Intervista: DVM SPIRO
Il doom metal italiano continua a sorprendere per profondità e originalità . Tra le band più interessanti troviamo Dvm Spiro, progetto che unisce introspezione, orchestrazioni complesse e atmosfere oscure per raccontare temi come morte, solitudine, dolore e riflessioni personali. In questa intervista per HeavyMetalManiac.it, la band ci racconta la genesi di “MMXXVI - Grave”, il processo creativo, la scena metal italiana e i progetti futuri.
1. Ciao e benvenuti su Heavymetalmaniac.it. Partiamo parlando in generale di "MMXXVI - Grave"!
V.: "Grave" è il nostro secondo album, ha avuto inizio a partire dal 2019, subito dopo l'uscita di "In Frigidvm Lectum". Per la complessità del lavoro e a causa del periodo Covid, abbiamo lavorato e registrato a casa di Roberto, membro del trio, il quale con perizia ha saputo dare vita a un degno prodotto. Con noi hanno collaborato a distanza l'ex membro Maurizio De Michelis, perché trasferitosi in Norvegia (viola da gamba), e un grande professionista, il maestro Massimo Bindi (contrabbasso, violoncello e violino). "Grave" è un album che nasce da un'introspezione e una visione degli eventi attraverso sipari più oscuri, ma nitidi nell'aprirsi verso porte di salvezza e morte, attraverso un viaggio tra ombre interiori. È una creazione che ha avuto vita durante un periodo difficile che in parte tutti noi abbiamo condiviso.
2. Come avete visto cambiare la nostra scena metal in questi anni in Italia?
M.: Essendo dentro la scena metal da fine anni Ottanta, devo dire che la scena italiana era spesso un pelino in ritardo rispetto alle scene nord europee e statunitensi, anche se abbiamo avuto alcune realtà non indifferenti, con band tipo Necrodeath, Bulldozer, Schizo, Mortuary Drape etc. Poi dagli inizi degli anni Novanta, con il boom del black metal, anche la scena italiana è esplosa, come nel resto del mondo! Questo ha creato una miriade di gruppi abbastanza tutti uguali e scontati, ma non solo… sì, perché grazie a questo fenomeno musicale si è sviluppata una nuova generazione metal che, oltre a suonare ed ascoltare il metal classico, ha sguinzagliato nuovi generi e sub generi! Insomma, la scena metal italiana dalla metà degli anni Novanta la si può considerare tranquillamente buona, con un ottimo livello ed un inaspettato seguito!
3. Quali sono le band che vi hanno influenzato e hanno avuto un peso per i Dvm Spiro, soprattutto agli inizi della vostra carriera?
V.: Come ogni band, ognuno ha le proprie linee personali. A riguardo del gruppo esse si compenetrano e non sono rappresentative di una specifica influenza. Spesso si può trarre spunto, oltreché da se stessi, anche da generi musicali completamente diversi. Sono più le sensazioni dell'ascolto a dare una qualche influenza, più che la specificità di un pezzo. Tradurle con i propri parametri può essere arricchente senza snaturare il proprio stile creativo e musicale. Per quanto riguarda me, io considero i Colosseum, con la loro possanza ed eleganza, una fonte di "ispirazione".
4. Parliamo un po' di come nasce solitamente un vostro brano e in generale del processo compositivo e di registrazione.
V.: In genere, noi lavoriamo in presenza soltanto quando chi crea ha già un'idea chiara di ciò che vuole dire e fare in un pezzo, ivi la struttura, la base e qualche arrangiamento, compreso il testo, che è parte integrante della canzone. Esso nasce insieme e rappresenta la concretizzazione delle emozioni colte nel processo creativo. Con pezzi così lunghi non si può non avere bene in mente come ci si vuole muovere, cosa si vuole dire e realizzare. Lavoriamo più fluidi: ognuno quindi si cimenta a casa, ci si confronta, poi si prova per unire bene i punti e le sfumature, tutte le volte che serve. Dopo di che, quando reputiamo che anche i più piccoli dettagli siano definiti, si registra. Con "Grave" abbiamo fatto così, ma il mixaggio e le voci li abbiamo realizzati in studio di registrazione.
5. Cosa pensate che offrano i Dvm Spiro di diverso e/o particolare in ambito doom?
V.: Credo che tutte le band abbiano il loro stile e la loro bellezza compositiva. Come si usa dire, siamo unici, esattamente come tutti gli altri.
6. Avete in programma un tour di supporto a questo nuovo album per il 2026?
V.: No, per il momento no. Ci piacerebbe molto, ma noi siamo polistrumentisti, e poi ci siamo avvalsi anche di musicisti esterni di qualità , nostri amici. Le basi che ci accompagnano sono complesse e un po' orchestrali, abbiamo davvero tanto da mettere insieme per una performance dal vivo, ma non è escluso, idee ci sono. Chissà .
7. Cosa pensate della fruizione della musica di oggi? Siete a favore della digitalizzazione o pensate che abbia in qualche modo danneggiato la musica, e soprattutto le piccole band?
V.: Personalmente, mi ci è voluto davvero tanto ad abituarmi a questo nuovo modo di lavorare. Ha i suoi pro e contro. Come contro, il suono è freddo, non naturale alle nostre primitive orecchie. Come pro, si velocizzano i tempi e quindi il costo è inferiore, solo per fare un esempio. Io ne ho patito, ma poi mi sono adattato, nonostante nel campo del digitale sia parecchio ostico. Riguardo al mercato, avere il supporto di una buona etichetta aiuta, ed in questo, con la My Kingdom, siamo stati fortunati. Certo è che a noi, essendo un po' vintage di età , pur apprezzando i benefici della modernità , manca il caro vecchio semianalogico mondo. Se non proprio quello analogico, dato che insieme abbiamo fatto vinile autentico e con N.L. e demotape. Bei tempi… Credo che, almeno per adesso, le band si dovranno adattare. E i più giovani ormai fan parte di questo mondo appieno.
8. Quali sono i vostri piani più immediati? Insomma, dove vorresti che arrivassero i Dvm Spiro?
V.: Abbiamo in progetto di fare un altro album, ma bisognerà vedere quanto ci metteremo! Purtroppo la quotidianità è sempre più soverchiante, man mano che passa il tempo. E, pur rimanendo fedeli alla nostra linea melodica e compositiva, nelle creazioni mi piace riflettere ed inserire le evoluzioni di questo mondo e ciò che cagiona dentro se stessi. Come nei precedenti due lavori, una storia differente per ogni periodo in cui sono stati creati. Infine, come tutti, vorremmo semplicemente andare avanti. Non smettere mai. È una passione suonare. Irrinunciabile.
9. Abbiamo finito, concludete come vuoi l'intervista!
V.: Grazie per l'intervista a noi dedicata e per occuparvi della musica alternativa. I confini non esistono se non dentro di noi. La musica ci aiuta a varcarli. Dvmsaluti.
Web:
Bandcamp
SoundCloud
Spotify


Nessun commento