui c’è quella misura e quella concentrazione di idee che sembrano oggi mancare in quei deliri espansionistici di Steve Harris e soci. Prendiamo gli Stray Gods per quel che sono: un sentito omaggio di Bob Katsionis e dei suoi collaboratori agli Iron Maiden. L’allievo non ha superato il maestro, però quando quest’ultimo inizia a essere stanco e meno lucido, ci dev’essere pur qualcuno che porta avanti la lezione, giusto?

Recensione a cura di Luke Vincent
Voto: 80/100


Tracklist:

1. Out of Nowhere 
2. Ghost from the Future
3. The Other Side of the Mirror 
4. The Sign 
5. Abel & Cain 
6. Fortune Favors the Bold 
7. Angels of Light 
8. Olympus

Line-up:
Gus Macricostas - Bass
Thanos Pappas - Drums
Bob Katsionis - Guitars, Keyboards, Songwriting, Lyrics
Artur Almeida - Vocals
John McRis - Guitars

Web:
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