28/09/16

INFANT DEATH "Violent Rites" (Review)

Full-length, Apocalyptic Empire Records
(2016)

Ogni tanto dischi del genere ti ricordano che il metal non è ormai solo un genere dove ognuno cerca di dimostrare la propria tecnica, la propria bravura nel cercare di apportare novità al genere (e molte volte snaturandolo), e dove c'è ancora chi, come nei primi anni Ottanta, fa del rozzo thrash/black metal in linea coi primi Sodom, Destruction, Bathory, ECC.. Ma ancora esistono quel genere di band che ancora oggi cercano di portare alta la bandiera dell'ignoranza e della violenza come i Destroyer666, Aura Noir, Desaster e Nekromantheon e questi Infant Death.

Insomma, zero compromessi, furia barbara e giù a testa bassa in un ibrido di thrash e black che devasta tutto quello che incontra. 
Dischi così non hanno bisogno di tante altre parole per essere descritti. Ci troviamo di fronte a mezz'ora di mazzate da orbi, di velocità che raggiunge in alcuni casi quasi il death metal, come nella deragliante "Mutilation Hammer", dove per oltre tre minuti la band viaggia su blast-beat incessanti e riff abrasivi e dissonanti, con la voce del bassista-cantante Knegge che condisce il tutto con la sua ugola sguaiata e rauca, con un piglio folle e schizzato. Non che gli altri brani siano da meno, perchè anche la successiva "Blasphemy Prevails" è una scheggia velocissima notevole. Mi piacerebbe scrivere che questa band ogni tanto rallenta il tiro, oppure che ci sorprende con qualcosa di speciale, ma la realtà è che l'unica cosa che fa, è alzare o diminuire quel poco che basta i bpm, ma mantenendo sempre invariata la propria urgenza compositiva, la propria veemenza, con dei riff affilati come rasoi, che davvero non hanno nulla a che spartire col metal attuale, ma che sembrano partoriti da chi non è mai andato oltre l'anno 1986 nel metal.
Ci sono vaghi accenni speed e punk sparsi qua e là, come evidenzia ad esempio l'ultimo brano in scaletta, "False Prophesies", un ibrido thrash-black-speed-punk che ricorda una versione dei Motorhead/Venom portata al limite dell'estremismo sonoro.

Questi norvegesi, che giungono al terzo full-length in soli tre anni, forse non diventeranno mai dei fuoriclasse o degli esempi da seguire, ma quello che fanno lo fanno bene e con molta attitudine sincera. 
Se volete una band su cui andare sul sicuro in ambito thrash/black e ancora non li conosceste fateci un pensierino, non ve ne pentirete, credo. 
Disco e band per puristi e integralisti, siete avvisati!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 65/100

Tracklist:
1. Troops of Dead 03:30
2. Vomit Funeral 02:34
3. Burning Wild 02:58
4. Subhuman Elimination 03:06
5. Mutilation Hammer 02:51
6. Blasphemy Prevails 02:14
7. Purified Remains 03:54
8. Malicious Lust 02:53
9. Exploder 02:56
10. False Prophesies 03:12

DURATA TOTALE: 30:08 

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