1914 "Blind Leading The Blind" (Recensione)


Full-length, Archaic Sound 
(2018)

Me li aveva suggeriti mio fratello circa un mesetto fa, e sinceramente non me li ero cagati di striscio. Poi due giorni or sono mi compaiono su youtube mentre ero alla ricerca di qualcosa da recensire: la copertina è meravigliosa, il nome è tutto un programma – com'è possibile resistere? E, per una volta, l'estetica mantiene tutte le promesse: questo “Blind leading the blind”, secondo full length per la band ucraina, è davvero una bomba di disco. In senso quasi letterale, in quanto – come avrete capito sempre se non siete dei bimbiminkia arrivati alla quarta elementare – i 1914 sono una concept band sulla Grande Guerra che – campi di concentramento a parte – non ebbe molto da invidiare alla seconda guerra mondiale in fatto di orrori ed insensatezze. 

Il sudario sonoro posto in essere dai 1914 è davvero calzante e mostruosamente soffocante. Di base possiamo parlare di un black metal molto atmosferico ed altisonante, dalle partiture di chitarra che puntano molto sul pathos senza rinunciare per nulla alla crudezza. Lo spessore della distorsione, nonché la pesantezza di buona parte del riffing, rimanda infatti moltissimo anche al death/doom albionico dei primi anni novanta, ed anche quando si lanciano nel blast-beat, l'impressione sonora definitiva è di staticità, non di dinamismo, in una costruzione generale che punta tutto sulla densità caliginosa delle atmosfere. 

Il risultato è un album davvero riuscito, coerente e coeso, che trasuda passione da ogni metaforico solco: se la band si è formata ed ha pubblicato i primi brani nel centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, questo secondo full-length è stato lanciato allo scoccare dei cento anni della firma dell'armistizio che ha posto fine a tutte le atrocità. Le copertine, i testi, le sensazioni – tutto è teso alla ricostruzione artistica della vita da trincea, con tanto di intermezzi ed intro e canzoni di propaganda dell'epoca. 

E non mancano i colpi di scena artistici: cosa ci faccia un violino in mezzo a questo macello proprio non lo so, ma è uno dei momenti più belli dell'intero disco (“Passchenhell”), così come non so perché una cover di un gruppo tanto distante come i The Exploited, ma la loro stravolta versione di “Beat the bastards” è veramente un capolavoro assoluto, assieme alla grezzissima Stoßtrupp, uscita anche come singolo. A metà strada tra black epico e death/doom (non a caso Dave Ingram dei Bolt Thrower è ospite), i 1914 si riconfermano come gruppo da ascoltare a tutti i costi. 

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 78/100

Tracklist:

1. War In 01:14
2. Arrival. The Meuse-Argonne 06:20
3. A7V Mephisto 08:13
4. High Wood. 75 Acres of Hell 05:27
5. Beat the Bastards (The Exploited cover) 05:02
6. Hanging on the Old Barbed Wire 02:28
7. Passchenhell 07:01
8. C'est mon dernier pigeon 05:22
9. Stoßtrupp 06:13
10. The Hundred Days Offensive 10:01
11. War Out 01:55

DURATA TOTALE: 59:16

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