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THE NEST "Ad Astra" (Recensione)


Full-length, Inverse Records
(2020)

Se butti un’occhio sui canali ufficiali della band ti rendi subito conto di cosa stiamo parlando, nord Europa, natura, simbologia celtica… The Nest è una band alternative rock dal carattere molto definito, formata da tre elementi in cui basso e tastiera sostituiscono totalmente l’utilizzo della chitarra, scelta che, per il mio gusto, fa emergere più di un problema. 

Infatti è proprio il songwriting l’aspetto meno convincente della band. Le atmosfere tipiche del genere sono rispettate, la voce eterea della cantante/tastierista avvolge l’ascoltatore e lo trasporta nel mondo dei The Nest, i musicisti suonano bene, ma, come ho scritto in precedenza, la mancanza di chitarra obbliga il basso ad un lavoro armonico che non riesce ad andare oltre a dei loop penalizzando non poco la ricercatezza dei suoni e la varietà del songwriting. La stessa tastiera è relegata a accompagnamento con brevi guizzi nelle parti strumentali. 

Ascoltando anche più volte non saprei sottolineare nessuna canzone, ne in bene ne in male, è tutto flat. Quando ascolto le grandi band del genere arriva sempre un momento emozionante e un picco di energia ed è per questo che i The Nest dovrebbero lavorare un po’ di più su questo aspetto. Comunque meritano una sufficienza per il lavoro svolto. 

Recensione a cura di Davide Celoria
Voto: 60/100

Tracklist:
01. Tena Timetraveller
02. River Mnemosyne
03. Nevermore
04. We All Bleed Red
05. Koski Listener
06. The Watcher
07. DeathClock
08. This House Breathes Fear

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