MISERY INDEX "Rituals of Power" (Recensione)


Full-length, Season Of Mist
(2019)

Arrivare al sesto album mantenendosi su certi livelli, è cosa preziosa al giorno d'oggi. Da Baltimora, Stato del Maryland, arriva l'ultimo affondo dei deathsters Misery Index e basta poco per capire che non hanno perso neanche un riflesso del vecchio smalto. La prima cartuccia "Universal Untruths" è già un colpo terribile. Parte con un drumming intricato di Adam Jarvis, in mezzo al quale trova spazio un growling dal timbro acido. Il terreno è preparato per condurre l'ascoltatore al chaos totale. "Decline And Fall" spacca con i riffing micidiali di Mark Kloeppel e Darin Morris. Il growl approccia con entusiasmo e si materializza un'atmosfera da rivolta. L'animale che è in me ruggisce e si scalda a dismisura. 

Un breve assolo compare a spezzare la tensione ma presto gli strumenti tornano a segare blocchi granitici di note. Il terzo episodio dal titolo "The Choir Invisibile", sorprende per la sua spinta da sommossa che ben si amalgama con il tessuto Death Metal. La doppia voce funziona benissimo, mi congratulo con Jason Netherton e Mark Kloeppel per lo strepitoso affiatamento. Sul finale c'è una spruzzata di melodia con un dolce assolo chitarristico. L'aria si fa gradualmente più fosca con "New Salem". L'attacco growl devasta per forza d'urto, con la batteria di Adam Jarvis che suona impazzita. Basso e chirarre diffondono suoni tellurici ma mi colpisce l'effetto echeggiante della chitarra. L'altra si produce in giri più tecnici. 

La situazione è ormai compromessa, ce lo sottolinea "Hammering The Nails" attraverso trame maligne. Il pezzo corre su coordinate di spietata follia. La voce in growl spacca, con il contributo costante dei restanti musicisti. Il coro prodotto dal cantato dei due vocalist colora di un nero brillante l'umore del brano. Tenete duro che il bello deve ancora arrivare. "Rituals Of Power" è un assalto senza sconti al cuore di chi ascolta. La furia è libera di sgozzare chiunque si opponga a cotanto fervore. Viene concessa però una pausa che ben ci fa intendere la pericolosità di queste note. Quindi altra dose di elettricità incandescente a chiusura della traccia. "They Always Come Back" ci martella spietatamente con atroce incisività, ecco che il growl si spalanca con malvagie fauci. A perfezionare il tutto, il solito apporto vincente dei cori. Le dosi velenose di chitarra lasciano il segno, la compattezza della band domina sempre sul tutto. 

"I Disavow" contiene in sé l'essenza ribelle dei Misery Index. In effetti è possibile cogliere l'istanza delle classi sociali più deboli, di cui la band si fa porta bandiera. Avrete ben capito che "Rituals Of Power" è permeato di un sano spirito Hardcore, pur essendo un disco di crudo Death Metal. L'ultimo brano, dal titolo "Naysayer", è un breve concentrato di Death Metal selvaggio sorretto da una massiccia dose di chitarre. La ritmica si esprime in modo micidiale ed il growl libera il meglio che può. Niente da eccepire sull'efficacia di questo capitolo a firma Misery Index. Il combo statunitense ha sfornato un'opera di granitica compattezza. Vi consiglio di corazzarvi bene prima dell'ascolto, questo monolite sprigiona una potenza inaudita. 

Recensione a cura di: Andrea Bottoni
Voto: 90/100

Tracklist:
1. Universal Untruths 02:35
2. Decline and Fall 04:36
3. The Choir Invisible 04:26
4. New Salem 03:24
5. Hammering the Nails 03:46
6. Rituals of Power 05:20
7. They Always Come Back 05:08
8. I Disavow 04:21
9. Naysayer 02:26

DURATA TOTALE: 36:02

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