10/05/12

Superchrist “Holy Shit”

Full Length, Hells Headbangers Records, 2012
Genere: Heavy Metal/Rock

Non avendo note biografiche e cose simili su questa band, ho fatto una piccola ricerca sul web ed ho scoperto che girano dal 1998 ed hanno inciso altri 5 full length, un Live CD ed un EP. Dopo questa prefazione cominciamo ad analizzare il loro nuovo lavoro. Il trio di Chicago comincia a picchiare duro con “Run To The Night” una bella canzoncina tirata in up-tempos che possiede anche un tocco di atmosfera da pervertiti.

Puzza di birra e Rock’n’Roll ruspante sono gli ingredienti di “Take Me To The Graveyard” e l’influenza dei Motorhead, specialmente nel cantato e nei suoni si fa sentire parecchio. Dopo troviamo una travolgente “Hot Tonight” che scalcia come uno stallone indomito e nessuno potrà fermare la sua folle corsa verso territori selvaggi, qui è tutto molto lineare, batteria pestona e dritta, chitarra rumorosa costituita da riffs semplici e d’impatto, una basso distorto, una bella linea vocale condita da un coretto accattivante, e dall’inizio alla fine (per circa due minuti abbondanti) si fila fino in fondo senza pause. Per questi motivi appena elencati, in questo CD rimane la mia canzone preferita insieme alla chiusura. “Get Lost” è capace di stordire a colpi marziali e con il suo sano spirito Metal, azzeccato anche l’assolo stridente di chitarra. 

Gli spunti Motorheadiani tornano a farsi forti con “Burn Away”, canzone capace di disturbarvi con il suo incedere pesante e cafone, anche qui viene sparato un solo fluido e squillante da imitare con una scopa in mano, come fosse un bella chitarra elettrica. “Black Thunder” ha una struttura Hard Rock ed il suo riffing catchy scorre via veloce mentre le sue note ripetitive ed ipnotiche si imprimono bene nel cervello. Notevole anche il suo inizio evocativo fatto da accordoni a vuoto ed una batteria che si destreggia sui tom, da non dimenticare il refrain godibile. Con “PAMF” e “Don’t Wanna Know” abbiamo un paio di prove alla motorhead Style, e nel primo caso il mio consiglio è di spararsela a tutto volume, tanto dura solo un minuto, quindi dovreste riuscire a sopportate il dolore ai timpani. “Sewer Snake” è un po’ differente dalle altre, parte con un basso scandito e abbastanza minimalista che sarà anche la matrice della canzone, sopra vengono tessuti soli di chitarra dal sapore metal ed un rifforama alquanto schizzato e ripetitivo, la canzone scorre via bene anche se è in mid-tempos. 

Tupa-Tupa, ubriachezza molesta ed un’altra volta il combo di Lemmy che si affaccia come un spettro dal passato e si parte con i boccali pieni di birra verso un viaggio ignoto. “Beer Metal” è sporca, caciarona, irriverente e conclude alla grande il lavoro di questi Rockettari marci ed incalliti.
Se siete fatti della loro stessa pasta riempite anche voi il boccale e mettete a palla le casse del vostro impianto HI-FI che la festa sta avendo inizio!!

Recensione a cura di: chrisplakkaggiohc
VOTO: 70/100


Tracklist:
1. Run to the Night 03:12
2. Take Me to the Graveyard 03:08
3. Hot Tonight 02:21
4. Get Lost 02:27
5. Burn Again 02:39
6. Black Thunder 03:47
7. PAMF 01:05
8. Don't Wanna Know 03:08
9. Sewer Snake 04:30
10. Beer Metal 03:41

DURATA TOTALE: 29:58

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