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DRAGONHAMMER "Second Life" (Recensione)


Full-length, My Kingdom Music
(2022)

"Second Life" è il quinto album in studio dei nostrani Dragonhammer, una band che a mio avviso rappresenta una delle tante eccellenze dell'Italia metal e di cui dobbiamo andare fieri. Questo album, poi, costituisce idealmente anche un nuovo inizio per questa band, che in tempi recenti ha avuto qualche scossone in line up, con la fuoriuscita del cantante e chitarrista Max Aguzzi e del batterista Andrea Gianangeli. Adesso la band in line-up ha nuove forze che sono: Mattia Fagiolo (voce), Alessandro Mancini (chitarra) e Marco Berrettoni (batteria). Questo nuovo album esce a cinque anni di distanza dal precedente “Obscurity”, e prosegue un discorso di classico power metal europeo fatto di tematiche fantasy e di tutti quegli elementi che hanno contraddistinto band come Rhapsody Of Fire, Hammerfall e Sonata Arctica, tra i primi nomi che possono venire in mente. 

L'inizio dell'album è avvincente e arrembante; dopo una intro che promette antiche battaglie intitolata "Prelude To Conquest", parte come un razzo "Kingdom of the Ghosts", pezzo contraddistinto da una doppia cassa incessante in apertura e chitarre molto potenti. Man mano che il pezzo prosegue la band ci mostra la propria maestria nel saper scrivere pezzi epici e trascinanti. Su tutto si staglia la voce dell'ottimo Mattia Fagiolo, impeccabile e dotato di un'ugola pulita e acuta. I cori sono anthemici e le chitarre ogni tanto svisano in qualche vago territorio neoclassico per quanto riguarda il l'aspetto solista. Questo è un pezzo che di diritto si guadagnerà un posto di rilievo nella tracklist di questo album, non ci sono dubbi.

"Diamond of Peace" è molto più cadenzata e cerca di spostare l'asticella verso tempi più cadenzati e pesanti. C'è un alone leggermente pessimista che avvolge questo pezzo, almeno fino alla sua metà. Poi le varie orchestrazioni e un bell'assolo di chitarra fanno impennare il brano, rendendolo avvincente e più solare. Il lavoro di tutta la band è egregio e la produzione riesce a valorizzare davvero l'operato di tutti quanti. Altro capolavoro in arrivo con "Into the Warrior’s Mind", pezzo aperto da percussioni e chitarre soliste molto evocative, poi successivamente il pezzo diventa un tripudio power-speed metal velocissimo ma al tempo stesso melodico quanto basta. Si nota come gli arrangiamenti di tastiera in questo brano, ma un po' in tutto l'album, questa volta siano stati maggiormente curati e forse sono anche più presenti, ma questo non vuol dire siano invadenti. Anche in questo stesso brano le chitarre di Flavio Cicconi e Alessandro Mancini fanno la parte del leone, sciorinando riff su riff e tutti di ottima qualità. "Shattering Hope" è un brano che lascia stupiti perchè molto vario e con delle piccole parti di batteria in blast beat che giungono inaspettate. Verso il finale il brano si fa ombroso, tetro e pesante e le tastiere quasi ci portano nei territori del black metal sinfonico. Altro centro, nulla da dire!

E qui entriamo nella seconda parte dell'album, aperta da "Fallen Brother", una semi ballad molto buona che poi lascia spazio a "Sickness Divine", pezzo dominato da belle atmosfere e da buone alternanze tra parti più veloci in doppia cassa e altre dove la band si butta sulla melodia, e ancora una volta si fa notare la prova vocale di Mattia Fagiolo. Anche qui le chitarre fanno spavento: alla fine del brano abbiamo uno sfoggio di gusto e tecnica chitarristica ad altissimi livelli. "The Rising" è da considerarsi come la seconda semi ballad del disco, e onestamente mi è piaciuta di più rispetto a "Fallen Brother", in quanto ho trovato delle melodie vocali più emozionanti e un pathos più contagioso. Nella parte finale di questo album spicca senza dubbio la title track. "Second Life" è un pezzo che trasmette positività, rimane leggermente più ragionato a livello di velocità rispetto ad altri e come al solito le chitarre emozionano e gli arrangiamenti sono semplicemente perfetti. La seconda parte del brano infatti mostra anche assoli di tastiera eccellenti. Chiude poi perfettamente il disco la sognante "Ending Legacy", brano dove troviamo anche il pianoforte e la cui particolarità sta nell'assenza di voce. Scelta a mio avviso azzeccata perchè anche qui le parti orchestrali sono preponderanti e ci trasportano con poeticità in scenari molto belli e toccanti a livello emotivo.

Che dire ancora di questo "Second Life" che già io non abbia detto in questa recensione? Se amate il power metal e l'epicità non potrete mancare l'appuntamento con questo album, che è curatissimo, suonato benissimo, emozionante...Una vera pietra miliare del genere che sarete fieri di avere nella vostra collezione di album. Provare per credere.

Recensione a cura di Sonia Wild
Voto: 85/100

Tracklist:
1. Prelude to Conquest
2. Kingdom of the Ghosts 
3. Diamond of Peace 
4. Into the Warrior’s Mind 
5. Shattering Hope 
6. Fallen Brother 
7. Sickness Divine 
8. The Rising 
9. Silver Feathers 
10. Second Life 
11. Ending Legacy

Line-up:
Gae Amodio - Bass
Giulio Cattivera - Keyboards, Vocals (backing), Orchestrations, Lyrics, Songwriting, Vocals (choirs)
Flavio Cicconi - Guitars, Lyrics, Songwriting
Alessandro Mancini - Guitars, Orchestrations, Songwriting
Marco Berrettoni - Drums
Mattia Fagiolo - Vocals, Lyrics

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