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Un bel viaggio in progressione: ARIES FIELD (Intervista)


Un lavoro lungo e articolato quello di Aries Field, musicista che da solo ha dato vita ad una vera e propria opera d'arte sia a livello musicale che concettuale, con "The Halo Behind The Sun". Abbiamo raggiunto il musicista italiano (ma che da un po' di tempo vive in California), per saperne di più sui suoi Aries Field! 

1) Benvenuto Fabio, per noi è un piacere intervistarti, soprattutto dopo aver ascoltato e recensito il tuo ultimo, e ottimo lavoro "The Halo Behind The Sun"! Come hai scelto il monicker Aries Field?
Ciao Heavy Metal Maniac, grazie per lo spazio dedicatomi! Questa è una domanda molto interessante: inizialmente la band era composta da me ed altri due mei compaesani, Francesco e Davide, e tutti e tre siamo del segno zodiacale dell'ariete. Pensavamo fosse un segno distintivo, ed abbiamo deciso di utilizzarlo nel nome della band. Il termine "field" l'ho aggiunto successivamente pensando alla prima volta in cui io e Francesco suonammo insieme con l'obiettivo di comporre qualcosa, e fu in un campo in campagna (alberi, terra, amplificatori col gain al massimo... e chitarre scordate!). Ho mantenuto questo nome anche adesso che il gruppo è costituto solo da me, per ricordarmi le sue origini.

2) Quali band ti hanno ispirato in passato e quali ancora hanno una influenza sul sound di Aries Field? 
Il progetto nacque da tre persone con gusti musicali diversi, e l'idea era quella di utilizzare componenti old school rock e metal moderno. Oltre ai Led Zeppelin, che di base sono l'ispirazione di tutti i gruppi musicali moderni senza eccezioni, la band che ha avuto più influenza su Aries Field sono sicuramente gli Alter Bridge. Riff elaborati, dark ballad e clean vocals: quello è stato il punto di partenza. Poi ci sono tanti altri artisti che sicuramente hanno avuto una grande influenza, tra i quali Linkin Park e Metallica.

3) Di cosa parlano le liriche del tuo progetto e chi se ne occupa? Anche in questo caso fai tutto tu?
I testi sono scritti da me, ed in passato anche Francesco mi ha dato una mano. L'obiettivo è quello di fare qualcosa di diverso in ogni album. Il primo disco, "Path For Redemption", era molto personale ed emotivo, ed i testi evocavano sentimenti di smarrimento e ricerca del proprio posto nel mondo. Su "The Halo Behind The Sun", ho fondamentalmente cambiato tutto ciò che era "io" in "noi", ho cercato di fare le cose da un punto di vista collettivo. È un disco sulla seconda guerra sino-giapponese, parla di violenze subite e perpetrate, e credo che i testi siano validi sia per ricordare il passato, sia in un contesto attuale.


4) Parlaci un po' più nel dettaglio di "The Halo Behind The Sun". Vogliamo descrivere il suo processo compositivo?
THBS è nato dall'idea di una storia epica con venature fantasy, scritta da Francesco quando ancora lavoravamo al primo disco. Successivamente, ho voluto contestualizzarlo in qualcosa di più reale e concreto, e l'ho quindi collocato storicamente negli anni della seconda guerra mondiale. La composizione è stata abbastanza veloce, ho iniziato con una lista di canzoni e ciò che volevo rappresentassero, e piano piano ho costruito melodie e testi. Direi che è un disco basato sui riff, quindi il processo è nato con della parti di chitarra a cui ho successivamente aggiunto linee vocali: questo è vero per tutte le canzoni, tranne che per "Where The Sun Won't Fall", il cui ritornello ce l'avevo in testa da anni.

5) C'è un messaggio particolare dietro i testi di "The Halo Behind The Sun"?
I messaggi principali sono riassunti nella prima e nell'ultima traccia del disco: è un monito a non ripetere le atrocità che l'uomo commette in guerra. La raffigurazione di questa "aura dietro al sole" simboleggia l'avvento di qualcosa di oscuro nelle pagine della nostra storia. Ed è sempre lì che ci guarda.

6) Ci siano stati cambiamenti sostanziali nel vostro sound rispetto al passato?
Direi di sì. Il primo lavoro era molto progressive, cambi di tempo e scala ovunque, ed ogni canzone è strutturalmente e melodicamente diversa dalla precedente. THBS è più coerente, più epico, e volevo che suonasse possente e maturo. Non solo: volevo degli assoli di chitarra che parlassero più delle parti vocali. Ho quindi chiesto ad Alessio Rispoli di aiutarmi nella composizione degli assoli, ed il suo lavoro è stato semplicemente incredibile. L'assolo su "Sentence", secondo me, riassume il significato della canzone perfettamente. Alessio è senza ombra di dubbio il chitarrista migliore con cui abbia mai suonato, e non vedo l'ora di scrivere AF III con lui!

7) Chi si è occupato dell'artwork di questo album?
L'artwork l'ho ideato io dopo aver visitato Hiroshima, ma lo ha disegnato Davide Valentini, che è anche uno dei membri originali di Aries Field - e che continua sempre a darmi una mano anche nelle composizioni. Davide è un grafico eccezionale, è riuscito a tradurre in arte ciò che io avevo in testa.


8) Per caso hai modo di esibirti dal vivo, oppure il tuo al momento è solo uno studio project? E pensi che potrebbe cambiare qualcosa in futuro?
Purtroppo essendo una one-man band, non ho possibilità di suonare live, anche se mi piacerebbe mettere su un gruppo vero e proprio. Il problema principale è che le persone con cui collaboro vivono tutte in parti del mondo diverse, chi in USA, chi in UK. Sul canale YouTube degli Aries Field potete trovare i video di play through di ogni canzone: non è esattamente live, ma è ciò che più si avvicina.

9) Quali sono i gli obiettivi per il futuro più immediato? E guardando più avanti, cosa vorresti raggiungere con Aries Field?
Mi piacerebbe raggiungere un pubblico più vasto, far sentire i miei pezzi a più persone possibili. Non è facile senza concerti, e internet è così pieno di nuova musica che per farti sentire non basta solo proporre qualcosa di interessante, devi arrivare alle persone giuste. In ogni caso, il mio obiettivo è semplicemente fare musica che mi piace, e non credo mi fermerò!

10) Concludi come vuoi lʼintervista Fabio, un saluto da parte nostra!
Ringrazio la redazione per lo spazio dedicatomi, e saluto tutti i lettori di Heavy Metal Maniac! Vi invito ad ascoltare questo disco perché è frutto di duro lavoro e tanta, tanta passione!


Intervista di "Checco78"

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