BARATRO / SANGUE MALEFICO / BESTIA "Sentenza Diabolica" (Recensione)


Split, Sepolti Productions
(2026)

Lo split è una formula che continua ad avere un senso soprattutto nell'underground più autentico. Non tanto perché permetta di scoprire nuove band, quanto perché mette a confronto visioni diverse che condividono una stessa matrice. "Sentenza Diabolica" segue esattamente questa logica: sei brani, tre gruppi, tre modi differenti di interpretare un black metal profondamente radicato nell'oscurità più tradizionale.

I primi due pezzi sono affidati ai Baratro. "Cypress Vomitory" dura poco più di due minuti ma riesce comunque a definire subito il terreno sul quale si muove la band. Non c'è ricerca di eleganza o complessità: il suono è grezzo, diretto, quasi claustrofobico. Più che costruire un'atmosfera, sembra volerla evocare attraverso la sottrazione. Con "Baratro" il progetto trova invece maggiore respiro. La durata più estesa permette ai riff di svilupparsi meglio e alla componente atmosferica di emergere con più decisione. È probabilmente il brano più rappresentativo della proposta del gruppo: essenziale, oscuro e privo di qualsiasi tentazione moderna.

La parte centrale dello split è occupata dai Sangue Malefico, che introducono un approccio leggermente diverso. La title track "Sentenza Diabolica" possiede un carattere quasi liturgico. Pur restando saldamente ancorata al black metal più tradizionale, trasmette una sensazione rituale che la distingue dai brani precedenti. Non cerca l'impatto immediato; preferisce lavorare lentamente sull'atmosfera. "Il Marchio Nero" appare invece più aggressiva e lineare. Le idee sono meno elaborate ma l'efficacia resta elevata, soprattutto grazie a un'impronta che conserva una forte identità underground senza risultare artificiosamente rozza.

Gli ultimi due episodi spettano ai Bestia, probabilmente il progetto che lascia l'impressione più particolare all'interno dello split. "Il Lamento" possiede un carattere quasi funerario. La tensione non nasce dalla velocità o dalla violenza, ma da una costante sensazione di disagio. È un brano che sembra guardare più verso certe derive doom e depressive del black metal che verso la tradizione più feroce del genere. La conclusiva "Il Sepolcro" porta ulteriormente avanti questa impostazione. C'è qualcosa di profondamente decadente nel modo in cui il pezzo si sviluppa, come se la band fosse più interessata alla suggestione che all'aggressione. Una chiusura efficace, capace di lasciare una traccia più duratura rispetto a quanto la sua semplicità potrebbe far pensare.

Nel complesso "Sentenza Diabolica" non va interpretato come una raccolta di singoli episodi isolati. Funziona piuttosto come una fotografia di una certa scena underground, dove la produzione volutamente ruvida e l'approccio anti-commerciale non rappresentano limiti da correggere, ma elementi fondanti dell'identità artistica. Naturalmente non tutto convince allo stesso modo. Alcune idee avrebbero meritato uno sviluppo maggiore e la natura stessa dello split impedisce di approfondire realmente le caratteristiche dei singoli progetti. Tuttavia emerge una coerenza d'intenti che oggi non è così scontata. Non è una pubblicazione destinata a un pubblico ampio, né sembra volerlo essere. Ma per chi continua a cercare il lato più oscuro, istintivo e sotterraneo del black metal, "Sentenza Diabolica" offre più di uno spunto interessante.

Recensione a cura di Simone Lazzarino
Voto: 80/100

Tracklist:

01. Cypress Vomitory – Baratro
02. Baratro – Baratro
03. Il Marchio Nero – Sangue Malefico
04. Sentenza Diabolica – Sangue Malefico
05. Il Lamento – Bestia
06. Il Sepolcro – Bestia

Line-up Baratro:
Baratro — Vocals
Aske – Bass
Sorg – Drums
Bestia – Guitar, Keyboards, Synths & Backing Vocals

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