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sabato 16 gennaio 2016

KEROSENE - Modern Slavery

EP, Holier Than Thou Records
(2016)

Forti di una carriera quasi decennale alle spalle, i ternani Kerosene sanno senza dubbio il fatto loro, e ci presentano un EP, "Modern Slavery", di Heavy Metal dal sound massiccio e carico di groove. Il disco, in uscita il 25 Gennaio per Holier Than Thou Records, si apre con “What If”, brano dall’andamento sognante, che si tiene sul vago fin dalle prime note prima di virare verso una struttura più cadenzata e sfociare in un ritornello decisamente orecchiabile, che del resto sono un po’ il filo conduttore di tutto l’EP. Segue la più aggressiva “Deceiver”, nel cui feroce intro il basso di Marco “Billy” Vitantoni s’incunea prepotentemente tra la batteria marchiata Saverio “Save” Federici e la roboante chitarra di Elvys Damiano, autore di pregevoli linee melodiche che caratterizzano il pezzo nei bridge e nei ritornelli. La successiva “Lie” si apre con decise influenze Pantera nel groove dell’intro, anche se la voce di Alessio “Alex” Vigo rende un’atmosfera che non ha nulla a che fare con quella di Phil Anselmo… altro timbro, altro approccio. 

Un delicato arpeggio acustico apre la quarta canzone, “Hollow”, e alternato a passaggi più distorti, ma dal sound meno potente (chiara scelta stilistica della band, i suoni si mantengono impeccabili lungo tutti i 25 minuti dell’EP) di quello presente in altre canzoni, ne compone la struttura portante, assieme ai variegati assoli. 
Quasi in chiusura, ecco arrivare “Neurotic Minds”: qui le influenze più vecchia scuola si fanno subito sentire, con un’atmosfera che ricorda i Black Sabbath che ben si amalgama, ancora una volta, con l’attitudine quasi Hard Rock del ritornello. Un altro arpeggio, dal sound “radio anni ‘50” apre invece la conclusiva “Sunday Bloody Sunday”, che si regge su una strofa basso/batteria che pesta il giusto, prima di sfociare nell’ennesimo, melodico, ritornello. 

Alla fine dei conti, i Kerosene superano la prova con un disco più che discreto, che si fa ascoltare volentieri, estremamente curato nella produzione e nella scelta dei suoni, ma che non offre particolari spunti né presenta picchi di gloria. Le sei tracce dell’EP scorrono, indolori, per tutta la mezz’ora scarsa della durata, costanti nella loro qualità. 

Recensione a cura di: "Venconus" 
Voto: 75/100 

Tracklist:
01 – What If – 03:29 
02 – Deceiver – 04:38 
03 – Lie – 03:35 
04 – Hollow – 04:46 
05 – Neurotic Minds – 04:07 
06 – Sunday Bloody Sunday – 04:31

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