29/05/12

Nebrus “From The Black Ashes”

Full Length, Schattenkult Produktionen, 2012
Genere: Black Metal

Partiamo con qualche nota biografica di questo gruppo toscano, prima dei Nebrus il duo (che sono i fondatori e menti portanti della band) avevano già dato vita a I Sentieri di Staglieno nel 2008 ossia una band di Funeral/ Doom/Ambient e, dopo la registrazione del pezzo “Desolazione” decidono di formare i Nebrus per dare un approccio più violento alla loro musica e prendere in riferimento il Black Metal puro di 20 anni prima. Nel 2009 esce un cd-r autoprodotto intitolato “Twilight of humanity”.
Nel 2011 il gruppo diventa una formazione a quattro e l’anno successivo esce “From The Black Ashes” di cui andrò a parlare.

Il nuovo lavoro dei Nebrus è un viaggio di sola andata nel buio eterno e codesto inizia con la funerea “Apocalypse” dove la cantante invoca l’oscurità tramite la sua voce maligna, mentre sotto abbiamo un tappeto di riffs gelidi (specialmente nella parte arpeggiata) ed ermetici. Ancora più arcigna e demoniaca lo è “Chaosong” dove il drumming furioso ci tempesta con la doppia cassa, dove le invocazioni catacombale della singer mettono i brividi e mi ricordano molto quel capolavoro intitolato “De Mysteriis Dom Sathanas” (serve dire di chi è…?), Dove le chitarre creano un nero muro invalicabile, non c’è modo per non essere assaliti da questo chaos micidiale. I Nebrus sanno anche lacerare la carne lentamente grazie a “Chains” e con dei riffs epici che ti catturano l’anima, nel frattempo le vocals disumane e disperate di Nocturia mettono paura, qui si sente anche il basso squillante che riempie decentemente il tutto e vari rallentamenti ed arrangiamenti riescono a far crescere la puzza di morte. La canzone in questione è la mia preferita perché è un lento supplizio. Il sapore del Black Metal anni '90 continua a prevalere e “Damned” continua a far soffrire le nostre povere orecchie con melodie malsane ed un refrain tetro. 

Ed adesso “Falling” dove il cantato depravato prende il sopravvento mentre il resto della canzone si trascina agonizzante ed inesorabilmente verso la fine dei giorni, e non lascia speranza al malcapitato che la seguirà. A parte qualche up tempos che rendono la canzone più dinamica, è una passeggiata nei labirinti decadenti. “End” mette il sigillo finale su questo platter e riesce a stordire con attacchi in blast beats alternati a rallentamenti soffocanti, dove un’altra volta il doppio pedale sferra colpi ben assestati. Il rifferama è come vento freddo invernale che taglia il volto e lo screaming è sempre putrefatto, e cerca di giocare con diverse tonalità. Adesso è ora della bonus track ossia “Banquet Of Oblivion” che è stata registrata due anni prima e mai pubblicata, la canzone è differente dalle altre ma non per questo inferiore, potrei definirla come una liturgia basfema angosciante, troviamo un lungo incipit formato da rumori inquietanti ed infernali per poi lasciarsi andare in slow e mid-tempos semplici e marziali, sicuramente è d’effetto. Il basso martella assieme alla batteria, il rifferama diventa ipnotico ed alienante, e le vocals sembrano provenire dal profondo delle tenebre…

Lavori come questo riescono a dimostrare sempre di più che la “fiamma nera” italica arde ancora e con fierezza. Una nota di merito vorrei darla a Nocturia che grazie ai suoi lamenti indemoniati mi ha garantito incubi per le prossime notti a venire. 


Recensione a cura di: chrisplakkaggiohc 
VOTO: 75/100

Tracklist::
1.Apocalypse 05:38  2.Chaosong 05:58  3.Chains 07:10  4.Damned 06:19  5.Falling 05:31  6.End 06:16  7.Banquet of Oblivion (Bonus)10:00  
DURATA TOTALE: 46:52 

1 commento:

  1. Album che si distingue per la particolare personalità, senza il solito copia e incolla che ormai è diffuso.La singer poi, ha una voce espressiva e fuori dal comune.

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