15/08/17

LECTERN "Precept of Delator" (Recensione)

Full-length, Via Nocturna
(2016)

Attivi sin dal 1999, i romani Lectern sembra abbiano trovato solo negli ultimi anni una certa continuità compositiva, ed infatti questo "Precept of Delator" esce a solo un anno di distanza dal precedente “Fratricidal Concelebration”. Quando ascoltiamo prodotti come il disco in questione non scopriamo nulla di nuovo: gli schemi e il genere messi sul piatto dell'ascoltatore sono già stati collaudati e ricollaudati da decine, se non centinaia di altre band. Tuttavia credo che un album vada giudicato sotto molti aspetti, e se parliamo di dedizione, attitudine, tecnica e qualità compositiva, i Lectern non deludono affatto. 

Sempre in bilico tra un classico satanic death metal e accenni thrash cari ai Deicide, ci sono però altri elementi interessanti, come ad esempio un suono di chitarra molto vicino a quello degli Obituary e piccole svisate brutal che mi hanno ricordato i maestri Cannibal Corpse. I Nostri subito ci sbattono in faccia subito una doppietta devastante formata da "Gergal Profaner" e "Palpation of Sacramentarian", che fanno buona impressione grazie alla dinamicità della proposta e dove il drumming di Marco Valentine va come un treno ad alta velocità. Ma la vera mazzata si ha con la terza traccia, "Fluent Bilocation". dove velocità e pesantezza si fondono a perfezione, formando una coltre di brutal death furioso e soffocante. Stesso discorso per "Distil Shambles", che presenta una base stavolta davvero vicina a gruppi come Cannibal Corpse o Severe Torture. 

"Pellucid" è aperta da lugubri versi sacri (satanici?), e poi si evolve rallentando un po' in fatto di velocità, ma presentando un approccio groovy finora mai così presente. La voce del cantante-bassista Fabio Bava è cavernosa, un growl asfissiante in pieno stile death metal e i riff in questo brano sono meno immediati che in precedenza, più articolati e tendenti a stordire l'ascoltatore. Bel brano, da ascoltare attentamente però.
Fondamentalmente il disco anche nella sua seconda parte è così, ma non per questo appare stancante. La buona vena compositiva dei Nostri non cala e i brani si lasciano apprezzare, se non per colpi di scena inaspettati o brani capolavoro, per le loro variazioni tra parti più pesanti e altre più in pieno stile brutal, basti ascoltare l'ottima "Garn for Debitors", che idealmente potrebbe rappresentare un riuscito ibrido tra Deicide, Obituary ed Hate Eternal.

Disco quindi più che apprezzabile, senza nessun picco particolare, ma con una qualità media delle composizioni piuttosto buona. Certo è che i fan del death metal classico non potranno rimanere delusi da questo album, quindi obiettivo raggiunto per i Lectern! Consigliato, soprattutto a coloro che non accettano di buon grado troppe sperimentazioni nella musica estrema, ma vogliono solo death metal vecchio stile.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Gergal Profaner 03:51 
2. Palpation of Sacramentarian 05:14 
3. Fluent Bilocation 03:45 
4. Distil Shambles 03:35 
5. Pellucid 05:04 
6. Diptych of Perked Oblation 03:55 
7. Garn for Debitors 02:15 
8. Precept of Delator 04:34 
9. Discorporation with Feral 04:41 
DURATA TOTALE: 36:54 

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