Intervista: AETHERNA


Gli Aetherna hanno appena pubblicato "Evathor", loro secondo full-length. A parte l'ottima qualità dell'album, che offre un metal con voce femminile molto interessante, sono tante le novità che riguardano la band in questi ultimi anni, a partire dall'ingresso della nuova vocalist, Tamara Secci. Abbiamo raggiunto la band e abbiamo fatto loro qualche domanda. Buona lettura!

01. Ciao e benvenuti su Heavymetalmaniac.it. Partiamo parlando in generale di "Evathor"! Potrebbe anche essere il vostro miglior album secondo noi! Siete d'accordo?
Marco Di Marco: Assolutamente, posso affermare con certezza che si tratta di quanto di meglio abbiamo potuto mai fare.
Enzo Zappatore: Evathor è frutto di anni di cambiamento delle nostre ambizioni e del nostro modo di suonare. Abbiamo cercato di esprimere il nostro universo attraverso la musica con il preciso obiettivo di condividere le nostre sensazioni con chi ci segue e ci ascolta. Ad oggi possiamo dire che sicuramente è il lavoro più importante della nostra carriera.
Joey: E’ anche il frutto di una precisa e temeraria sfida. Da un lato abbiamo voluto testare al massimo la maturità acquisita come musicisti e come band, arrangiando dei pezzi che fossero anche divertenti oltre che impegnativi da suonare. Dall’altro abbiamo cercato di condividere delle canzoni che fossero anche belle da ascoltare.

02. Come avete visto cambiare la nostra scena metal in questi anni in Italia?
Tamara Secci: La scena italiana è cresciuta molto, soprattutto in termini di qualità e apertura mentale. Oggi c’è più contaminazione, più personalità e meno paura di uscire dagli schemi. Rimangono delle difficoltà strutturali, ma vediamo una nuova generazione di band che ha voglia di dire qualcosa di vero, non solo di “suonare metal”.
Marco di Marco: L’ho vista cambiare in peggio, rispetto agli anni 80 quando band come I Vamadium, i Raf, strana officina giravano per l'Europa o in America ora a parte i Lacuna Coil, non vedo band che hanno varcato il confine con successo, forse un segno del poco interesse verso l'Italia o della difficoltà di emergere in un paese notoriamente schivo al metal come l'Italia.
Enzo Zappatore: Oggi il metal è estremamente frammentato rispetto ad anni fa, spaziando dai generi più tradizionali a quelli più ‘ipertecnici’, spesso descritti da etichette o definizioni molto vaghe o, a volte, poco comprensibili. Il popolo metal è ovviamente una comunità ristretta, sicuramente molto accanita, ma, rispetto al passato, più condizionata da ‘inquinamenti’ provenienti sia da altri generi che dalla scarsa propensione ad ascoltare un brano con l’attenzione che merita.


03. Quali sono le band che vi hanno influenzato e hanno avuto un peso per gli Aetherna, soprattutto agli inizi della vostra carriera?
Enzo Zappatore: Qui andiamo da metal band ‘tradizionali’ come Metallica, Slayer, Helloween a band più progressive come i Dream Theatre, passando attraverso i Laguna Coil, Evanescence e Disturbed. Ogni membro della formazione ha la sua specifica formazione musicale che contribuisce all’identità della nostra musica.
Joey: Ognuno di noi come detto ha una sua influenza. Ed è questa la cosa di cui siamo maggiormente soddisfatti: il modo in cui siamo riusciti a fondere le nostre esperienze e i nostri background senza che nessuno di questi sovrastasse l’altro. Il risultato potete finalmente ascoltarlo tutti e sin ora siamo veramente soddisfatti del grande ritorno che stiamo avendo.

04. Parliamo un po' di come nasce solitamente un vostro brano e in generale del processo compositivo e di registrazione.
TUTTA LA BAND: I brani nascono solitamente dall’idea di uno di noi, nella fattispecie Enzo Zappatore o Giovanni, che strutturano il brano e lo propongono agli altri. i quali, nel corso delle sessioni di prova, rifiniscono alcuni dettagli essenziali. In particolare, possiamo dire che generalmente la parte chitarristica, basso e testi sono curati da Enzo Zappatore mentre la parte della batteria e definizione finale della struttura del brano sono effettuate da Giovanni. Interviene, in questo lavoro, anche Tamara Secci che rifinisce o modifica sia il testo che la linea melodica vocale in base alla sua individualità e creatività. Ma per noi è fondamentale il concetto di lavoro condiviso, al fine di creare brani che mostrino compattezza e profondità.

05. Cosa pensate che offrano gli Aetherna di diverso e/o particolare in ambito metal e rock?
Tamara Secci: Crediamo di offrire sincerità. Non seguiamo mode né formule, ma raccontiamo storie interiori, fragilità, trasformazioni. La nostra musica è pesante, ma non aggressiva fine a sé stessa: è uno spazio di confronto, di crescita e di consapevolezza.
Enzo Zappatore: Questo discorso è legato a come potremmo definire il nostro genere...Non premeditiamo nulla nè desideriamo che la nostra musica sia necessariamente etichettata in un modo anzichè in un altro. Componiamo e suoniamo ispirati dalla vita reale e per condividere esperienze emozionali: va da sè che il contenuto dei nostri brani sia abbastanza ‘imprevedibile’, spazi dall’arpeggio più etereo alla ritmica più brutale. E questo crediamo sia una delle nostre principali prerogative distintive.
Joey: Una cosa che noi offriamo di diverso rispetto alle altre band è secondo me, il modo in cui arriviamo al cuore delle persone. Le nostre canzoni trattano del “dark side” della vita di ognuno e la musica altro non è che l’alternarsi degli stati emotivi che seguono questi momenti difficili della vita quotidiana. Quindi anche chi non è avvezzo al metal, resta comunque toccata dai nostri testi e dalle canzoni che ti guidano nell’affrontare questi momenti. Mostriamo che il metal non è solo rabbia e violenza fine a se stessa. Non tratta sempre tematiche astratte e lontane ma tocca da vicino tutti e in qualche modo sprona anche ad uscire dall’abisso e a rialzarsi.

06. Avete in programma un tour di supporto a questo nuovo album per il 2026?
TUTTA LA BAND: Attualmente stiamo lavorando con la nostra agenzia per organizzare eventi live nel breve/medio periodo, al fine di far esplodere il nostro album sia in Italia che all’estero. Ma preferiamo ufficializzare al momento più opportuno. Per chi vuole restare informato, suggeriamo di seguire le nostre pagine social in modo da restare sempre aggiornato.

07. Cosa pensate della fruizione della musica di oggi? Siete a favore della digitalizzazione o pensate che abbia in qualche modo danneggiato la musica, e soprattutto le piccole band?
Tamara Secci: La digitalizzazione è un’arma a doppio taglio. Ha dato visibilità a tante band, ma ha anche reso la musica più “usa e getta”. Per le realtà underground è fondamentale sapersi distinguere e costruire un legame reale con chi ascolta, al di là dei numeri..
Enzo Zappatore: Personalmente credo solo che la tecnologia vada usata in modo mirato ed intelligente. Non nego che sia spesso utile per accorciare percorsi a volte fin troppo tortuosi, ma questo non dovrebbe mai andare a discapito della qualità e dell’originalità della musica.
Joey: La tecnologia è un’arma e come tale dipende da come viene usata. Di sicuro la digitalizzazione della musica ha avuto il pregio di consentire a chiunque di ritagliarsi una piccola vetrina. Ha abbattuto le barriere e accorciato le distanze, annullando quel fenomeno delle band che rimanevano nascoste nel Box sala prove, per assenza di mezzi. Questa cosa è grandiosa. Ma il costo dall’altro lato è la distruzione di quel rituale legato alla musica. Come ha anticipato Tamara adesso è tutto usa e getta. Non c’è più quella curiosità e quel desiderio di ricerca di chi, come me, negli anni ’90 aspettava il giorno di uscita della rivista con il cd per ascoltare I nuovi singoli delle band sia mainstream che emergenti. Non c’è più quella asana attesa che accompagnava l’uscita di un album; che poi una volta acquistato ascoltavi a ripetizione leggendo mille volte il libretto (come se ad ogni lettura potesse comparire una pagina nuova), fino al momento in cui smagnetizzavi il cd. Niente più lettura dei testi. Niente più collezione dei cd. E’ scomparso tutto. Adesso sei nelle mani di un algoritmo e, se non sei un esparto di social web marcheting, rischi che quell pezzo in cui ci hai rimesso l’anima, venga scartato finendo nel dimenticatoio. Ecco questo lo vedo come un durissimo colpo nei confronti dell’arte più antica del mondo.
Marco di Marco: Il digitale se da un lato ha permesso una enorme diffusione dei contenuti, cosa prima impensabile, da un altro ha reso troppo scatolato il rendimento sonoro delle band e la qualità dell'ascolto. Con scatola intendo proprio che sembra all'ascolto di udire suoni chiusi, molto artificiosi, non più veri come quelli che uscivano dai vinili e la prova di questo è la rinascita di questo formato. In definitiva il digitale aiuta le piccole band ma danneggia la qualità dell'ascolto.

08. Quali sono i vostri piani più immediati? Insomma, dove vorresti che arrivassero gli Aetherna?
Tamara Secci: Vogliamo continuare a crescere senza perdere identità. Non puntiamo a traguardi prestabiliti, ma a portare la nostra musica alle persone giuste. Se gli Aetherna riusciranno a lasciare un segno, anche piccolo ma autentico, allora saremo arrivati dove dovevamo.
Marco di Marco: Nell'immediato puntiamo a fare più live possibili per supportare il disco e per far conoscere la nostra musica che forse è il nostro obiettivo, più che la ricerca del successo a tutti i costi.

09. Abbiamo finito, concludete come volete l'intervista!
Tamara Secci: Ringraziamo chi ci ascolta, chi ci sostiene e chi sceglie ancora di vivere la musica come un’esperienza profonda. Evathor è un viaggio: speriamo che qualcuno abbia voglia di percorrerlo con noi.
Marco di Marco: Supportate sempre la musica originale, ci sono molte band di inediti che meritano un ascolto!


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