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In viaggio verso Dio: ANIMS (Intervista)


Sulle nostre pagine il debutto degli Anims, "God is a Witness", è stato recensito con parere molto positivo (RECENSIONE QUI). Una band che affonda le proprie radici hard rock e metal nel passato, ma che non risulta assolutamente fuori tempo massimo e che trova nella bella voce di Elle Noir uno dei tanti punti di forza. Siamo andati a fare qualche domanda al chitarrista Francesco Di Nicola per saperne di più. Buona lettura!

01 – Come e quando nascono gli Anims? E’ una band figlia della pandemia o è un progetto che nasce da prima?
Gli Anims sono nati in funzione dello specifico intento di registrare un album contenente 10 brani. Il progetto è partito precedentemente al periodo covid: una collaborazione tra il chitarrista Francesco Di Nicola ed il cantante Luca Bonzagni, ai quali si è successivamente aggiunto il bassista Elio Caia ed infine il batterista Diego Emiliani.

02 - Collegandomi alla domanda precedente, i brani dell’album sono nati nell’ultimo anno oppure sono stati scritti in un lasso di tempo più ampio?
I brani sono stati composti nel biennio 2017/2018 e registrati ad inizio 2019. Sono nati alla sempreverde maniera: in sala prove, attraverso il dialogo ed il confronto musicale.

03 – Se il mastermind del progetto è Francesco Di Nicola, conosciuto per la sua militanza in band come Danger Zone e Crying Steele, chi sono gli altri componenti della band? Ce li presentate?
Il bassista Elio Caia ha militato in alcuni gruppi siciliani e bolognesi; il batterista Diego Emiliani è attualmente impegnato in diverse formazioni: principalmente Dypron, e Diabula Rasa. Un co-autore dei brani è appunto un altro ex Crying Steel, Luca Bonzagni, il quale al momento della registrazione della voce ha però declinato per motivi personali lasciando di conseguenza spazio a nuove valutazioni ed opportunità. Tra esse, quella di assegnare il compito di interpretare le linee vocali dei dieci brani ad Elle Noir, desiderata sia per la sua voce potente e sensuale e sia per la sua impostazione non prettamente rock. Una scelta ponderata e poi voluta fortemente, finalizzata a caratterizzare il risultato attualizzando una base musicale di matrice palesemente anni ‘80. La cantante è una professionista ravennate impegnata su più fronti dai palcoscenici canori al teatro ed emittenti televisive locali e per sua scelta ha firmato questo lavoro con uno pseudonimo.

04 – Cosa avete voluto rappresentare con “God is a witness”? Quali sono i temi affrontati nelle liriche? C’è un messaggio per chi ascolta?
Al momento della registrazione della voce, le melodie vocali erano in fase decisamente avanzata ma non del tutto completate ed i testi non erano ancora stati scritti. Il lavoro mancante è stato completato da Francesco Di Nicola, il quale nelle liriche ha toccato più temi, alcuni dei quali molto personali. Nessuno di essi è negativo o violento: si tratta più che altro di riflessioni e racconti: l’idiozia umana percepibile attorno a se stessi (“Around Me”); un incontro presumibilmente alieno (“Bright Eyes”); la composizione notturna del relativo brano (“Like Colors Of Flowers”); un approccio con un popolo nomade del deserto (“The Dancers”) e così via. Un argomento che si ripropone in tre dei dieci testi è quello di Dio. In particolare, “God is a Witness”, la canzone che offre il titolo all’album, narra di un viaggio estremamente faticoso verso terre lontane e spopolate, alla larga dalle debolezze e dalle cattiverie umane; una sorta di pellegrinaggio esposto ad ogni intemperie ma finalizzato alla ricerca di Dio. Il viaggio è straordinariamente pesante perché estremamente difficile è la ricerca ma, al tempo stesso, vi è la consapevolezza che Dio onnisciente non possa non essere quantomeno testimone di tale percorso e sforzo spirituale.

05 – Musicalmente quali sono i suoni e le band che hanno influenzato l’album?
La composizione dei brani è avvenuta nel modo più classico e “normale”, almeno nel mondo del rock: i riff di chitarra partoriti dal chitarrista, sui quali poi si sovrappongono le melodie canore composte dal cantante, la costruzione dei brani ragionata in gruppo e la cosiddetta “intenzione” degli stessi che si sviluppa progressivamente grazie al lavoro di tutti. Non c’è altro: tutto è nato sulla base dei propri gusti ed influenze personali, mai nessun accenno o manifestazione di volontà di volere indirizzarsi verso qualcuno in particolare. Gli ascendenti ci sono e sono certamente “influenze estremamente influenti” ma sono quelle dei soliti mostri sacri di sempre (Iron Maiden, Judas Priest, Van Halen, Black Sabbath, Kiss, Def Leppard, Toto, AC/DC). La vera differenza è secondo nostro giudizio la voce e l’interpretazione di Elle Noir, due elementi che per il momento stanno rendendo impossibile la convergenza dei pareri su somiglianze degli Anims a nomi di prestigio. Non potevamo sperare di meglio.

06 – Come pensate di farvi conoscere? Avete in programma di fare delle date a supporto dell’album?
L’album è nato per puro divertimento ed il risultato ci è piaciuto tantissimo; non abbiamo un obiettivo o una strategia: per il momento ci stiamo godendo le recensioni largamente lusinghiere.

07 – Venite da una città come Bologna, storicamente molto viva musicalmente. Come è la situazione adesso, ci sono locali dove suonare e band da farci conoscere?
A Bologna attualmente per i gruppi emergenti non è proprio il massimo; per band un po’ più affermate qualche locale per esibirsi è a disposizione ma ovviamente per ragioni di sicurezza le capienze sono ancora ridotte. Bologna si è conquistata la sua reputazione musicale già dai tempi del suo floridissimo ed invidiabile underground degli anni ‘80 ma la situazione oggi è ovviamente quella che è. Suggerire qualche nuovo nome ci è davvero difficoltoso.

08 - Sono passati quasi due anni dall’inizio della pandemia. Che mondo troveremo quando tutto sarà passato? E quale impatto o strascico lascerà sulla musica, in particolare sulla musica rock?
Ogni esperienza, ogni situazione, ogni avvenimento, lieto evento o catastrofe che sia, ci arricchisce. Anche se gli aspetti spirituali sono una cosa e quelli economici ben altra, è comunque difficile pensare che dall’epoca della pandemia ne derivi un impoverimento. Da essa, in particolare dai periodi di stretto confinamento domestico, abbiamo imparato tante cose, tra le quali una molto semplice: apprezzare ciò che abbiamo. La gente ha voglia di vivere e di riassaporare tutto come e più di prima. La musica rock poi è straordinariamente dirompente ed energica. È necessaria e non muore mai. il covid gli ha fatto solletico. Nessuno strascico per essa.

09 – Infine, tornando agli Anims. Quali sono i progetti futuri? Siete già all’opera su nuovi brani?
Tutto è nato con l’obiettivo della sola realizzazione dell’album. I pareri, i commenti e le recensioni rivelano un preciso filo conduttore: quella degli Anims parrebbe una musica heavy rock “ottantiana” edulcorata da una voce potente e sinuosa ma tutt’altro che “old style”. Questo connubio sembrerebbe essere l’elemento di spicco e sinceramente è quanto abbiamo notato noi stessi mano a mano che Elle Noir ha sfornato in sala di registrazione le sue interpretazioni. Tutto questo ci piace davvero molto e mette certamente voglia di proseguire. L’idea è quella di goderci l’attimo e portare per il momento avanti gli altri impegni musicali personali, magari considerando il prossimo anno come punto temporale di ripartenza.

10 – A voi l’ultima parola…
Grazie ancora una volta per la vostra bella recensione di "God is a Witness" e per lo spazio che gentilmente ci avete quì concesso. Un saluto a tutti i lettori di heavymetalmaniac.it!

Intervista a cura di John Preck

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