Intervista: MADVICE: il dolore si trasforma in forza in "L'Ottavo Giorno"
Con "L'Ottavo Giorno" i Madvice firmano il capitolo più intenso e personale della loro carriera. Nato da un periodo particolarmente difficile per la band, il nuovo album ĆØ attraversato da rabbia, sofferenza e desiderio di riscatto, trasformando queste emozioni in un death metal ricco di atmosfera, melodia e impatto. Tra riflessioni sul concept del disco, evoluzione del sound, collaborazioni e prospettive future, Asator e Maddalena ci accompagnano alla scoperta di un lavoro che rappresenta una tappa fondamentale nel percorso della formazione. Rispondono Asator – voce e Maddalena – chitarra.
1. "L'Ottavo Giorno" sembra essere il lavoro più ambizioso della vostra carriera. Come è nato il concept dell'album?
[A] Non so dirti se "L'Ottavo Giorno" sia il nostro lavoro più ambizioso; sicuramente è il più sofferto, nato dopo un periodo difficile, ed è intriso di sofferenza e rabbia ma, allo stesso tempo, di voglia di riscatto. Tutto questo, però, non nasce nella speranza di qualcosa di più luminoso: la speranza è morta. Quello che anima questo disco è la necessità di combattere come unica alternativa possibile.
2. I singoli "The Legacy of the Serpent God" ed "Eternally I Rise" mostrano una forte componente narrativa. Quanto conta la dimensione concettuale nel vostro songwriting?
[A] Dato che mi occupo esclusivamente di testi e linee vocali, la componente concettuale per me è estremamente importante: rappresenta la quasi totalità del mio lavoro. Non scrivo mai tanto per scrivere; i testi hanno sempre un significato, più o meno nascosto, più o meno allegorico, ma non sono mai casuali. Inoltre, sono sempre legati alle sensazioni che mi trasmettono le parti strumentali a cui vengono associati.
3. Temi come distruzione, rinascita e resilienza attraversano i nuovi brani: cosa volevate comunicare?
[A] Distruzione, perché è ciò che ci circonda, la specialità del parassita che chiamano essere umano. Rinascita, perché tutto si ripete in un ciclo continuo, come la storia stessa ha sempre dimostrato. Resilienza non per coraggio, ma come unica alternativa: posso accettare una mia disfatta, non una mia resa.
4. In che modo il sound dei Madvice si ĆØ evoluto rispetto alle uscite precedenti?
[M] Al terzo disco è naturale che ci siano delle evoluzioni, anche se dall'interno è difficile analizzarle lucidamente. Abbiamo sicuramente provato a snellire un po' le strutture, cercando di alleggerirle di tutto ciò che, alle nostre orecchie, sembrava ridondante o noioso. Ma la cosa che riteniamo più importante è l'inserimento di sonorità "mediterranee", già presenti nel primo disco, che ci piacerebbe approfondire ancora di più in futuro.
5. Quanto ha influito la collaborazione con Art Gates Records sulla realizzazione di "L'Ottavo Giorno"?
[M] In realtà ti direi il contrario, perché quando abbiamo contattato Art Gates Records avevamo già il disco pronto in tutto e per tutto. A loro è piaciuto ed è così che è iniziata la collaborazione con quella che, ad oggi, è la migliore etichetta con cui abbiamo avuto a che fare.
6. C'ĆØ stato un momento particolare durante la scrittura di "L'Ottavo Giorno" che vi ha fatto capire di avere tra le mani qualcosa di speciale?
[M] C'ĆØ stato un periodo molto difficile per noi, durato quasi un anno. Eravamo sul punto di mollare e buttare via tutto il lavoro fatto fino a quel momento, ma a un certo punto abbiamo capito che quei pezzi meritavano di essere completati e pubblicati. Non so se, oggettivamente, questo disco sia qualcosa di speciale, ma lo ĆØ sicuramente per noi.
7. Come avete lavorato sugli arrangiamenti per rendere il disco cosƬ intenso e cinematografico?
[M] Abbiamo sempre pensato che il metal estremo non debba essere soltanto calci in culo e basta. Essere dinamici aiuta l'ascolto e rende più fruibili tanti minuti di musica. La melodia ha sempre fatto parte dei nostri pezzi e ci divertiamo molto ad alternare sezioni più pesanti e veloci ad atmosfere che spezzano il ritmo e sorprendono l'ascoltatore. In questo disco abbiamo giocato un po' di più con le sovraincisioni di chitarra e con qualche synth, senza però esagerare, per rendere il tutto più vario e interessante.
8. Quale brano di "L'Ottavo Giorno" rappresenta meglio l'essenza dell'album e perchƩ?
[M] Ti direi "The Damnation Between Birth and Death", perché è quello che racchiude tutte le nostre sfaccettature. Ci sono tempi veloci e cadenzati, riff aperti e autentici macigni, un basso che si distacca dai soliti cliché, arrangiamenti più articolati, melodia a palate e un Asator particolarmente ispirato. Inoltre è molto presente quella sonorità di cui ti parlavo prima, frutto anche delle origini partenopee di due quarti della band. Al momento è il pezzo che rappresenta meglio i Madvice in generale.
9. Che importanza hanno oggi i videoclip e i visualizer nella promozione di una band metal?
[M] Purtroppo tanta, forse anche troppa, per i nostri gusti. Ci piacerebbe che l'ascoltatore chiudesse gli occhi e si lasciasse trasportare dalla musica e dalla propria fantasia, ma, ahimè, oggi non è più così. Viviamo in un'epoca diametralmente opposta a questo tipo di approccio e, a un certo punto, bisogna adeguarsi per restare al passo ed essere presenti.
10. Quali aspettative avete per l'uscita di "L'Ottavo Giorno"?
[M] Aspettative nessuna, ma tante speranze, sicuramente. Ci auguriamo che la nostra musica possa arrivare alle orecchie di tante persone, anche grazie all'ottimo lavoro promozionale svolto da Art Gates Records e Rock On Agency.


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