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Speculum Mortis "Borgia Orgia"

Full-length, Magma Pure Underground Distribution
(2013)

Questo disco degli Speculum Mortis, denominato “Borgia Orgia”, rappresenta il classico caso di album che si propone un obiettivo alto e difficile da raggiungere, non ci riesce a soddisfarlo appieno, ma merita comunque gli applausi per le capacità mostrate, i buoni spunti e per l’ingegno e l’inventiva.
Sì perché questo secondo full length, uscito per Magma Label e proponente 8 tracce più intro, outro, 2 intermezzi e un preludio, è lungo (60 minuti di musica), propone uno stile che cerca di essere quanto più possibile personale, tranne in canzoni tipo “The breath of death” dove il retaggio più norwegian style è ascoltabile, e che grazie a una ingente quantità di riffs personali e di stile fatto il più possibile proprio, cerca di ritagliarsi il proprio spazio all’interno della scena europea. Il tutto, lasciatemelo dire, affrontando un concept che potrà sembrare la solita cosa anticlericale, ma che invece la trovo essere una tematica ottimale per un disco black metal italiano, ovvero le corruzioni clericali avvenute durante i Borgia e le loro pazzie. Francamente, mi chiedo perché non l’abbia fatto qualcuno prima di loro... 

E appena parte il disco l’alternanza di luci ed ombre di cui sopra si vede chiaramente: l’opener “Papa Alessandro VI Borgia” è una canzone coinvolgente, ispirata nei riffs e nell’arrangiamento, vivace a livello ritmico e anche abbastanza rimarcabile a livello tecnico, e anche “Borgia Orgia in the lust Sanctity” si manifesta per queste caratteristiche, tranne che questa comincia in maniera ancora più convincente. Senza contare la marzialità di “Roma cauda mundi”, il dinamismo di “Aut caesar aut nihil”, e la cruda freddezza più tipicamente norvegese di brani come “The breath of death” e “Rome is no more the city of the saints”, il tutto a fare quindi un disco con diverse carte da giocare, penalizzate tuttavia da una resa sonora che purtroppo danneggia le composizioni della band perché sacrifica molto il basso e la chitarra ritmica, rendendo la resa totale meno spessa e quindi meno valorizzata, visto che a mio avviso gli strumenti citati poc’anzi avrebbero corroborato il muro sonoro.

Inoltre, nonostante gli SM abbiano diverse canzoni valide, altre falliscono un po’ il loro bersaglio. Per esempio, “Burn bastard in the pyre of vanity” è lunga 8 minuti e mezzo senza che per me sia necessario, inoltre a volte il disco pare puntare tutto sulla quantità dei riff, dimenticando però altre soluzioni stilistiche. Per esempio, alcuni riffs della terza canzone potevano essere ripetuti e prolungati di più, in modo da rendere le canzoni più ossessionanti e opprimenti. Nel caso della canzone succitata ne sarebbe uscito, a mio avviso, un brano anche migliore.

Insomma: Un disco, come detto all’inizio della recensione, che alterna luci e ombre, ma che va premiato per le capacità mostrate, che si fa valere, e il cui giudizio finale premia la voglia di originalità, le idee proposte e un stile vario anche se non sempre sui livelli di eccellenza, ma comunque scalpitante e a suo modo avvincente. Potrà essere non perfetto, ma comunque lascia un sorriso a fine ascolto. Ne consiglio l’acquisto a chi dal black metal cerca personalità senza pensare a astruse contaminazioni. Ammirevole.

Recensore: Snarl
Voto: 71/100

Tracklist:
1. Oggi I Avanti Dannati 02:25  
2. Papa Alessandro VI Borgia 06:17  
3. Borgia Orgia In the Lust Santity 08:19  
4. Sposa Christi 01:24   instrumental
5. Roma Cauda Mundi 04:12  
6. Avi Cesar Avi Nihil 06:49  
7. Burn Bastard In the Pyre of Vanity 08:33  
8. Il Ballo Delle Castagne 01:27  
9. The Breath of Death 02:57  
10. Gemiti Di Morte (Preludio) 03:34  
11. Gemiti Di Morte (La Nera Ombra) 04:47  
12. Rome Is No More The City Of Saints 06:09  
13. Nel Nome Del Padre 03:32  

DURATA TOTALE: 01:00:25  

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