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29/04/15

TONY TEARS - Follow the Signs of the Times

Full-length, Minotauro Records
(2015)

Il doom è un genere che travalica la semplice concezione di musica, ma penso che non debba essere io a dirlo, chi conosce il genere lo sa, eccome. Gli artisti che affrontano nel giusto modo questo stile musicale vivono sulla propria pelle "l'essere doom" e questo traspare poi dai solchi dei loro dischi. E con piacere posso dire che anche Tony Tears, vecchia conoscenza del doom italiano, ha incarnato, con questo "Follow the Signs of the Times" l'essenza più profonda del genere, assemblando dieci canzoni che trasudano oscurità, tristezza e atmosfere incredibili, dove di tanto in tanto si affaccia un alone psichedelico, ben sorretto dalle tastiere in modalità "organo Hammond" che sono comunque presenti un po' ovunque, donando anche teatralità e magniloquenza a canzoni tutto sommato semplici, come questo genere in fondo impone che siano. 

Uno degli elementi che ho apprezzato di più è la voce di David Krieg, molto evocativa, versatile e capace di infondere sempre il giusto pathos alla sezione strumentale. Nei pezzi dove manca la voce, come ad esempio "Deep Misantropy", "Covenant of the Lords of the End" o "Demoniac Puppets" la band tocca comunque vette di oscurità davvero notevoli, quasi inquietanti, e quindi queste tracce, pur non avendo un minutaggio solitamente elevato, hanno un ruolo fondamentale nell'economia dell'album in questione, fungendo quasi come da tramite tra varie dimensioni oniriche ed ultraterrene, oltre che mettono in evidenza il lato più esoterico di Tony Tears. I tempi di batteria sono solitamente molto lenti e le chitarre si appoggiano con riff dilatati e pesanti come da tradizione del genere. Menzione particolare va anche alla cover di Paul Chain (vero mentore del gruppo) "Armageddon", riproposta in maniera eccelsa.

Un pezzo come "Queen Of Darkness" è in grado di far venire la pelle d'oca, uno dei migliori esempi di doom che ultimamente mi sia capitato di sentire, dove tutti gli strumenti creano un manto impenetrabile come nebbia, un inno all'occulto e al mondo ultraterreno, o almeno questa è la sensazione che ha dato a me...
Concludendo direi che quando si parla di Minotauro Records si parla sempre di qualità. La storica label italiana è sempre attenta a regalarci perle presenti e passate abbastanza ricercate e non di facile fruibilità, una scelta che sta pagando sotto tutti i punti di vista a mio avviso.
A parte questo, i doomsters sono avvertiti: non lasciatevi scappare questo disco assolutamente!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 75/100

Tracklist:
1. Intro (Sighs of Time's Fear)
2. Mark of Evil
3. The Road to Research
4. Demoniac Puppets
5. Blind Love for a Medium
6. Deep Misantropy
7. Queen of Darkness
8. Covenant of the Lords of the End
9. Armageddon (Paul Chain cover)
10. Outro (Awakening of the Soul) 

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