16/05/12

Urgehal "Goatcraft Torment"

Full Length, Agonia Records, 2006
Genere: Black/Thrash Metal


Correva l’anno 2006 e mentre in Italia si faceva a gara a chi era più pagano e italico in campo Black Metal (nessuna provocazione: puro dato di fatto), in Norvegia gli Urgehal rilasciarono “Goatcraft Torment”, ovvero un vero e proprio caposaldo del Black/Thrash Metal mondiale a detta di chi scrive al pari degli Tsjuder, che pure hanno sfondato in quel periodo a livello mondiale.

Si tratta comunque di un black/thrash diverso da quello degli Tsjuder, tuttavia. Mentre il terzetto di Oslo propone infatti una perfetta fusione tra Black metal e thrash, il gruppo di Honefoss propone una musica che in tutta la propria carriera è stata principalmente Black metal ma dall’istinto sempre debitore, per cattiveria e soluzioni stilistiche, al thrash e al metal old school, caratteristica questa che si è sempre notata nei vecchi dischi, ma che in questo GT esplode facendo tra l’altro distaccare gli Urgehal dal canovaccio norwegian BM dei primi dischi, come già sentito nel precedente “Through thick fog till death”.

E il risultato è devastante: raramente capita, da anni, di farcisi travolgere da un disco, e ancora più difficile è trovare un disco del quale ti piacciano e ti colpiscano davvero tutte le canzoni in esso contenute. Beh signore e signori: per il sottoscritto l’ascolto di GT è stato esattamente questo. Una furia che comincia con l’urlo inziale e sfrontato di “This is Satanic Black Metal!” della prima canzone, e che miete vittime senza soste fino alla settima canzone compresa, per poi esprimersi a livelli eccellenti ma un po’ minori in una canzone sola per concludere il discorso con le altre due.

Il risultato è pazzesco: ottima qualità sonora, ottimi riffs, batteria perfettamente strutturata nei passaggi e nei fills, assoli spietati, tecnica più che apprezzabile e un tiro che non lascia scampo, che distrugge tutto nella cattivissima “Satanic Black Metal in Hell”, nell’incedere scatenato della furibonda “Risus Sardonius”, in “Antireligiøs” dotata di una prima parte che batte i Carpathian Forest al loro stesso gioco, e di una seconda parte più tipicamente black e in tonalità minore, e nella cadenzata prima e veloce poi “Doedsmarsj til helvete”. Più che di brano di spicco dell’album si può parlare di un blocco di canzoni perfetto a mio modesto avviso.

Sinceramente, datemi del leccaculo, ma io in questo album difetti non ne vedo assolutamente. È l’highlight della carriera degli Urgehal nonché uno dei caposaldi del black/thrash mondiale, che in Italia è stato recepito tardi e a tutt’oggi solo in parte: ricordo infatti i commenti incerti della stampa e di alcuni presupposti intenditori della materia che definirono questo disco in vari modi fantasiosi, non sempre competenti e spesso poco benevoli. Disco da ascolto obbligato per chiunque apprezzi il black metal, per chi crede che il black e le capacità tecniche siano all’antitesi, per chi cerca cattiveria, e agli amanti dell’old school in generale. 
Il giudizio finale è quello che leggete: il voto giusto per un disco storico, e che per me fa parte della triade dell’eccellenza del Black/thrash Metal mondiale composta da loro, Tsjuder/Krypt e Aura Noir. 

Irrinunciabile e fondamentale Black/thrash metal destinato ad essere un picco mai più eguagliato vista la sventurata morte del cantante/chitarrista solista Trondr Nefas, della quale morte se ne è saputo in giornata. Disco dall’ascolto obbligato e da tramandare ai posteri.

Recensione a cura di: Snarl
VOTO: 98/100


Tracklist:
1. Goatcraft Torment 04:00
2. Risus Sardonius 05:14
3. Antireligiøs 06:15
4. Dødsmarsj Til Helvete 04:18
5. Satanic Black Metal in Hell 04:33
6. Nefastus Nex Necis 05:50
7. Gathered Under the Horns 05:08
8. Selvmordssalme 06:00
9. Sentiment of Chaos 02:43
10. Et Steg Nærmere Lucifer 07:00

DURATA TOTALE: 51:01 


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