THE MUGSHOTS "Gloomy, Eerie And Weird" (Recensione)

Full-length, My Kingdom Music
(2026)

Con "Gloomy, Eerie And Weird", i The Mugshots confermano la loro capacità di costruire un universo sonoro stratificato, cinematografico e coerente, attraversando generi che spaziano dal black metal alla new wave fino al progressive, senza mai perdere identità. L’album è un viaggio immersivo in atmosfere cupe e sofisticate, dove ogni brano contribuisce a definire un mondo sonoro riconoscibile e originale.

La cura degli arrangiamenti e la precisione compositiva sono evidenti fin dai primi ascolti: riff di chitarra incisivi, giri di basso avvolgenti e architetture ritmiche complesse si intrecciano con melodie e armonie capaci di catturare l’attenzione dall’inizio alla fine. Brani come "Flow, My Tears" mostrano l’abilità della band nel creare tensione e profondità, con assoli raffinati e stratificazioni che restano impresse nella memoria dell’ascoltatore.

Il pezzo più spettacolare dell’album è senza dubbio "Inter Ludus (An Embalmer's Lullaby Part III)", dove il contributo di Tommy Talamanca dei Sadist alle tastiere e di Mario “The Black” Di Donato alla voce e alle chitarre soliste arricchisce ulteriormente l’atmosfera, conferendo al brano una dimensione epica e cinematografica che lo rende uno dei momenti più memorabili dell’intero lavoro. La loro presenza non è solo un dettaglio tecnico, ma un elemento emotivo che amplifica la densità narrativa della musica.

Nonostante la varietà di stili e influenze, l’album mantiene una coerenza esemplare grazie alla produzione attenta e alla visione artistica chiara della band: ogni passaggio, ogni cambiamento di registro, sembra calcolato per creare un flusso continuo di emozioni, senza mai risultare dispersivo. L’approccio cinematografico e l’attenzione ai dettagli trasformano l’ascolto in un’esperienza completa, intensa e immersiva.

"Gloomy, Eerie And Weird" è un lavoro maturo e originale, che dimostra come i The Mugshots sappiano coniugare complessità, atmosfera e personalità, restituendo un album capace di segnare il panorama underground e di restare impresso nell’immaginario dell’ascoltatore.

Recensione a cura di Checco 78
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Cold Inside
2. The Nameless [ft. Andy LaRocque, Sakis Tolis, Jim Mutilator]
3. The Empty Park [ft. Trevor Sadist, Fredrik Norrman]
4. Nuclear Memento [ft. Angela Busato]
5. Inter Ludus (An Embalmer’s Lullaby Part III)
[ft. Mario “The Black” Di Donato, Tommy Talamanca]
6. Flow, My Tears [ft. Gaye Advert]
7. Have You Seen It Before?
8. Acid Mantra
9. It’s My Time [ft. Enrico Ruggeri & Decibel]
10. Stalking Theme

Line Up:
Mickey E. Vil: vocals, synth
Priest: rhythm guitar, lead and acoustic guitar on 6

Special guests:
Mario Di Donato: vocals and lead guitar on 5; Matt M.: bass on 1,3,4,5,6;
Eye Van: bass on 7,8,9; Jim Mutilator: bass on 2; Erik Stayn: synth on 2,3,6,7;
Angela Busato: synth on 4; Tommy Talamanca: synth on 5; Flavio Carlotti: synth on 6;
Silvio Capeccia: synth on 9; Helgast: drums on 1,2; Gyorg II: drums on 1,4,6,8,9;
Henry Lee: drums on 3,5,7 & acoustic guitar on 2; Andy LaRocque: lead guitar on 2;
Fredrik Norrman: lead guitar on 3; Fulvio Muzio: lead guitar on 9;
Cristiano Mondini: theremin on 7; Sakis Tolis: choir/vocals on 2;
Trevor Sadist: choir/vocals on 3; Leda Stella: choir/vocals on 6;
Gaye Advert: choir/vocals on 6; Enrico Ruggeri: choir/vocals on 9

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