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SOMAN “World On Fire”

Full-length, Buil2Kill Records
(2014)

Assolutamente devastanti questi genovesi Soman! Se il buongiorno si vede dal mattino non possiamo che gioire ascoltando il loro debutto, ovvero il qui presente “World On Fire”. Come la band stessa dichiara, il loro intento è quello di cimentarsi in un death metal brutale, dove le influenze primarie vanno ricercate in act come Cannibal Corpse, Misery Index, Carcass e altri, ma la capacità della band sta nel coniugare l’aggressività tipica del deth metal più classico con un sound quasi chirurgico e dal tocco futuristico vicino a formazioni del calibro di Fear Factory e Meshuggah.
Sarebbe infatti davvero riduttivo parlare di brutal death metal nel caso di questa formazione. Quanto ho appena detto trova riscontro in un episodio come “Doomsday”, dove l’influenza della band di Dino Cazares è davvero lampante, soprattutto ad inizio brano, con quel tipico lavoro di chitarra stoppato e nervoso. Ma è proseguendo col brano che viene fuori la personalità della band, con soluzioni più varie e in grado di coniugare molto bene death e thrash metal di ultima generazione.

Guardando ai musicisti che formano questa band non possiamo non notare l’estrema competenza di tutti e cinque, anche perché se l’occhio non mi inganna, parliamo di ragazzi abbastanza giovani. Ecco quindi che la voce di Stefano Rodano appare gutturale e profonda, ma più vicina forse a certo metal core che non al death metal in senso stretto, se non altro perché si riescono a distinguere bene le parole dei testi, il lavoro delle chitarre è preciso, chirurgico e crea un muro di suono incredibile, come in “Fatman”, un vero carro armato che stritola tutto. O ancora, come non rimanere allibiti dinnanzi alla furia cieca di “Fallout”? Il brano in questione si candida come uno degli episodi più crudeli, bastardi e meglio riusciti del lavoro, grazie anche alla sua struttura articolata e alla capacità di variare registro molte volte con ottimi risultati. 
Tra Parti in doppia cassa sparate a mille e riff più cadenzati ed heavy i Nostri continuano la loro marcia potenti e vittoriosi, ed arriva un’altra botta incredibile con “Matrioska”, dove addirittura la band accenna qualche riff heavy blues caro a gente come Pantera, ma mantiene in generale inalterate le sue caratteristiche. 

Si prosegue ancora nel migliore dei modi con la tellurica “Skullcup”, molto vicina questa al brutal death classico. Che dire ancora? Gli amanti del death metal sono avvertiti, in questo disco si fa sul serio, una produzione al top e una esecuzione da veri veterani del genere fanno in modo che in questo disco quasi nulla lasci a desiderare. Forse un pizzico di personalità in più non avrebbe guastato, ma direi che come debutto questi Soman non potevano fare molto di più. 
Consigliato comunque non solo ai death metallers puri ma anche a coloro che amano le recenti incarnazioni del metal etremo verso territori un po’ più groovy. Promossi!

Recensione di: Sergio Vinci “Kosmos Reversum” 
VOTO: 77/100

Tracklist:
1 - Genesis
2 - Symphony of War
3 - World on Fire
4 - Doomsday
5 - Fatman
6 - Fallout
7 - Matrioska
8 - Meatgrinder
9 - Skullcup
10 - Demons' Coffin
11 - The Last Exhalation

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