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THRILLER "Street Metal" (Recensione)


Full-length, Independent
(2023)

Senza esitazione: con quella copertina e quel logo, non possiamo sbagliare! C’è scritto “Street Metal”, ma con un semplice gioco di prestigio sulle consonanti, leggiamo Speed Metal a chiare lettere! Dalla Germania, senza biglietti da visita particolari, così, saltando fuori dal nulla, ci colgono terribilmente di sorpresa! Mannaggia a voi, che la vostra “Iron Goddess” vi benedica!

Si aprono le danze con “Iron Goddess”, appunto, e si continua con titoli del tenore di: “Aiming for Freedom”, “Proud to Be Different” e “Spikes and Leather”!!! La simpatia scatta subito, prima ancora di partire con l’ascolto: sulla fiducia, diciamo così! E’ come quando incontri per strada qualcuno con una maglietta degli Iron Maiden: non lo conosci, ma tu, in giacca e cravatta, la senti subito, la “Fratellanza d’Acciaio”! E poi dobbiamo trovare conferma alle nostre impressioni: non avevo molti dubbi, ma non appena partono quelle plettrate alternate a corda stoppata, quel caro vecchio sminuzzare le note in pezzettini staccati di sedicesimo di battuta, puoi buttare all’aria ogni compostezza: il mio proverbiale self-control, la sobrietà, i modi misurati, tutto questo esplode come un bicchiere di cristallo all’onda d’urto delle vocals del cantante!

Quel timbro perfetto per il genere: acuto, squillante, sopra le righe, “tamarro”, ma anche intonato e melodico: si abbina come il cacio sui maccheroni, o, vista la provenienza dei nostri, come i crauti con i würstel. Per quanto concerne tutto il resto: prestazione impeccabile da parte di tutti, con una scrittura dei riff e dei brani semplice, diretta, d’impatto, senza orpelli inutili. Mi ricorda quando ascoltai per la prima volta il debut album degli svedesi Enforcer, “Into The Night” del 2008: all’epoca non avevamo ancora quel revival di sonorità heavy/speed che dilagherà negli anni successivi, quindi per un appassionato come me fu come una ventata di ottimismo: il genere non è morto, c’è ancora speranza, non è ancora troppo tardi!

Adesso siamo nel 2023 e no, non abbiamo ancora finito di festeggiare! Questi Thriller, scoperti mezz’ora fa e già eletti ad alfieri moderni dello spirito vintage e retrò, ci ricordano che c’è ancora tempo per andare al bancone e ordinare un’altra pinta di birra, ma rigorosamente tedesca, mi raccomando!

Recensione a cura di Luke Vincent
Voto: 85/100

Tracklist:

1. Iron Goddess 
2. Aiming for Freedom 
3. Proud to Be Different 
4. Days Are Gone 
5. Bring Me the Light 
6. Spikes and Leather
7. City's on Fire 
8. Falling Night

Line-up:
Viktor Emich - Bass
Arnold Wein - Drums
Rudolf Emich - Guitars
Christopher Westphal - Guitars
Julian Mason - Vocals

Web:
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