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LUNAR DOGMA "Supernova" (Recensione)


Full-length, Independent
(2021)

Piccoli cenni biografici:
Il concept dietro questo nuovo lavoro è quello di un viaggio nel cosmo di un viaggiatore terrestre che lo porterà a scoprire le profonde origini della galassia e a scoprire una nuova dimensione della propria essenza. Il genere presentato da Lunar Dogma è un death metal dall’ispirazione psichedelica con un utilizzo intensivo di synth, voci effettate e chitarre metal. Le contaminazioni melodic, black e doom si alternano tra un brano e l’altro con l’intenzione di richiamare le tematiche cosmiche della composizione.

La musica dei Lunar Dogma si propone di accompagnarci in un lungo viaggio nel cosmo, quindi allacciate le cinture, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo dello spazio. La band mette in campo tutte le sue forze creative per proporre una musica cosmica ed altamente evocativa, che parte dai Pink Floyd (Kadrjavka), passa per un certo metal di scuola italica, nelle atmosfere più dark, grazie ad un uso importante ed intelligente delle tastiere, e sfocia nel black metal dalle forti tinte apocalittiche (Titania), debitrice di band come gli Arcturus. 

In mezzo a questo largo spettro sonoro troviamo anche altre influenze che definiscono gli ampi contorni di questa complessa proposta, come certi rimandi mansoniani (Hypermammoth) o certo riffing di scuola death metal alla Morbus Chron. Le parti vocali sono utilizzate sfruttando i diversi stili del cantante che passa dal growl alle clean vocals seguendo le atmosfere e le intenzioni espressive che la band vuole trasmettere in quel determinato momento. I Lunar Dogma sono molto bravi a generare atmosfere che vogliono rappresentare le diverse fasi di un lungo viaggio intergalattico e vive di vari momenti, a volte antitetici, quali possono essere gli stati d’animo o le difficoltà tecniche ed emotive. E questo è un viaggio che allo stesso tempo potrebbe essere anche introspettivo a rappresentare la complessa caratterizzazione dell’animo umano. In questo, Supernova va visto necessariamente come un concept sonoro, per questo va considerato ed ascoltato come se fosse un’unica traccia che vive di tanti momenti differenti ed interconnessi. 

Di contro non va preso nelle singole parti, altrimenti si perderebbe il senso ultimo di questo lavoro. Se “Anunnaki” è il miglior brano dell’album, tra potenza estrema e melodia, con la lunga e conclusiva “Solar” ci troviamo di fronte ad un brano che riassume tutte le caratteristiche della band. Qui è possibile ritrovare tutte le diverse atmosfere che formano il sound della band, passando dagli inizi pinkfloydiani fino a sfociare nel black metal, e nel mezzo anche accenni evidenti alla tradizione progressiva italiana. È indubbiamente un ottimo finale per un album coraggioso, affatto convenzionale, che al suo interno presenta qualche ingenuità, ma che già evidenzia in modo marcato, la forte personalità della band. 

Infatti ci troviamo di fronte ad un esordio in cui i Lunar Dogma dimostrano di avere ben chiaro cosa vogliono suonare e cosa vogliono esprimere con la propria musica. E questo non è affatto scontato per una band emergente. Supernova è un album che sorprenderà molti. Ascoltatelo! 

John Preck
76/100 


Tracklist:
1. Lunar
2. Kosmonolith
3. Neptune
4. Kudrjavka
5. Titania
6. Hypermammoth
7. Sirius
8. Supernova
9. Anunnaki
10. Solar

Line-up:
Sergio Brvmak

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