24/05/11

Kauan "Kuu..."

Full-length, Avantgarde Music, 2011
Genere: Post-Rock/Doom/Avantgarde

Quarto full-length per i Kauan, una band proveniente dalla Russia (ma che scrive i propri testi sia in russo che in finlandese) che è passata nel corso del tempo da un Folk-doom a un post-rock/ambient/gothic/doom/avantgarde e mi si perdoni se la definizione non è molto chiara ma non potrebbero essere definiti altrimenti. Piuttosto, per esigenze di chiarezza posso provare a farvi immaginare gli In The Woods di “Omnio”, ma con una venatura gothic-doom in stile Anathema (Judgement e Alternative 4).

Tralasciando definizioni e accostamenti, e sottolineando che a mio avviso quest’album non può, in ogni caso, essere considerato metal, ciò che conta è che esso trascina l’ascoltatore in un paesaggio immaginario di salici piangenti e nebbia, attraverso atmosfere e linee melodiche di grande pathos, ma senza negare che vi è spesso anche un qualcosa di “futuristico”, “avantgarde” , come se il paesaggio immaginario rappresentato dall’ascoltatore non facesse parte di questo pianeta, ma di mondi lontani. Ciò è dovuto all’utilizzo di voci pulite maschili e femminili cristalline e teatrali, al massiccio utilizzo di tastiere e piano, chitarre acustiche e violini. 

Le tracce sono piuttosto lunghe, ma essendo strutturate in maniera equilibrata (nel senso che non vi è l’utilizzo sproporzionato di uno strumento rispetto a un altro) non portano mai alla noia .Ed è questo il minimo comune denominatore di tutte e 4 le tracce di questo album: l’essere intense di atmosfere ed emozioni, senza però che la tecnica passi in secondo piano, perché lo stile è curato nei minimi dettagli per tutti gli strumenti. L’unica pecca che si può attribuire a questo lavoro è la staticità, intesa come poca varietà tra una traccia e l’altra, perché i tempi e le sonorità non subiscono variazioni considerevoli quasi mai. Tuttavia, come dicevo poc’anzi, l’effetto sull’ascoltatore non è la noia, ma una sorta di ipnosi rilassante. 

Se vi aspettate metal, o anche rock o ancora un qualcosa che vi dia carica e che vi faccia portare il tempo con il piede, non vi consiglio questo lavoro dei Kauan, perché qui le chitarre elettriche sono state rimpiazzate dalle tastiere e i tempi di batteria sono pressocchè lentissimi . Consigliatissimo invece a coloro che nell’ascolto della musica danno la priorità al pathos piuttosto che al ritmo e che desiderano una colonna sonora per i propri momenti di intima introspezione .


Recensione a cura di: Volturnja
Voto: 78/100

Tracklist:
1. Tähtien Hiljainen Laulu
2. Kauniin Kuun Sävelen
3. Ikuinen Junan Kulku
4. Suora Liila Sydänkäyrä

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