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domenica 18 ottobre 2015

MYRKUR - M

Full-length, Relapse Records
(2015)

Non so se molti di voi leggono fumetti, o almeno hanno letto dei fumetti , perlopiù, diciamo, americani (dai! Non fatemi sentire così vecchio!). Bhe! In ogni caso, esiste una linea editoriale che si chiama “what if”; fondamentalmente in questa testata si ha, da un punto di vista di sceneggiatura, una ricollocazione dell'eroe o, viceversa, si pone l'eroe in situazione e/o origini completamente diverse dal ruolo prestabilito.
Questo per farvi capire che il progetto che abbiamo in ascolto è proprio un “what if”; immaginate questa scena: cosa sarebbe successo se Enya, nel 1995, si fosse unita ai DarkThrone? La risposta è “M” di (e non dei ) Myrkur! 

Progetto solista della poliedrica cantante/modella/musicista/artista danese Amelie Bruun, che coadiuvata da musicisti noti della scena estrema norvegese /islandese, al secolo Garm degli Ulver (anche come produttore), Teloch dei Mayhem alle chitarre e Øyvind Myrvoll dei grandissimi Dodheimsgard alla batteria, da alle stampe il pionieristico“M”. Sembra incredibile, mai avrei pensato di immaginare un crossover di generi così distanti tra loro funzionare e anche alla grande! La peculiarità di Myrkur è appunto far gocciolare armonie di Heavenly Voices e struggenti note di pianoforte ed archi su ritmiche e riffs assolutamente Black Metal del più granitico e nordico, in pieno stile appunto di DarkThrone, Isengard o primi Ulver od Enslaved. Nessun effetto di symphonic metal, no! No! Proprio voce femminile con tanto di harmonizer e satura di riverbero! 
In ogni caso si sente che il lavoro è fatto da gente che questo genere l'ha praticamente inventato, tanto è la devozione alle radici, ossia il ridurre tutto al gelo del nord e all'essenza stessa del puro ed incontaminato “Metallo Nero” scandinavo. Di contrasto, come se fossimo in un bosco ricoperto di ghiaccio e neve, si diffondono le bellissime melodie di pianoforte , in cui la voce suggestiva e malinconica di Amelie, come una fata norrena, ci guida tra fiordi, foreste incontaminate e Norne che tessono il fato degli uomini. 

Ma non crediate che siano solo le voci angeliche a farci compagnia, scordatevelo! Myrkur sa evocare demoni con una voce assolutamente nei canoni del genere, uno scream effettato che fa riflettere su come la disturbante dualità degli incisi, sia veramente prodotto dalla stessa persona. Dal lato puramente tecnico mi spiace un pò che la qualità della registrazione sia così old- school, nonostante, suppongo, sia una scelta voluta. L'idea di fondo in effetti è pensata proprio per essere la più radicale possibile e come tale deve essere fedele al trade-mark del genere. Da un punto di vista lirico il danese è ostico e da quel che ho intuito, “M” vuole essere un tributo alla costante lotta e tensione tra la luce ed il buio, tra la vita e la morte e come essa influisca in larga parte sulle nostre vite. 
Comunque un notevole e curioso debutto, che di certo, non passerà inosservato... .

Recensione di: D666
Voto: 75:100

Tracklist:
1. Skøgen skulle dø 05:17 
2. Hævnen 03:23 
3. Onde børn 04:09 
4. Vølvens spådom 01:37 
5. Jeg er guden, i er tjenerne 04:03 
6. Nordlys 02:15 
7. Mordet 03:41 
8. Byssan lull 02:38 
9. Dybt i skoven 03:09 
10. Skaði 04:29 
11. Norn 02:17 

DURATA TOTALE: 36:58 

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