METAL CHURCH "Dead To Rights" (Recensione)
Full-length, Rat Pak Records
(2026)
Con Dead To Rights, i Metal Church non si limitano a pubblicare un nuovo disco: segnano l’inizio di una fase completamente diversa. La formazione rinnovata — con David Ellefson al basso, Ken Mary alla batteria e Brian Allen alla voce — affianca i veterani Kurdt Vanderhoof e Rick Van Zandt, creando un equilibrio interessante tra esperienza storica e nuova energia. Più che stravolgere il suono della band, questa line-up sembra aver puntato a renderlo più compatto e diretto, quasi a voler dimostrare subito una propria identità . Il risultato è un album che evita deviazioni inutili e si concentra su ciò che i Metal Church sanno fare meglio.
“Brainwash Game” apre senza esitazioni: riff immediato, struttura asciutta e nessun tentativo di costruire qualcosa di superfluo. È un inizio che suona quasi come una dichiarazione d’intenti. “F.A.F.O” segue la stessa linea, ma con ancora più aggressività . Qui si percepisce anche l’impatto della nuova sezione ritmica: il basso di Ellefson aggiunge peso e definizione, mentre la batteria di Mary spinge con precisione e dinamismo. La title track “Dead To Rights” prova ad allargare il respiro. Più articolata, meno immediata, mostra un lato leggermente più costruito del disco. Non tutto è perfettamente rifinito, ma è uno dei momenti in cui la band tenta davvero di uscire dalla linearità . “Deep Cover Shakedown” e “Feet To Fire” riportano il tutto su binari più solidi: riff compatti, groove preciso e una scrittura che punta all’efficacia piuttosto che alla sorpresa. Qui emerge chiaramente la filosofia del disco: niente fronzoli, solo sostanza.
“The Show” e “Heaven Knows (Slip Away)” introducono una componente più melodica, soprattutto grazie alla voce di Brian Allen, che riesce a essere potente senza perdere chiarezza. È una variazione leggera, ma utile per spezzare la compattezza generale. “No Memory” e “Wasted Time” mantengono il livello senza lasciare un’impronta forte. Non sono episodi deboli, ma danno l’impressione di essere più funzionali che indispensabili, ed è forse qui che il disco mostra qualche limite. “My Wrath” chiude con un ritorno a toni più duri e tesi, funzionando meglio di quanto sembri inizialmente grazie a una buona gestione della dinamica fino alla fine. La bonus “Blood And Water” resta coerente con il resto, senza però aggiungere molto al quadro generale.
Nel complesso, Dead To Rights è un disco che riflette bene la natura di questa nuova incarnazione dei Metal Church: solida, professionale, con una rinnovata energia ma senza il bisogno di reinventarsi. La nuova line-up porta freschezza e compattezza, più che cambiamenti radicali — e forse è proprio questa la sua forza. Non ci sono picchi clamorosi, ma nemmeno cadute evidenti. Tutto resta su una linea stabile, che per alcuni sarà sinonimo di affidabilità , per altri di prevedibilità . Ma, considerando il momento della loro carriera, è difficile chiedere qualcosa di molto diverso.
Recensione a cura di Simone Lazzarino
Voto: 84/100
Tracklist:
1. Brainwash Game
2. F.A.F.O
3. Dead to Rights
4. Deep Cover Shakedown
5. Feet to Fire
6. The Show
7. Heaven Knows (Slip Away)
8. No Memory
9. Wasted Time
10. My Wrath
Line-up:
Brian Allen – voce
Kurdt Vanderhoof – chitarra
Rick Van Zandt – chitarra
David Ellefson – basso
Drums: Ken Mary – batteria
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