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RAVAGE REALM "Torture Chamber" (Recensione)


EP, Independent
(2021)

Nei suoi ormai circa 40 anni di storia il thrash è un sottogenere del metal consolidato come fondamentale e d'ispirazione per ulteriori sottogeneri. Attualmente, nonostante legioni di fedelissimi fan (tra i quali il sottoscritto) sparsi per il mondo, il caro vecchio thrash viene soprattutto dalle nuove generazioni considerato purtroppo come “superato". Ad inizio 2021 la scena, a livello mondiale, presenta ancora band storiche che sfornano dischi di livello, altri gruppi si sono invece persi per strada o hanno virato su altri generi, altri invece si sono semplicemente sciolti e hanno scelto di entrare nella leggenda, senza poi infine contare i complessi in attività che vivono di rendita suonando ancora dal vivo quei pochi album che li hanno resi grandi. 

Esistono poi nuove thrash-band, alcune sicuramente di grande talento e passione tuttavia troppo ancorate al paradigma gruppi storici tanto da risultare dei “cloni" degli stessi, ed esistono poi nuove leve di thrashers che sanno rinnovare il genere pur mantenendolo integro nella sua attitudine di base: oggi vi parlerò dei Ravage Realm, che con il loro EP “Torture Chamber” uscito il 16 Gennaio 2021, rappresentano alla perfezione il secondo esempio di nuova thrash-band. Quando di ritorno da una giornata di lavoro e allenamento ho ascoltato per la prima volta questi giovani thrash-metaller di Los Angeles dal canale Youtube “Promoting Underground Scene" (che consiglio vivamente) sono rimasto sorpreso positivamente, trovandomi a scapocciare sotto la doccia come non mai sulle note di questa band emergente formatasi nel 2015. 

La band californiana propone un sound crossover thrash “molto poco californiano", con riff grezzi ed aggressivi più simili a quelli della scena East-Coast (forte in primis l'influenza dei Demolition Hammer) e addirittura tedesca (soprattutto i Sodom di “Code Red" e “M-16"), non manca inoltre una spiccata influenza hardcore, con un ottimo cantato in speech che ricorda lo stile vocale di Jamey Jasta, il carismatico frontman degli Hatebreed. L'EP si compone di 3 tracce per un totale di 9 minuti e 13 secondi, con “War Hungry" e “K.O.P. (Killers on Patrol) rispettivamente di 2 min e 44 sec e di solo 1 min e 58 sec; dunque ci troviamo di fronte a pezzi brevi e veloci, a rimarcare una discendenza di tipica scuola hardcore (esempi simili si possono ritrovare nelle opere delle band del cosiddetto “pizza thrash", ovvero il thrashcore di band come Municipal Waste e Gama Bomb). Chiude l'EP “Disaster Unseen", la traccia più lunga con i suoi 4 min e 31 sec, quest'ultima caratterizzata da un sound più influenzato dal thrash californiano di LA e della Bay Area, con una intro da Exodus e riff di chitarra da Slayer. L'opera rappresenta in copertina una grotta allestita a camera di tortura con stile fumettistico in bianco e nero, scelta molto hardcore anche dal punto di vista dell'arte figurativa minimalista. 

Dunque a mio avviso questa produzione indipendente dei Ravage Realm unisce sapientemente gli stili musicali delle band in precedenza citate, creando uno sound oscuro, violento e aggressivo ma nello stesso tempo coinvolgente, un po' sul modello già consolidato e vincente dei Toxic Holocaust, senza però “scimmiottare" la formazione di Portland, anzi, senza imitare nessun mostro sacro del thrash, bensì prendendone continua ispirazione per portare una ventata di aria fresca nel genere, dimostrando come questo possa rinnovarsi di continuo pur rimanendo fedele a sé stesso. Come voto, penso che un 83/100 sia più che meritato, e per essere un EP di sole 3 tracce è un ottimo risultato; sono in attesa di un primo full-lenght da parte dei Ravage Realm, perché i presupposti per un ottimo disco neo-thrash ci sono tutti.

Lupo Thrasher
Voto: 83/100

Tracklist:
1. War Hungry 
2. K.O.P. (Killers on Patrol) 
3. Disasters Unseen

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