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Immersi nell'oscurità: BLACK FLAME (Intervista)


Dopo aver fatto centro, l'ennesimo, con il loro ultimo album "Necrogenesis: Chants from the Grave", siamo andati ad intervistare una delle formazioni più interessanti e durature del death/black metal italiano. Ecco a voi i Black Flame!

1) Benvenuti Black Flame! Insomma, spiegateci un po' cosa è successo in questi ultimi anni. Sono passati quattro anni da "The Origin Of Fire" e questo nuovo "Necrogenesis: Chants from the Grave", un periodo non eccessivo ma comunque abbastanza lungo...
CARDINALE ITALO: Ci sono molteplici motivi e bisogna tener presente che il grosso del lavoro di songwriting viene svolto a distanza. Quindi è abbastanza normale che passi un po’ più di tempo tra una produzione ed un’altra. In ogni caso non avendo scadenze particolari o contratti vincolanti su tempi e modalità possiamo prenderci il tempo che ci serve, senza fretta. Per questo nuovo album poi abbiamo lavorato con molta pazienza ed attenzione ai dettagli, la sua gestazione è stata abbastanza impegnativa, ma sicuramente non abbiamo perso tempo. 

2) Ho trovato questo vostro nuovo lavoro fedele al vostro stile, ma volendo, con un piglio più diretto e senza fronzoli, forse potrei affermare che si tratta di uno dei vostri lavori più vicini a certo black metal e con meno influenze death. Siete d’accordo? 
m:A FOG: Parzialmente sono d’accordo con te, ma tutto rientra poi in una percezione soggettiva della musica. A livello ritmico questo è sicuramente un album di impatto e diretto, ma a livello di chitarre trovo che ci siano delle soluzioni articolate, cosa che in passato non sempre abbiamo fatto. E’ inoltre difficile, dopo 20 anni di carriera, cercare di catalogare e confinare la nostra musica all’interno di contenitori commerciali giusto al fine di vendere un prodotto. Ritengo che abbiamo sviluppato un nostro genere negli anni e che con gli ultimi due album abbiamo raffinato e consolidato nell’espressione. Che sia percepito come Black Metal o Death Metal non ci importa molto. L’importante è che il male e la negatività siano presenti in ogni singola nota. 

3) "Necrogenesis: Chants from the Grave": cosa significa questo titolo e di cosa trattano le liriche di questo nuovo album? 

CARDINALE ITALO: Dare il titolo giusto all’ album è sempre una fase difficile per noi. Aspettiamo di ascoltarlo bene, di entrare nella musica e nei testi e ad un certo punto arriva e basta. Necrogenesis è quel ciclo eterno, la continuità infinita di un cerchio oppure il serpente che si morde la coda. Nel caso umano, inteso come energia, materia e quello che comunemente viene chiamato spirito, il ciclo non si ferma come in ogni altra cosa in natura. Si rinnova tramite il passaggio di stato per eccellenza: la morte. Un corpo che decompone è frutto di un ciclo naturale ed è comunque un corpo che in qualche modo vive e si trasforma. Il brulicare di larve e mosche su un pezzo di carne marcia emettono il suono della natura. Può dare fastidio, può essere nauseante, ma non diverso da colorate farfalle che volano tra fiori profumati. In effetti suoniamo black metal quindi vi parlo di come un corpo deve marcire per permettere allo spirito e alla materia di evolversi e non di fiori, orgasmi o alberi bellissimi. In questo album le liriche sono molto “carnali”, meno visionarie e “spirituali” dell’ album precedente. La parte oscura, crudele e violenta di questo ciclo naturale è quello che ha ispirato i testi di Necrogenesis.


4) Parlando di fase compositiva, come nasce una canzone dei Black Flame? 
CARDINALE ITALO: Da anni ormai la formula è sempre la stessa. Nella prima fase lavoriamo a distanza: riff su riff registrati a metronomo e mandati al nostro drummer. Quando la sezione ritmica è fatta aggiungo altri contorni come melodie, parti soliste e via dicendo. Solo alla fine arrangio i testi sopra la musica. Prima di registrare proviamo molto per poter arrivare in studio preparati al massimo e per essere veloci e diretti. 

5) Siete attivi da quasi venti anni, quindi vi chiedo: come avete visto mutare la scena estrema italiana (ed oltre confine) in questi anni? Evidenziamo per favore ciò che secondo voi è migliorato o, al contrario, se è peggiorato qualcosa? 
m:A FOG: Nel corso degli anni abbiamo visto una miriade di mode arrivare improvvisamente e sparire con la stessa velocità. A livello generale credo che sicuramente, rispetto al 1998 (anno in cui ci siamo fondati), ci sia una migliore e veloce comunicazione fra gruppi e addetti ai lavori, grazie soprattutto alla diffusione di internet. Purtroppo la diffusione di internet ha anche fatto in modo di far apprezzare di meno alle nuove generazioni quello che è il valore della musica in termini di investimenti, sudore e sacrificio. Per quanto riguarda le bands, credo che l’Italia abbia sempre sfornato ottime band, magari a volte sono difficili da trovare e scoprire. 

6) Siete stati la prima band a firmare in passato per la Forces Of Satan di Infernus dei Gorgoroth. Cosa ricordate di quel periodo e perchè, secondo voi, la cosa è passata tutto sommato inosservata, nonostante fosse un palese centro sia per voi che per la nostra “scena"? 
m:A FOG: Infernus è un mio amico da oramai venti anni e abbiamo condiviso insieme diversi momenti in Norvegia nel periodo in cui ho suonato con Disiplin, Slavia e Dead To This World. Quell’episodio fu per noi una enorme soddisfazione, perché dimostrava a noi stessi e agli addetti ai lavori che anche i gruppi italiani underground potevano godere di un certo interesse e di una certa considerazione. Che la cosa sia passata inosservata è parzialmente corretto ma non del tutto: grazie alla Forces of Satan fummo licenziati su Regain Records ed avemmo una copertura mediatica (anche in Italia) di tutto rispetto. Non abbiamo mai ritenuto di dover essere considerati speciali per un semplice contratto discografico, sebbene importante per la nostra carriera. Avrebbe fatto piacere magari qualche attenzione, ma ripeto: fu un grande periodo ed un passo importante per la nostra band e non abbiamo nulla da recriminare. 

7) Il nuovo album esce per Dusktone, label che si sta pian piano facendo notare per la qualità delle sue proposte. Come siete giunti al deal con essa? 
m:A FOG: La Dusktone è una etichetta molto seria e preparata, a dire il vero furono interessati a noi anche nel periodo di “The Origin of Fire” ma Avantgarde aveva una sorta di prelazione sul disco. Ho lavorato con Dusktone per l’ultimo Opera IX e sono rimasto colpito dalla serietà dell’operato, quindi è stato un piacere poter giungere ad un accordo ed uscire per loro. 

7) Che novità ci sono per l'immediato futuro dei Black Flame, considerando anche gli innumerevoli impegni che qualche componente ha nella band oltre ai Black Flame stessi? 
CARDINALE ITALO: Stiamo programmando qualche data live sino a fine anno. Poi in cantiere ci sono diverse idee; qualche uscita particolare e probabilmente qualche ristampa di materiale più datato. Vedremo… 

8) Se doveste nominare cinque band che sono state fondamentali per voi a livello di influenze, chi scegliereste? 
CARDINALE ITALO: Chiaramente ognuno di noi ha ascolti molto diversi. Io personalmente ascolto molto materiale e diversi generi, metal ma anche blues, oppure hard rock. Se rimaniamo sul classico direi Slayer, Mayhem, Morbid Angel, Immolation e Black Sabbath. Come dico sempre per me la musica è musica se ci sono le chitarre e sporcizia. 

9) Dove avete registrato "Necrogenesis: Chants from the Grave" e chi si è occupato del mixaggio e mastering? 
m:A FOG: Il tutto è stato eseguito in pochi giorni fra Novembre 2018 e Gennaio 2019 ai Music Ink Studios di Paruzzaro (No). Parte della registrazione è stata eseguita da Nick Daggradi ed il grosso del mixaggio e mastering sono stati eseguiti dal fido Federico Pennazzato, batterista di Death SS e dietro il mixer con noi dai tempi di Septem (2011). Inutile dire che siamo estremamente soddisfatti del risultato e di come sia il master CD che il master per la versione vinile suonano. 

10) Questa volta l'artwork di copertina è rappresentato da una foto particolare. Ce lo volete spiegare? 
m:A FOG: L’artwork è opera del nostro chitarrista Tiorad, che ha potuto dare sfogo alla sua perversa e malata immaginazione. La foto non è frutto di ritocchi digitali, tutto il materiale è stato costruito e prodotto da Tiorad stesso, che ha voluto rappresentare la parte oscura e violenta del ciclo naturale descritto da Italo qualche domanda fa. Credo sia un artwork unico, personale ed assolutamente degno di nota - che si stacca dalla massa per personalità ed unicità. 

11) L'intervista è conclusa, a voi le ultime parole! 
m:A FOG: Grazie per lo spazio. SERPENS VIGIL EST. 

Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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