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NECROPSY "Exitus" (Recensione)


EP, Xtreem Music
(2020)

Da quel periodo fertile per i territori più estremi che furono i fine 80 e i 90 giungono a noi anche i Necropsy, storici deathsters con una storia oramai trentennale sulle spalle vissute nell’underground più profondo. Dopo una prima fase che non ha portato ad alcun esordio ufficiale, sono tornati negli anni duemila, per proporci la loro miscela death metal che molto deve a quegli anni per loro formativi. 

Oggi sono qui per presentare il loro ultimo lavoro che altro non è che un e.p. di quattro pezzi per poco più di venti minuti di durata. Quello che propongono è per tre quarti un death metal che punta alla profondità attraverso ritmiche lente, ossessive, su cui le chitarre intessono riff e melodie che si intrecciano armonizzando su tonalità differenti, creando atmosfere cupe, con un suono pieno, grazie ad un basso grasso ed una batteria che nella sua essenzialità crea una base solida su cui poggia tutto l’architrave sonoro. La voce di Tero Kosonen è autrice di growl profondo che si fonde alla perfezione con la musica, finalizzando nel modo migliore le trame musicali. La complementarietà delle chitarre con il riffing sdoppiato su tonalità diverse, a volte dissonanti, sono un elemento importante che caratterizza in modo deciso il suono della band. 

Ci troviamo di fronte ad una musica sotto certi aspetti onirica, che genera inquietudine. E questo fa di Exitus un ep ben riuscito di death doom, scorrevole, mai noioso nella lunghezza mai breve dei brani, raggiungendo l’apice nella lunga e decadente “206 Motives”, che ci guida in un viaggio di sola andata negli inferi. Sull’ultimo brano “Butcherado” si alzano i ritmi e si accorciano i tempi, per un brano più classicamente death metal old school, bello tirato, ma che non ha il fascino dei precedenti pezzi. Echi della scuola inglese anni novanta con rimandi a Paradise Lost e Bolt Thrower si percepiscono nel sound proposto, sia nelle ritmiche che nelle armonizzazioni. Influenze che hanno avuto un impatto positivo sulla musica della band. In poco più di venti minuti i Necropsy dimostrano di avere personalità e di saper scrivere dell’ottima musica, in cui atmosfere decadenti e oscure emergono con prepotenza. 

Adesso non ci resta che aspettare il full-lenght. Se queste sono le premesse, nutriamo grandi aspettative. Per adesso, amanti delle sonorità estreme, non perdetevi questo antipasto, perché è davvero succulento. 

Recensione a cura di John Preck
Voto: 75/100 

Tracklist:
1. Meat Ceremony 05:01 
2. Fucking Dead 06:03 
3. 206 Motives 08:28 
4. Butcherado 02:55 

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