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venerdì 15 gennaio 2016

EMREVOID - Riverso

EP, Drown Within Records
(2014)


Attualmente questa band di Cesena risulta non attiva, sebbene non sciolta, quindi ci auguriamo che al più presto possa tornare in piena attività. E dico questo perchè il qui presente ep "Riverso", uscito per Drown Within Records, è davvero un bell'affresco di metallo estremo che ingloba death metal, black metal e influenze vagamente post-hardcore. Ammetto che non conoscevo la band prima d'ora, ma scopro che la loro storia inizia nel 2004, quando, conclusasi l'avventura con i Thy Cold, il chitarrista Alessandro Rossi ed il batterista Fabio Savini proseguono il loro cammino formando, appunto, gli Emrevoid, completati poi dall'ingresso di Riccardo Zappi (bassista) e di Gaetano Rizzo alla voce. I frutti di questa "alleanza" si vedono nel 2011, con la pubblicazione del primo, e per ora unico full-length eponimo, e anche autoprodotto. 

Giunge a noi anche un po' in ritardo questo "Riverso", ma come si dice, meglio tardi che mai! In questi 23 minuti circa, il quartetto in questione riesce a distruggere tutto, a lasciare un senso di oppressione e di vuoto incredibili. Le canzoni sono, come dicevo, un ibrido tra death e black in primis, ma l'alone nerissimo che avvolge queste composizioni rimanda anche a certo post hardcore/crust, soprattutto per l'uso delle chitarre, che spesso appaiono dissonanti, votate a trovare sempre il riff o l'arrangiamento che possa far rabbrividire l'ascoltatore. A partire da "Patibolo", fino alla conclusiva "Hic et nunc" i Nostri pestano con ferocia, ma anche con uno strano senso contorto della melodia, che si espande anche alle linee di basso, spesso malate e stranianti, e se non credete a ciò che vi dico, ascoltate subito la title-track "Riverso", un affresco malefico dove tutta la band dà una prova magistrale, mai scontata e sempre carica di pathos. 
I numerosi cambi di tempo, gli stop and go, le varie e molte sfaccettature che la band mette sul piatto, sono funzionali ad un sound che a tratti appare "slegato" e intricato, ma che dopo vari ascolti si conferma invece distruttivo ai massimi livelli, ed evoca malessere.

Un applauso quindi a tutta la band, con menzione particolare al batterista Fabio Savini, una vera e propria macchina da guerra che però sa come rendere vari i propri pattern e sostenere al meglio delle architetture sonore di non immediata presa. 
E' un disco in definitiva leggermente ostico e molto personale, che ha il coraggio di osare pur non perdendo le coordinate di base dei generi da cui attinge. Un'opera intelligente per gente esigente, che ha voglia ancora di ascoltare e scoprire delle band non stereotipate. Bravi!

Recensione a cura di: Sergio "Bickle" Vinci
Voto: 72/100

Tracklist

1. Patibolo 03:58
2. Il tuo disegno 04:23
3. Mostro 01:36
4. Obbedienzassenza 04:20
5. Riverso 04:21
6. Hic et nunc 04:41

DURATA TOTALE: 23:19
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