06/01/12

Dead to This World “Sacrifice”

EP, Soulseller Records ,2011
Genere: Thrash/Black Metal


Nuovo ep per i Dead to This World, band norvegese che vede coinvolti al proprio interno musicisti già noti nel circuito estremo (non solo norvegese, però), come Thurzur al basso (Deathcult, Infernal Manes, Taake (live), Gaahlskagg, ex-Slavia), Iscariah alla voce (Amok, ex-Enchanted, ex-Wurdulak, ex-Grimfist, ex-Immortal, ex-Necrophagia, ecc) e M:A Fog alla batteria (Black Flame, Janvs, ex-Slavia, ex-Disiplin ecc). E ancora Skyggen ale chitarre (Gorgoroth (live), ex-Thunderbolt, ecc.

La band sembra averci preso gusto, dopo gli incoraggianti riscontri ottenuti con il precedente “First Strike for Spiritual Renewance”, il loro primo full-length, e oggi tornano con vigore con un ep di inediti e una cover dei Pentagram cileni, “The Malefice”. Quello che appare subito chiaro ascoltando questi nuovi cinque brani è che i Nostri non propongono il solito black metal o la solita proposta estrema molto facile da vendere. Siamo di fronte ad un prodotto che pesca a piene mani dal passato thrash, black e con qualche strizzata d’occhio al death metal primitivo. Ma non troverete tecnicismi qui dentro, sebbene il disco sia suonato con grandissima competenza, e la produzione è molto buona, potente e chiara. La batteria di Fog dà forma e spinta a delle composizioni che sanno più di metal estremo anni Ottanta, quando per estremo si intendeva gente come Possessed, Kreator, Sodom o nomi che avrebbero poi aperto le porte al black metal per come lo conosciamo tutti oggi.

Quindi non troverete in questo Sacrifice roba di plastica o tanti orpelli; dalle prime note di "Satan’s Storm" si sente l’influenza palese del thrash metal, ma più di matrice europea, e il tutto viene poi filtrato sotto un’ottica morbosa e cupa, cara al black metal. Si sentono anche echi di Mayhem in qualche punto, per le atmosfere gelide e maligne che questo lavoro sprigiona, ma è più una questione di feeling che non di reali somiglianze stilistiche. “Sacrifice”, la title track è quasi in toto thrash metal primordiale, metallo fuso al 100%. Probabilmente è la canzone che ai Darkthrone manca da almeno dieci anni in qua per risultare credibili in quello che vorrebbero proporre.

Concludendo: “Sacrifice” è un disco che pur nella sua breve durata fa ritornare la voglia di riscoprire le vere radici della musica estrema (in verità operazioni del genere sono già state fatte da gente come Aura Noir), che al giorno d’oggi appare troppe volte omologata e priva d’anima. Qui troverete l’opposto, tanto feeling “necro” che tante band sbandierano a parole ma che poi stranamente scompare appena si mette il loro cd nel lettore. Dead to this World è tradizione prima di tutto, ma che rivive in maniera credibile ai giorni nostri anche grazie ad una produzione al passo coi tempi. Opera consigliata quindi, ma le fighette del metal ne stiano alla larga.

Recensione a cura di Sergio Vinci “Kosmos Reversum”
Voto: 75/100


Tracklist:
1.Satan's Storm 04:27 
2.Sacrifice 04:21 3.Death Courageous 03:38 4.The Malefice 04:18 5.Altar of Mahakali 08:34  

DURATA TOTALE 25:18  

1 commento:

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