Intervista: POWER BEYOND


Abbiamo parlato con i Power Beyond per approfondire il loro ultimo EP From The Beginning To End, un lavoro che segna una nuova fase per la band. Tra radici heavy/power, evoluzione stilistica e dimensione live, Bruno e Carmine ci hanno raccontato la visione e il percorso dietro questo nuovo capitolo.

1. Il vostro ultimo EP punta molto su energia e immediatezza: è stata una scelta consapevole fin dall’inizio?
Bruno: Sì. From The Beginning To End rappresenta il sound della rinascita della band e della sua evoluzione. È nato in modo spontaneo nel tempo. Il nostro sound si è evoluto: i brani sono più articolati e il songwriting più ragionato, ma è un percorso naturale per qualsiasi musicista.

2. Quanto vi sentite legati alla tradizione heavy/power metal rispetto alle sonorità moderne?
Bruno: La band nasce proprio da quella tradizione, tra fine anni ’80 e ’90. Anche con il ritorno di Fabio Parisi alla batteria, le nostre radici restano forti, pur evolvendoci con i tempi.
Carmine: Tantissimo. I grandi nomi dell’heavy metal restano un punto di riferimento fondamentale.

3. Ci sono brani che rappresentano un omaggio diretto alle vostre influenze?
Carmine: Bruno è la mente principale e, oltre al power metal americano, si sente molto l’influenza di Chuck Schuldiner nelle strutture. C’è un richiamo ai Control Denied, evidente nella title track e anche nei lavori precedenti. Allo stesso tempo, lascia spazio agli altri membri: ad esempio, io parto da una linea di basso base ma la sviluppo liberamente.

4. Come avete lavorato sui ritornelli per renderli così incisivi?
Bruno: Con grande attenzione alla composizione e agli arrangiamenti. Nulla è lasciato al caso, anche se la spontaneità resta sempre una componente importante.


5. La dimensione live è centrale nel vostro sound?
Bruno: In realtà no. Non scriviamo pensando al palco. Solo dopo la composizione adattiamo i brani per il live, se necessario.

6. Avete sperimentato qualcosa di nuovo in questo EP?
Bruno: Tutti i brani riflettono il nuovo corso della band. Non ci sono esperimenti estremi, ma un songwriting più maturo e una visione più ampia degli arrangiamenti.

7. Quanto è importante il lavoro di chitarra nella vostra identità?
Bruno: Fondamentale, come in ogni band heavy metal. I brani nascono spesso da un riff, ma basso e batteria hanno un ruolo altrettanto importante.

8. C’è una traccia che rappresenta meglio lo spirito attuale della band?
Bruno: Sicuramente la title track From The Beginning To End, perché segna l’inizio del nuovo percorso dopo la rinascita della band.

9. Che risposta avete ricevuto dal pubblico e dalla scena underground?
Bruno: Molto positiva, soprattutto dal vivo, dove diamo il massimo. Anche le recensioni del nuovo lavoro sono ottime.
Carmine: Nell’underground il supporto è più autentico ma anche più esigente. Se piaci, il pubblico è fedele: torna ai concerti, compra merch e segue davvero la band. È una sorta di “tribù”, basata su passaparola e collaborazione tra gruppi.

10. Qual è il prossimo passo per la band?
Bruno: Continuare a promuovere l’EP dal vivo e iniziare presto a lavorare su nuovo materiale, con l’obiettivo di arrivare a un full length.


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