FRACTAL GATES "One with Dawn" (Recensione)
Full-length, Independent
(2024)
Per tutto il 2024 e la prima metà del 2025 sono purtroppo dovuto rimanere fermo con l’attività per la webzine a causa di motivi personali; ovviamente si è trattato di una pausa e non di un addio e, anche in quel periodo, la ricerca musicale non è mancata. Un album in particolare mi aveva colpito e mi ero ripromesso, prima o poi, di proporvelo: come recensione di un’opera dal passato (non troppo remoto), ecco a voi “One with Dawn” del quintetto francese Fractal Gates.
Il full-length in questione è il quarto della formazione progressive/melodic death metal parigina ed è uscito il 20 aprile 2024 come produzione indipendente; un’opera decisamente complessa, in quanto, su un totale di quasi un’ora di ascolto, presenta 16 tracce, delle quali 11 inedite, 3 pezzi synth che fungono da intro, intermezzo e outro, e 2 ri-registrazioni di brani provenienti dal primo full-length “Altered State of Consciousness” del 2009. È bene notare come le citate tracce synth strumentali (“Visions XIII”, “Visions XIV” e “Visions XV”) costituiscano un filo conduttore con tutti gli altri album della formazione francese (infatti, ogni opera presenta tre “Visions”, rigorosamente numerate con numeri romani).
I Fractal Gates, in “One with Dawn”, mantengono il concept che caratterizza da sempre la band, ossia lo spazio, i mondi alieni, la filosofia e il legame dell’uomo con l’ignoto: concetti ben resi dalla scelta musicale, un progressive/melodic death metal di ispirazione nord-europea (Dark Tranquillity e Insomnium in primis), dalle sonorità oniriche e atmosferiche. I brani sono costruiti su una solida e potente struttura tipica del death metal, sulla quale si innestano ricercati arrangiamenti di chitarra e tastiere; risultano molto eterogenei e assolutamente non scontati.
Da sottolineare, in questo album, l’impiego di voci pulite alternate al classico growl (in particolare in pezzi come “Into the Unknown”, “Earthbound” ed “Echoing Motions”). La produzione, pulita e ben curata, è un ulteriore punto di forza.
Dunque, “One with Dawn” è un album che riesce ad emozionare dalla prima all’ultima traccia: a mio avviso, una buona opera dal taglio atmospheric deve saper emozionare, e i Fractal Gates centrano pienamente l’obiettivo. Un’ora di ascolto in cui potenza e melodia sono sempre sapientemente coniugate.
Giungendo alle conclusioni, “One with Dawn” è un’opera decisamente consigliata per chi ama il death metal melodico e raffinato, alla ricerca di nuove sonorità; penso che anche gli ascoltatori dell’atmospheric black metal possano apprezzarla, così come gli amanti del progressive thrash metal a tema spaziale sulla scia di Vektor e Vexovoid (posso personalmente garantirlo, rientrando in tutte queste categorie di ascoltatori).
Come voto finale, vorrei premiare i Fractal Gates con un buon 85/100; il quintetto parigino merita certamente una maggiore visibilità. Piccola nota a margine (e di speranza): a fine febbraio 2026 i Fractal Gates hanno pubblicato “Awakening”, un nuovo singolo. L’augurio è che novità bollano in pentola e che presto arrivi un nuovo full-length.
Recensione a cura di Lupo Thrasher
Voto: 85/100
Tracklist:
1. Visions XIII
2. Shining Falls
3. Seamless Days
4. Into the Unknown
5. When the Distance Paints Us
6. Earthbound
7. Half Alive
8. Visions XIV
9. One with Dawn
10. Hyperstate
11. Serenity
12. Severance
13. Echoing Motions
14. Visions XV
15. The Eclipse (2024)
16. Skies of Orion (2024)
Line-up:
Antoine Verdier - Bass
Stéphane Peudupin - Guitars, Synthesizers
Arnaud Hoarau - Guitars
Sebastien Pierre - Vocals, Keyboards
Jeremy Briquet - Drums
Web:
Bandcamp
Spotify

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