ENIGMATIC SOUND MACHINES "Divided By One" (Recensione)
Full-length, Progrock.com Essentials
(2026)
Con “Divided By One”, gli Enigmatic Sound Machines confermano una traiettoria artistica che, più che evolutiva, appare trasformativa. Nel corso della loro discografia, il progetto canadese guidato da Jeremie Arrobas e Thomas Szirmay ha progressivamente abbandonato i confini relativamente definiti del synth-pop delle origini per approdare a una sintesi stilistica assai più articolata, nella quale convivono progressive rock contemporaneo, elettronica atmosferica, suggestioni cinematografiche e una costante attenzione alla costruzione dello spazio sonoro.
Il quarto album della formazione non rappresenta una semplice prosecuzione del percorso intrapreso con i lavori precedenti, bensì il consolidamento di una poetica fondata sulla contaminazione e sulla ricerca di un linguaggio personale. In questo senso, “Divided By One” privilegia la dimensione immersiva rispetto all'immediatezza comunicativa: l'obiettivo non sembra essere la creazione di brani facilmente assimilabili, quanto piuttosto la costruzione di un ambiente sonoro coerente e stratificato, all'interno del quale l'ascoltatore è chiamato a muoversi con attenzione e partecipazione.
Un elemento significativo è rappresentato dalla stabilizzazione dell'organico. L'ingresso definitivo del bassista Hansford Rowe e del chitarrista Alain Bellaiche contribuisce a conferire maggiore organicità all'insieme, trasformando quello che in passato poteva apparire come un progetto prevalentemente costruito in studio in una vera entità collettiva. Questa maggiore coesione si riflette nella qualità degli arrangiamenti, che risultano più compatti e consapevoli delle dinamiche interne alla band.
La presenza di numerosi ospiti non assume mai una funzione meramente decorativa. Le voci di Laura Piazzai e Anna Arrobas, le chitarre aggiuntive di Steve Bonino e Roland Buhlmann, così come il violino di Quinn Bachand, vengono utilizzati come elementi funzionali alla narrazione musicale, contribuendo ad ampliare ulteriormente la tavolozza timbrica dell'album senza comprometterne l'unità stilistica.
Dal punto di vista compositivo, il disco trova i suoi momenti più convincenti nei brani in cui la complessità strutturale viene messa al servizio dell'espressività. Tracce come “Chaos Dreaming”, “Heavy Water” e “Inviolate Fields” evidenziano una notevole capacità di bilanciare precisione tecnica e coinvolgimento emotivo, evitando che la sofisticazione degli arrangiamenti degeneri in puro esercizio stilistico. In questi episodi emerge chiaramente la maturità raggiunta dalla band nella gestione delle tensioni dinamiche e nella costruzione di percorsi narrativi capaci di svilupparsi con naturalezza.
Particolarmente interessante risulta la scelta di aprire l'album con una rilettura di “Are Friends Electric?” di Gary Numan. Più che un semplice omaggio, la cover assume il valore di una dichiarazione programmatica: un classico della sensibilità synth-pop viene reinterpretato attraverso una prospettiva contemporanea, più densa, atmosferica e progressiva. L'operazione è riuscita e coerente con l'identità della band, anche se alcuni ascoltatori potrebbero rimpiangere una maggiore audacia negli interventi di destrutturazione del brano originale.
L'ambizione rappresenta senza dubbio uno dei principali punti di forza dell'opera, ma costituisce anche il suo limite più evidente. Con una durata superiore all'ora e una notevole quantità di informazioni musicali distribuite lungo l'intera scaletta, “Divided By One” richiede un investimento significativo da parte dell'ascoltatore. Non tutti i passaggi riescono a mantenere la stessa intensità espressiva e, in alcuni frangenti, la tendenza all'accumulo di idee e stratificazioni sonore finisce per attenuare l'impatto di singoli momenti compositivi.
Alcune sezioni intermedie, pur impeccabili dal punto di vista tecnico, danno infatti l'impressione di soffermarsi eccessivamente sulla costruzione dell'atmosfera, sacrificando talvolta memorabilità e tensione narrativa. È una critica ricorrente a molta parte del progressive contemporaneo: la ricerca della profondità sonora rischia occasionalmente di tradursi in una certa autoreferenzialità. Gli Enigmatic Sound Machines riescono spesso a evitare questa trappola, ma non sempre con la stessa efficacia lungo tutta la durata del disco.
Anche sul piano melodico, non tutte le composizioni lasciano un'impronta duratura dopo i primi ascolti. Se l'album convince per coerenza e qualità dell'insieme, alcuni temi vocali appaiono meno incisivi rispetto alla ricchezza degli arrangiamenti che li circondano. In più di un'occasione si ha la sensazione che l'architettura sonora prevalga sulla forza immediata della scrittura.
Ciò nonostante, “Divided By One” rimane un lavoro di notevole spessore artistico. In un contesto prog contemporaneo spesso orientato verso formule consolidate e produzioni impeccabili ma prevedibili, gli Enigmatic Sound Machines dimostrano la volontà di assumersi rischi creativi e di perseguire una visione estetica autenticamente personale. Il risultato è un album che richiede tempo, attenzione e ascolti ripetuti, ma che proprio in questa richiesta di coinvolgimento trova gran parte del proprio valore.
Più che una semplice raccolta di canzoni, “Divided By One” si presenta come un'esperienza sonora complessa e sfaccettata, non priva di imperfezioni e di qualche eccesso di autocompiacimento compositivo, ma animata da una forte identità artistica. Un'opera ambiziosa, a tratti dispersiva, che forse avrebbe tratto beneficio da una maggiore capacità di sintesi, ma che riesce comunque a distinguersi per coraggio creativo, qualità esecutiva e profondità progettuale.
Recensione a cura di Checco 78
Voto: 78/100
Tracklist:
1. Divided by One
2. Chaos Dreaming
3. Sirensong
4. Pool of Mirrors
5. Heaven's Rain
6. Screaming Sound Machines
7. Heavy Water
8. Inviolate Fields
9. Are Friends Electric ?
Line-up:
- Jeremie Arrobas/ lead vocals, synth guitars, keyboards, sound machines
- Thomas Szirmay /enigmatic voice and sound machines
- Alain Bellaiche/ guitars . backing vocals
- Hansford Rowe / bass and backing vocals
Guest artists:
- Steve Bonino/guitars (1,6)
- Roland Buhlmann/ guitars (7)
- Anna Arrobas / backing vocals (1,3,4,7)
- Laura Piazzai/ lead vocals (8)
- Quinn Bachand / violin (8)
Web:
Bandcamp

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