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KRVNA "For Thine Is The Kingdom Of Flesh" (Recensione)


Full-length, Third Eye Temple
(2023)

Gli ascoltatori di black metal si dividono in due grosse categorie. Quelli per cui il black è finito nel ’99 (per i quali tutto quello venuto dopo non dovrebbe neanche esistere) e quelli, come me, che si gettano nell’underground più underground per andare a scovare bands validissime come questa in oggetto.
 
Krvna è una one man austrialana il cui unico membro figura anche nei più noti (per chi segue l’underground) Pestilential Shadows. Con “For Thine Is The Kingdom Of Flesh” il nostro giunge al secondo full-length, che non fa che riconfermare quanto di buono aveva già espresso nel debut “Sempinfernus”. La title track, che apre il disco, dopo un coro simil ecclesiastico, ci introduce in un brano ricco di cambi di riffs e di tempo, con passaggi che riportano alla mente i Satyricon di “The Shadowthrone” misti a passaggi alla Dissection e, nella parte finale, ai Bathory più epici. La successiva “Gethsemane Ablaze” arriva con un fade in che lascia rapidamente il posto a riff travolgenti, che avvolgono l’ascoltatore come le fiamme evocate dal titolo. “Veni, Vidi, Vici” è introdotta da un arpeggio che, di nuovo, rimanda ai Satyricon dei bei tempi andati, con un riffing che rimanda anche agli Emperor sia di “In The Nightside Eclipse” che di “IX Equilibrium” (due album diversissimi ma che Krvna Vatra Smrt riesce a fondere insieme senza nessuna apparente difficoltà). 

È poi la volta di “The Flaming Hordes Of Basarab”, una delle mie preferite insieme alla title track. Anche questa è introdotta da un coro, questa volta molto più catacombale rispetto a quello di apertura di disco. E anche qui, poco dopo, inizia un assalto all’arma bianca che, in alcuni passaggi mi ha fatto pensare ai Marduk, salvo poi spezzare il ritmo e spiazzare l’ascoltatore, con un breve ma efficacissimo assolo di emperoriana memoria. Il pianoforte sul finale del pezzo vi farà a pezzi l’anima. La doppietta finale “In Absence Of God…” e “Death Shall Have No Dominion” concludono egregiamente uno dei migliori dischi di fine 2022. Un plauso va fatta alla prestazione vocale di Vatra, che ricorda quella di Ihsahn del debut degli Emperor ma senza essere affossata come in quel disco. Anche la produzione è molto efficace, perché è raw senza essere caotica o sporca per coprire problemi tecnici. 

Il nostro padroneggia perfettamente i vari strumenti e conosce bene il genere, riuscendo nel non facile compito di rendere moderno uno stile che ha, ormai, trent’anni. In molti stanno riscoprendo quel symphonic black che ha caratterizzato gli anni ’90 ma in pochi ci stanno riuscendo con risultati soddisfacenti. Krvna è uno di quei pochi. Per cui, se volete procurarvi un solo disco underground e non siete di quelli per cui il black è morto nel ‘99, fiondatevi su questo “For Thine Is The Kingdom Of Flesh” (e anche sul precedente “Sempinfernus” e non ve ne pentirete!

Recensione a cura di Marco "Wolf" Lauro
Voto: 90/100


Tracklist:
1. For Thine Is the Kingdom of the Flesh 
2. Gethsemane Ablaze 
3. Veni, Vidi, Vici 
4. The Flaming Hordes of Basarab 
5. In the Absence of Gods... 
6. ...Death Shall Have No Dominion

Line up:
Krvna Vatra Smrt - Everything

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