CRYSTAL SUN "The Trace You Left" (Recensione)
Full-length, Nadir Music
(2026)
Introduzione doverosa a questo disco: "Ale Moz era il bassista dei Detestor, storica band genovese thrash-death metal con una lunga carriera iniziata negli anni ’80, scomparso nel luglio del 2024, a soli cinquant’anni, a causa di un tumore. Crystal Sun è il progetto a cui Ale aveva lavorato negli ultimi mesi di vita, purtroppo interrotto a causa della sua morte e portato successivamente a compimento grazie ad un gruppo di amici ed alcuni ospiti che ne hanno voluto onorare la memoria".
"The Trace You Left" è un album che lavora in modo evidente sull’immaginario e sull’atmosfera, ponendo al centro un’idea di musica che non si limita alla forma-canzone, ma cerca una continuità emotiva e concettuale lungo tutto l’ascolto. I Crystal Sun costruiscono un disco che vive di suggestioni oscure, riferimenti simbolici e un linguaggio sonoro che oscilla tra tensione, introspezione e momenti più diretti, mantenendo una coerenza di fondo che rappresenta uno dei punti di forza del lavoro. L’apertura con “Skinwalker” introduce immediatamente il clima dell’album: un brano che punta più sull’evocazione che sull’impatto immediato, lasciando emergere un senso di inquietudine controllata. Le strutture non sono mai eccessivamente elaborate, ma funzionano grazie a un buon equilibrio tra ripetizione e progressione. “Kee Wakw” prosegue su questa linea, rafforzando l’aspetto rituale e tribale del disco, con un andamento ipnotico che contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica.
Con “Undead Hunters” il disco mostra un volto più aggressivo e dinamico. Il ritmo si fa più serrato e la scrittura assume contorni più diretti, pur senza rinunciare a quell’aura oscura che caratterizza l’intero lavoro. “Enters Peoples Bodies” accentua invece la componente più disturbante, lavorando su tensioni sottili e su un senso di instabilità che rende il brano uno dei momenti più inquieti dell’album. “In The Morning Dust” rappresenta una sorta di pausa riflessiva, un momento più introspettivo in cui i Crystal Sun rallentano il passo e lasciano spazio a sensazioni più malinconiche. È una traccia che funziona per sottrazione, costruendo il proprio impatto emotivo senza bisogno di forzature. “Like The Plague” riporta invece l’ascolto su binari più duri e immediati, con una struttura più compatta e un’energia che spezza la linearità precedente. Con “Flying Heads” il disco torna a esplorare territori più visionari, giocando su un’alternanza di tensione e rilascio che mantiene alta l’attenzione. Il brano contribuisce ad ampliare il lato più immaginifico dell’album, rafforzandone la dimensione narrativa. “Mystical Spell Mortification” è uno dei momenti più estremi e densi del lavoro, sia per atmosfera sia per intenzione espressiva: qui la band spinge sull’oscurità e su un senso di oppressione controllata, senza però perdere coerenza con il resto del disco.
La chiusura con “A Little Idea” sorprende per il suo carattere più raccolto e quasi minimale. È un finale che non cerca l’effetto spettacolare, ma preferisce lasciare una traccia emotiva sottile, coerente con il titolo dell’album e con il concetto di “segno lasciato” che attraversa l’intero lavoro. Nel complesso, The Trace You Left è un album che convince per coerenza atmosferica e per la capacità di costruire un percorso sonoro riconoscibile. Non tutti i brani hanno lo stesso peso specifico e in alcuni momenti la scrittura tende a rimanere su soluzioni già esplorate, ma l’identità del progetto è chiara e ben definita. È un disco che richiede ascolti attenti e che premia chi è disposto a entrare nel suo universo, più che chi cerca un impatto immediato.
Recensione a cura di Simone Lazzarino
Voto: 79/100
Tracklist:
01. Skinwalker
02. Kee Wakw
03. Undead Hunters
04. Enters Peoples Bodies
05. In The Morning Dust
06. Like The Plague
07. Flying Heads
08. Mystical Spell Mortification
09. A Little Idea
Line-up:
Tommy - Guitars
Trevor - Vocals
Ale Moz - Bass, Guitars
Giovanni Durst - Drums
Web:
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