PROLIFERHATE "Demigod Of Perfection" (Recensione)


Full-length, Independent
(2018)

Il Prog Death di questi ragazzi torinesi, attivi dal 2012 e già veterani di live con band importanti come Necrodeath e Novembre, tiene alto il nome della musica prog italiana, con un lavoro moderno e abbastanza convincente. L'intro “Prologue to Damnation” è composto da una sola chitarra acustica e, senza per questo risultare scarno, ci proietta in quell'atmosfera che solo band come gli Opeth riescono a creare, con arpeggi ricchi di alterazioni e soluzioni melodiche interessanti. Il brano successivo, “Conjuring the Black Hound”, rimane legato a queste sonorità e vede l'entrata in scena tutti gli strumenti. Anche qui sentiamo l'influenza degli Opeth, ma con un approccio meno “acustico” e più aggressivo rispetto alla band svedese. 

Nei brani che seguono, la band propone un sapiente mix di riff potenti, tipicamente death, intramezzi acustici e break down che lambiscono il metalcore. Molto apprezzabili gli spunti di chiara ispirazione jazz/fusion, in cui c'è spazio per qualche improvvisazione, che probabilmente rappresenta la migliore delle idee proposte. Si giunge quindi a “Naked Monstrosity” un pezzo melodico ma incisivo, che dà un'ulteriore sfumatura di malinconia e atmosfera crepuscolare all'album. Notevole anche la title track, in cui trovano spazio parti di cantato in italiano, con maggior risalto della varietà nelle liriche della band. 

Nel complesso un buon album, nonostante qualche piccolo difetto relativo alla produzione in cui, a mio avviso, è stata data troppa enfasi alle basse frequenze, mortificando alcune interessanti idee di chitarra. Inoltre c'è qualche imprecisione “tecnica” sul growl del cantante, che a volte sembra un po' svuotato, ma probabilmente anche questo è un problema legato alla produzione. 
Il rischio dei Proliferhate è di assomigliare troppo alle band a cui si ispirano, nonostante gli ottimi spunti fusion sui quali dovrebbero insistere, osando di più e separandosi dall'ingombrante e predominante “ombra” dei mostri sacri del genere. 

Recensione a cura di: Andrea “Maelstrom” Bignardi
Voto: 70/100 

Tracklist:
1. Prologue to Damnation 02:10
2. Conjuring the Black Hound 06:40
3. Auerbach's Vineyard 06:29
4. The Frailty of a Tender Soul 05:56
5. Oberon 05:23
6. Naked Monstrocity 07:18
7. A Shadow from an Ancient Past 06:04
8. Euphorion 06:09
9. Demigod of Perfection 08:33
10. Elegant in Decay 08:29

DURATA TOTALE: 01:03:11

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