09/04/11

Byblis "Princeps Malis Generis"

Full-length, Salute Records, 2011
Genere: Black Metal 

Byblis. Un nome che rinasce e torna rinvigorito dopo cinque anni di assenza e finalmente, nel calderone delle continue releases odierne, ci regala un album degno della definizione di Black Metal.
Un disco così (e a cosa mi riferisco lo capirete leggendo ma soprattutto ascoltando) non può nascere dal nulla ma se si va a vedere chi si cela dietro il succitato monicker non ci è concesso nemmeno stupirci più di tanto: trattasi in primis di Hiems (alias Xes, voce) degli Infernal Angels e Kosmos Reversum (chitarre), mastermind dei Lilyum. I due sono coadiuvati egregiamente da Mid (percussioni, Infernal Angels, Criptum) ed Antos Ammon (basso, ex Hybris) che mantengono ottime prestazioni per tutta la durata del disco. Con nomi di questo spessore che sono tra i più seri e produttivi del panorama italiano le basi dietro ci sono tutte, ma non lasciatevi suggestionare dai rispettivi precedenti lavori con le loro band, qui la musica cambia.
La proposta dei Byblis è quanto di più naturale e ancorato al concetto stretto di Black Metal potesse nascere unendo influenze che la rendono al tempo stesso fresca e non scontata, e questo è tutto dire per un disco del duemilaundici. Il sound è atmosferico ma non melodico, intimista ma non depressivo, cattivo ma senza mai sfociare nel raw.

Partiamo e i primi quaranta secondi dell’opener “In Blood” potranno forse disorientarci un minimo, una partenza quasi in sordina che sfocia poi in uno pezzo cadenzato e atmosferico che personalmente non ho colto subito, ma che è cresciuto ascolto dopo ascolto, con Hiems autore di una prova vocale veramente carica di sentimento, il suo screaming profondo ed etereo colpisce in pieno. Dopo un pezzo del genere non avrei saputo cosa aspettarmi ma i dubbi son volati via con “Die In Pain” dove i nostri rincarano la dose di cattiveria in un pezzo che ha quasi un retrogusto black’n’roll.
Kosmos Reversum si conferma sempre in ottima forma e l’intero disco di basa sulle trame chitarristiche da lui create, trame tessute senza mettere troppa carne al fuoco eppure riuscendo a far rendere al meglio ogni riff, a dargli vita. Si prosegue con “Succubus” e “Desolation” e i nostri alzano il tiro con due pezzi diretti e senza sconti dove il ritmo (e il nostro interesse) non cala. Passiamo alla title-track, traccia più “malata” del platter, che parte decisa e poi sfuma in una evocatività più marcata rispetto al resto del lotto.

Due minuti di respiro, ma è un respiro affanato e teso quello che ci accompagna durante la strumentale “Circles” e ci porta al tetro orizzonte.. “The Horizon Is Black”, uno dei pezzi che ho apprezzato maggiormente, un pezzo dall’incedere marziale creato sapientemente dalle chitarre di Kosmos che non lascia scampo a nessuno e dove Hiems si supera letteralmente.
A questo punto non poteva mancare un finale degno ed il compito spetta a “Soul Of Wolf And Raven”, granitica ed in grado di unire atmosfere “’nroll” alla glacialità di panorami più tipicamente old school, sicuramente colonna portante del disco. Siamo giunti alla fine quindi altro non resta che premere nuovamente play e ripetere l’ascolto, perché questo disco non si assimila in due ascolti ma colpisce un po’ alla volta fino ad avvolgere completamente l’ascoltatore.
Un disco del genere conferma che ha ancora senso suonare Black Metal, e ci riporta all'essenza stessa di questo pur non limitandosi a ricalcarne le orme. Avanti così.

Recensione a cura di: ThePathOfSorrow
Voto: 85/100

Tracklist:
1. In Blood 07:47
2. Die In Pain 04:50
3. Succubus 05:00
4. Desolation 05:38
5. I'm Back For Blood 08:04
6. Princeps Malis Generis 05:46
7. Circles 02:12
8. The Horizon Is Black 05:10
9. Soul Of Wolf And Raven 10:43

Total playing time 55:00

http://www.myspace.com/byblis

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