OPETH "Damnation" (Recensione)


Full-length, Music For Nations
(2003)

Parlare degli Opeth per me è come gustare un souffle' al cioccolato. Il piacere che provo nell'assaporare la loro Musica è sublime. "Damnation" è un'eccelsa parentesi che si concesse Sua Maestà Mikael Akerfeldt con la propria band. Qui in effetti per la prima volta venne accantonato il cantato growl per poi essere ripreso nei due dischi successivi. 

La forma musicale in cui si esprime quest'album è un Progressive Rock che prende ispirazione dai mitici anni settanta. La classe dei brani inclusi è di primissimo livello e non potrebbe essere altrimenti data l'abilità dei musicisti. Fino a questo capolavoro il combo svedese non aveva sbagliato un colpo e qui ci mostra tutto il talento sopraffino in suo possesso. L'atmosfera che regna durante l'ascolto è incantata e suggestiva. I ricami Chitarristici di Peter Lindgren e Mikael Akerfeldt hanno il tocco di chi sa rendere magica ogni nota. Martin Lopez alla Batteria si conferma un musicista di assoluto valore, conferendo ai pezzi delle ritmiche altresì eleganti. 

Al Basso abbiamo l'apporto preciso e pulsante di Martin Mendez. Costui sa essere espressivo come pochi Bassisti nell'ambito del Rock più qualitativo. Alle Tastiere, al Piano ed al Mellotron c'è la presenza di Steven Wilson che contribuisce anche con parti vocali. 

Al primo ascolto rimasi stregato da questa gemma musicale, poi nel tempo i suoi bagliori di luminosa grandezza si stamparono per sempre nel mio cuore.

Recensione a cura di: Andrea Bottoni
Voto: 90/100

Tracklist:

1. Windowpane 07:44
2. In My Time of Need 05:50
3. Death Whispered a Lullaby 05:49
4. Closure 05:16
5. Hope Leaves 04:30
6. To Rid the Disease 06:21
7. Ending Credits 03:40 instrumental
8. Weakness 04:09

DURATA TOTALE: 43:19

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