BELIEVER "Sanity Obscure" (Recensione)


Full-length, R.E.X. Music
(1990)

Ecco uno dei gruppi più sottovalutati della storia del thrash metal, i Believer! Praticamente i loro primi due album sono due capolavori di thrash metal aggressivo e tecnico, in bilico tra Kreator, Coroner e Voivod, se proprio volessi fare un paragone per rendere un po' l'idea di cosa suonano (o meglio, suonavano) per coloro che, in maniera deplorevole, non li hanno mai calcolati e/o ignorati. Questo che trattiamo è il loro secondo album, datato 1990, e segue ad un solo anno di distanza il fenomenale debutto "Extraction from Mortality". In questo "Sanity Obscure" la band diventa ancora più tecnica, ma allo stesso tempo appesantisce il sound con grossi dosi di groove, mentre il lavoro chitarristico è da paura, sia per il sound corposo dei riff che macinano tutto, e sia per un approccio che cominciava a farsi più sperimentale e intricato, progressivo se vogliamo.

Detto questo, l'album è una mazzata incredibile di thrash metal ottimamente suonato, dove tutti i musicisti danno una prova maiuscola, forgiando un sound anche molto personale, che difficilmente sentirete in altri album thrash. E sì, perchè la scena thrash ha avuto tantissimi protagonisti, ma quando un gruppo riesce ad esprimere qualcosa di unico, come nel caso dei Believer, allora ci troviamo di fronte ad autentici masterpiece. 
Strano che, dopo tutto questo ben di Dio (in tutti i sensi, perchè la band è cristiana), la gente continui ancora oggi ad ignorare non dico gli ultimi, controversi lavori, ma anche i primi due o tre album, che sono da avere assolutamente e senza riserve per ogni thrasher che si rispetti, e soprattutto per coloro che da questo genere non vogliono solo potenza e violenza alla Slayer, tanto per capirci.

Ad ogni modo sappiate che tutte le canzoni sono degne di nota, sono tutte ispiratissime e a volte non è facile stare dietro ai continui stop 'n' go, tempi sincopati o soluzioni non esattamente "easy listening", ma comunque siamo ancora di fronte ad una band che picchiava come poche, e che si evolverà verso qualcosa di diverso a partire da "Dimensions" del 1993, per poi sparire e ritornare nel 2009 con il non trascendentale "Gabriel", e poi nel 2011 con l'ancora meno essenziale "Transhuman", ma ormai la band aveva intrapreso un discorso che prendeva le distanze dal thrash metal in senso stretto. 
Ad ogni modo, se non lo avete fatto fino ad ora, fate vostri i primi due album di questa band statunitense, la vostra cultura thrash si arricchirà molto, statene sicuri.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Sanity Obscure 06:11 
2. Wisdom's Call 03:46 
3. Nonpoint 05:22 
4. Idols of Ignorance 04:44 
5. Stop the Madness 05:03 
6. Dies Irae (Day of Wrath) 05:49
7. Dust to Dust 05:02 
8. Like a Song (U2 cover) 03:23 

DURATA TOTALE: 39:20

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