CAEDES CRUENTA "Ὅρκος Ἐκλεκτῶν" (Recensione)
Full-Length, Zombie Danz Records
(2026)
Il black metal greco si configura come una forma più varia: le influenze heavy metal e le cadenze quasi marziali ne fanno una variante più calda, espressione dei Paesi più meridionali e, in particolare, della Grecia. Artisti come Rotting Christ, Varathron e Necromantia, dopo aver messo la Grecia sulla carta geografica della musica metal, non hanno avuto un vero seguito in grado di rinnovarne la formula e neppure essi stessi, ognuno per motivi diversi che non analizzeremo in questa sede, ci sono riusciti.
I Caedes Cruenta, a cinque anni da “Of Ritual Necrophagia and Mysterious Ghoul Cults”, tentano di estendere i confini dello stile con un lavoro di non facile fruizione, a causa della durata superiore a un'ora e mezza. “Ὅρκος Ἐκλεκτῶν” lascia emergere in superficie tutte le influenze death metal inabissate nel sound greco, collegandole al necromanticismo tipico dello stile tramite le melodie di stampo NWOBHM, ottenendo un risultato non dissimile a quello dei Beherit, qualora questi ultimi avessero un approccio meno caotico.
Questa musica, basata fondamentalmente sui riff, fa, una volta tanto, della varietà una qualità. Sezioni sinfoniche, inserti vicini alla darkwave e all'ambient: tutto è ponderato e pensato in funzione del riff. Il senso di evocazione notturna e l'euforia tipica della NWOBHM degli Iron Maiden traggono beneficio dalle influenze del death metal dei Morbid Angel, omaggiati nell'ottima cover di “Angel of Disease”.
Il metal ritualistico è applicato, di volta in volta, a vari stili di metal. Molti riff sono vicini al thrash/black dei Bathory e qui fanno capolino i paragoni con altre band dell'Europa meridionale, come i Mortuary Drape; altri giri sono invece riconducibili al death metal, il tutto unito dalle avvolgenti melodie dell'heavy metal classico. Un modus operandi che evita di inscatolare l'occult metal.
La produzione, nitida e calda, consente alle chitarre di essere protagoniste del mix. Le voci, seppur coinvolgenti e teatrali, hanno un senso della misura e della sobrietà raro. Questa è musica black metal costituita da melodie dirette che tendono sempre a un'epicità, caratteristica della scena ellenica e, in particolare, dei Rotting Christ. Gli inserti acustici o di pianoforte donano introspezione e profondità, evitando l'emotività artificiosa e non facendo mai sconfinare la proposta in un gothic metal tout court.
I Caedes Cruenta rivitalizzano uno stile che, nonostante le enormi potenzialità, è spesso lasciato a stazionare come qualcosa di antico o limitato a copie del passato, e questo è un peccato. “Ὅρκος Ἐκλεκτῶν” emerge dagli abissi del Mar Mediterraneo, collocandosi tra le migliori uscite di un anno avaro, se si guardano solo i grandi nomi, ma soddisfacente per chi cerca di andare più in profondità nell'extreme metal.
Recensione a cura di Gabriel Althos Aldo
Voto: 90/100
Tracklist:
Disc 1
1. Luzifers Hofgesind (Intro)
2. Blood Magic Beneath the Crimson Moon
3. Into the Cursed Tomb of Nectanebus
4. Towards the Wrathful Chaos of Typhoeus
5. Ἡ νύχτα τῶν μαγισσῶν
6. The Night of Metamorphosis, Part I (Werewolf's Condemnation)
Disc 2
1. Ἡ γιορτή τοῦ τράγου
2. The Stench of Stylitis
3. Angel of Disease (Morbid Angel cover)
4. A Dream Flight Through Cosmic Abysses
5. The Night of Metamorphosis, Part II (Vampire's Tears)
6. Les fleurs du mal
Line-up:
Ghoul - Bass
Wrykolas - Guitars
Nyogtha - Keyboards, Vocals (backing)
Echetleos - Vocals, Guitars, Bass
Web:
Spotify

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