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WildeStarr "Arrival"

Full-length, Furnace Maximus Records, 2009
Genere: Melodic Power Metal

Dave Starr, per chi non lo sapesse, ha militato sin dagli anni Ottanta nei Vicious Rumors come bassista, confezionando con loro tra i migliori album che hanno prodotto in carriera. Da segnalare anche la sua militanza in passato nei power-thrashers Lääz Rockit e quella ancora attuale nei Chastain.
Nel 2007 lascia i Vicious Rumors ma in questi anni, oltre ai già citati Chastain, la sua espressione artistica ha trovato sbocco in un progetto nuovo di zecca, cioè i WildeStarr, band composta, almeno in studio dallo stesso Starr, ovviamente, e da una fascinosa e talentuosa vocalist, tale London Wilde. Lo stile proposto è associabile ad un US heavy metal di matrice classica, arricchito da tastiere per rendere il sound più magniloquente in diverse circostanze, dove la potente voce delle London si staglia come protagonista.

Non sembra infatti di ascoltare la solita donzella gotica che fa gorgheggi e versi al sapore di fragola, ma ci troviamo dinnanzi ad una cantante che ha ben interiorizzato lo stile dei più importanti vocalist del metal americano e non solo, ma che in definitiva appare anche personale e con una timbrica capace di accompagnare i vari cambi di registro dell’album, che pur mantenendo una linea guida dettata dal più classico power-HM, si districa tra episodi più evocativi (“Rose in The Dark”, “Arrival”, la doomeggiante “Touching God” e “Voice in The Silence”) e altri più veementi come “Rise” o “Generation Next”. C’è anche spazio per una semi-ballad, “Nevermore”, che risulta buona seppur non trascendentale. La novità è che Dave Starr si propone sia nel suo consueto ruolo di bassista, ma soprattutto in questo progetto è lui a farsi carico del ruolo di chitarrista, riuscendo a sfoggiare una prestazione di tutto rispetto, magari non eccellente in fatto di tecnica e originalità, ma sempre puntuale nel proporre un buon lavoro ritmico e solista.

Chiude “The Chain”, episodio di metal che più classico non si può, molto compatto e dritto al punto. In conclusione il buon Starr ci ha regalato un disco non perfetto, non pirotecnico ma sicuramente questo “Arrival” riuscirà a conquistare tutti coloro che pretendono dal metal tutto quello che compete a questo genere (potenza, melodia e buone prestazioni strumentali), il tutto condito con una produzione che strizza un po’ l’occhio al moderno; soprattutto il sound di chitarra appare un po’ sintetico e asciutto. La voce di London Wilde invece è la vera sorpresa del disco: potente, affilata e sempre a proprio agio tra acuti, parti più ragionate ed evocative. Insomma una cantante di razza che non è facile trovare in giro e che giustamente Starr non si è fatto sfuggire. Disco consigliato quindi, ma probabilmente solo ad una certa frangia di pubblico che si ciba prevalentemente solo di pane e metal.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 70/100


Tracklist:
1. Rose in the Dark 07:33
2. Arrival 05:55
3. Touching God 05:16
4. Rise 05:39
5. Down of the Sun 05:16
6. In this World 05:28
7. Generation Next 03:31
8. Nevermore 06:37
9. Voice in the Silence 04:55
10. The Chain 04:18

Total playing time: 54:28

http://www.wildestarr.com/
http://www.myspace.com/wildestarr

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