SOMBER FUNERAL "Since You Left These Shores" (Recensione)


Full-length, Independent
(2026)

Prima ancora di iniziare, mi sento di chiedere scusa ai lettori e al resto della redazione per il lungo tempo trascorso tra le recensioni; l'ultimo periodo è stato (ed è) molto pieno di impegni, per giunta sono reduce da un bellissimo viaggio in Perù per motivi familiari. Spero di riuscire ad essere presto più presente (altre due recensioni, in ogni modo, “bollono in pentola”).

Ma veniamo al dunque: l'album di cui vi parlo oggi ha richiesto molte ore di ascolto e riascolto per via della sua complessità… e, per catturare la vostra attenzione, vi dico già che, a mio avviso, si tratta di una delle migliori produzioni melodic e atmospheric black metal degli ultimi anni. Stiamo parlando di "Since You Left These Shores" dei teutonici A SOMBER FUNERAL; l’opera rappresenta il secondo full-length della formazione, attiva dal 2023, uscito lo scorso 13 marzo 2026 come produzione indipendente in formato digitale, 10 tracce per un’ora complessiva di ascolto. La riflessione che vorrei fare con voi è questa: che genere viene proposto in questo album? Encyclopedia Metallum lo definisce “Atmospheric post black metal”… ma quanto è esaustiva questa definizione?

Ascoltando "Since You Left These Shores" si possono assaporare diversi sottogeneri del black metal melodico e tecnico moderno, ben uniti tra loro, dando vita a un'opera complessa e articolata; da una base melodic black metal si intrecciano arrangiamenti atmospheric fino a sfociare nella blackgaze. Si tratta dunque di un black metal molto raffinato (per intenderci, siamo agli antipodi del war/bestial stile Archgoat, ricollegandomi a una vecchia recensione in cui parlavo degli ossimori tecnici ed ideologici del panorama black): la produzione complessiva è molto curata e il suono è pulito. Le linee vocali sono in parte più simili al melodeath che al black classico, con testi ben scanditi e inseriti al limite del canto gregoriano in stile Slechtvalk, mentre nel brano "Forsaken Youth" troviamo clean vocals oniriche in stile Alcest. Quello che comunque spicca nell’opera sono gli arrangiamenti di chitarra, in quanto tracciano le linee melodiche dell’opera.

Filo conduttore dell’album è un forte senso di malinconia e nostalgia: sì, è un album che, se ascoltato con senno, può davvero commuovere. Certamente, non è un ascolto da svolgere superficialmente, richiede tempo e attenzione. Cito, tra le tracce, "Light of Big Cities", che per sempre mi ricorderà quando, a inizio settembre, ho visto Lima di notte, incredibilmente illuminata. Tirando le somme, consiglierei "Since You Left These Shores" a tutti gli amanti di atmospheric, melodic black metal e blackgaze; puntualizzo: essendo un’opera complessa ed elaborata, non è adatta ai neofiti (rimango dell’idea che, per capire anche i generi “pettinati” del black metal, bisogna partire da Venom e dai primi Bathory).

Come voto complessivo, forse mi sbilancio, ma un 90/100 gli A SOMBER FUNERAL lo strappano tutto: forse non siamo davanti al capolavoro assoluto, ma sicuramente siamo davanti a un’opera degna di essere ricordata nei prossimi anni.

Recensione a cura di Lupo Thrasher
Voto 90/100

Tracklist:

1. You Left Me in My Hardest Time 
2. Maybe She's Dreaming 
3. Like an Autumn Leaf 
4. Mourning Years 
5. An Eternal Traveler 
6. Forsaken Youth 
7. Light of Big Cities 
8. Crossroad Without Encounter 
9. The Sailor 
10. Since I Left Those Shores

Line-up:
Alex - Drums, Guitars
Blackheart13 - Vocals, Bass, Synths

Web:
Bandcamp
Instagram

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