VENOM “Into Oblivion” (Recensione)


Full-length, Noise Records
(2026)

Dal 1978, i Venom sono stati architetti del caos estremo, e con il loro sedicesimo album, “Into Oblivion”, dimostrano che il loro fuoco sonoro è tutt’altro che spento. Anche dopo decenni di storia, la band di Newcastle riesce ancora a creare un metal infernale, aggressivo e irresistibile, capace di far impallidire chiunque provi a emularli. 

Il suono dei Venom è unico: un mix sporco, cattivo e irresistibilmente coinvolgente di furia punk e malvagità metallica, che li ha resi pionieri del black metal e ha influenzato generazioni di band. Oggi, la formazione vede Cronos al basso e voce, accompagnato da Rage alla chitarra e Dante alla batteria. Nonostante i numerosi cambi di line-up nel corso degli anni, la chimica tra i membri è sorprendentemente solida, e “Into Oblivion” ne è la prova più evidente.

L’album si apre con la title track “Into Oblivion”, immediata e feroce, senza compromessi. La produzione moderna lascia respirare ogni strumento pur mantenendo quella ruvidità tipica dei Venom, e il basso di Cronos rimbomba come un terremoto sotto i piedi. È il modo perfetto per introdurre un viaggio sonoro che non lascia scampo.

Brani come “Lay Down Your Soul” mostrano i Venom più consapevoli della loro eredità, con riff che richiamano il loro passato glorioso senza risultare nostalgici. Non manca l’elemento epico e coinvolgente: è facile immaginare il pubblico dei festival alzare i pugni e cantare insieme alla band. Con “Nevermore”, invece, emerge un lato più articolato, con arrangiamenti sofisticati che non sacrificano la potenza e con assoli di chitarra che aggiungono profondità emotiva alla furia metallica.

“Man & Beast” è puro Venom: riff mastodontici, batteria implacabile e un groove che resta impresso nella testa. “Death The Leveller” rallenta i tempi, offrendo momenti atmosferici e riflessivi, quasi oppressivi, ma sempre con il peso del metal più autentico. “As Above So Below” riporta la velocità e il caos controllato tipici dei primi album, mentre “Kicked Outta Hell” si diverte con ironia e aggressività, dimostrando che i Venom sanno ancora giocare con il loro lato più irriverente.

Brani come “Legend” e “Live Loud” celebrano la loro storia e il loro ruolo fondamentale nella nascita del genere, mentre “Metal Bloody Metal” e “Dogs Of War” mostrano tutta la loro capacità di unire semplicità e complessità, brutalità e precisione tecnica. L’album si chiude con “Unholy Mother”, traccia che racchiude tutta l’aggressività, la tecnica e la teatralità dei Venom, lasciando l’ascoltatore esausto ma entusiasta.

“Into Oblivion” è un album che guarda al passato senza fermarsi, ma si proietta con forza nel presente. Per i fan storici, è una conferma della grandezza della band; per i nuovi ascoltatori, un perfetto punto di ingresso nell’universo dei pionieri del black metal. Dopo quasi cinque decadi di carriera, i Venom restano padroni del loro trono, dimostrando che l’estremo non invecchia e che il fuoco del metal è ancora vivo.

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 75/100

Tracklist:

1. Into Oblivion 
2. Lay Down Your Soul 
3. Nevermore 
4. Man & Beast 
5. Death the Leveller 
6. As Above, So Below 
7. Kicked Outta Hell 
8. Legend 
9. Live Loud 
10. Metal Bloody Metal
11. Dogs of War 
12. Deathwitch 
13. Unholy Mother

Line-up:
Cronos - Bass, Vocals
Rage - Guitars
Danté - Drums

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