Vuoi qui il tuo annuncio? Scrivi a: hmmzine@libero.it

BLOODY HAMMERS "Washed in the Blood" (Recensione)


Full-length, Independent
(2022)

Settimo lavoro in studio per gli statunitensi Bloody Hammers, che con "Washed in the Blood" tornano in pista dopo appena un anno rispetto al predecessore "Songs of Unspeakable Terror", che aveva rappresentato l'ennesima svolta musicale del poliedrico duo di Charlotte. I Bloody Hammers del resto ci avevano sempre abituato, sin dagli esordi, a calcare sentieri sempre piuttosto variegati, seppur tutti accomunati da quell'aura oscura ed occulta che pervade la loro proposta, sia visivamente che a livello musicale. Un mix, a volte riuscito altre volte meno, tra doom metal, hard-rock e psichedelia, con un'occhio sempre ben rivolto ad atmosfere tipicamente e rigorosamente darkettone. 

E così, dopo gli esordi che presentavano un maggior appeal per il doom classico e cadenzato, Anders Manga e la sua compagna Devallia, hanno dapprima iniziato a virare verso un sound tipicamente wave ottantiano ("Lovely Sort of Death"), per poi mutare ancora registro con l'ultimo e già citato "Songs of Unspeakable Terror", che pescava invece a piene mani dall'horror-rock dei Misfits, pur riletto nella propria personale ricetta. "Washed in the Blood" non rappresenta di certo un cambiamento repentino come già avvenuto in passato con la band, ma più che altro una sorta di affinamento del sound che tiene in molti casi i piedi ben piantati verso quell'attitudine più tipicamente rock n'roll, ma senza dimenticare e perdere di vista il proprio gusto più occulto ed oscuro, in alcuni tratti riprendendo proprio quelle sonorità già ascoltate in "Lovely Sort of Death". Ne viene fuori un album che si fa ascoltare con estremo piacere, tanto semplice e diretto quanto per certi versi affascinante, che non ha bisogno di strafare nei suoi trentuno minuti complessivi di durata, e sicuramente capace di sfruttare al meglio le idee riversate su disco dai due musicisti statunitensi. 

Nove brani totali in cui i Bloody Hammers esplorano sia binari più comuni al recentissimo passato, e parliamo delle ballabili "Black Sunday", "At Midnight I'll Take Your Soul" caratterizzata da un refrain quasi festoso, e dell'accattivante "The Howling", sia episodi maggiormente oscuri come in "And Soon the Darkness" o della splendida "Don't Be Afraid of the Dark" che chiude in maniera soffusa il lavoro, ed in cui sale in cattedra nel finale anche l'aspetto tastieristico forse troppo soffocato negli ultimi lavori della band. Che sia stato il passaggio dalla Napalm alla produzione indipendente a dare nuova linfa alla band questo non ci è dato saperlo, di sicuro "Washed in the Blood" si presenta come un lavoro tanto maturo quanto semplice, che riporta i Bloody Hammers su una dimensione sicuramente più adatta all'estro creativo ed al talento di Anders Manga e Devallia. 

Recensione a cura di Luca Di Simone
Voto: 65/100 

Tracklist:
1. Black Sunday 
2. Phantasmagoria 
3. And Soon the Darkness 
4. At Midnight I'll Take You Soul
5. Water to the Dead 
6. The Howling 
7. Last Rites of Lucifer 
8. Dead Will Walk 
9. Don’t Be Afraid of the Dark

Line-up:
Devallia - Organ, Piano, Keyboards 
Anders Manga - Vocals, Bass, Guitars, Drums

Web:
Bandcamp
Facebook
Homepage
Spotify

Nessun commento